Tecnologia

Vodafone, torna la tariffazione mensile ma aumenta il prezzo!

Vodafone ha inviato le prime comunicazioni riguardanti il cambio di tariffazione. Si torna infatti alla tariffazione mensile, ma ci sarà un aumento del prezzo.

Vodafone Italia ha comunicato ufficialmente il cambio della tariffazione che porterà ad un ritorno alla tariffazione mensile, al posto di quella attuale di 28 giorni, sia per quanto riguarda la ricaricabile sia per gli abbonamenti (mobile e rete fissa); in ottemperanza alla legge 4 dicembre 2017 n. 172 per i servizi di comunicazione elettronica e reti televisive.

Ricaricabili

Per quanto riguarda le ricaricabili, le promozioni attive si rinnoveranno in automatico ogni mese e non più ogni 28 giorni. Questo avverrà dal prossimo 25 marzo 2018. Sebbene i rinnovi si ridurranno da 13 a 12 annuali, di contro ci sarà un aumento di prezzo tale che ci porterà comunque a pagare la stessa cifra annualmente.

L’aumento sarà infatti pari all’8,6%. In pratica ci ritroveremo con la stessa cifra annua di ora, ma con una beffa in più. Infatti, se per esempio ora con 13 rinnovi abbiamo 130GB, 13000 minuti e 13000 SMS in un anno, dal 25 marzo prossimo per la stessa cifra avremo 120GB, 12000 minuti e 12000 SMS.

I clienti riceveranno una comunicazione a riguardo. Si potrà ovviamente recedere dal contratto o effettuare una MNP (portabilità) senza penali entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso. Per altre informazioni, contattate il 42590 o cliccate qui.

Abbonamenti

Dalla prima fattura emessa dopo il 5 aprile 2018, per tutti gli abbonamenti di rete fissa e mobile, il numero di cicli di fatturazione tornerà ad essere pari a 12. Tuttavia anche in questo caso la spesa complessiva annuale sarà pari a quella attuale, visto che ci sarà anche qui in aumento dell’8,6%.

I clienti riceveranno in fattura la comunicazione. Si potrà recedere anche in questo caso dal contratto o effettuare MNP (portabilità) senza penali entro 30 giorni dalla ricezione. Per altre informazioni, contattate il 42590 o cliccate qui.

Una bella presa in giro, specie perché l’intento dell’AGCOM era quello di agevolare e proteggere i consumatori, mentre l’azione si è ribaltata proprio a danno di essi.

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