Applicazioni & Software

Uber: la nostra prova da passeggeri

Ho provato Uber nella mia città, dov’è sbarcato da sole 3 settimane

2 minuti

Sera del 24 dicembre. E’ la Vigilia di Natale, sono le 18.15 e ho appena finito di comprare i regali. Last-minute, ovviamente, se no non sarei io. Il problema, ora, è tornare a casa in tempo per mangiare e tornare in centro per la messa di Natale di mezzanotte. Il tempo è poco, il traffico intenso. I mezzi ci sono, certo, ma sono affollati com’è normale che sia in questo periodo. E poi sono troppo distante da dove passa il tram.

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Così penso che sia la volta buona di testare questo nuovo “servizio” sbarcato da pochi giorni nella mia città, Padova. Qui a dire il vero non ci sono state le proteste che si sono viste inizialmente a Milano, poi propagatesi anche a Torino e Genova. Sarà che la città è piccola e le persone prendono raramente i taxi e finora Uber non ha tolto tutta questa clientela. Io comunque a casa ci devo pur tornare e in tempo, senza spendere l’intero patrimonio magari! Così prendo lo smartphone, inserisco la destinazione e clicca un tasto…mi dice che l’autista Uber sarà da me in 2 minuti (e così effettivamente è stato) e che è alla guida di una BMW serie 5 (mi dice anche le prime due lettere della targa, in modo che io possa riconoscerlo).

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Mi saluta, salgo in macchina e partiamo. Mi chiede subito se conosco qualche stradina alternativa, però qui non è che ce ne siano molte a dire il vero. Questo però mi ha lasciato perplesso, dato che lui guadagna anche sul tempo di percorrenza. Gli chiedo poi cosa ne pensa di quest’azienda, Uber, che si sta diffondendo pian piano in tutte le città del mondo. Tanto amata dai clienti, tanto odiata dai concorrenti (taxi). L’autista, cordiale e gentile, mi racconta come lui stesso ha preso questo servizio più volte all’estero e a Milano, dove (dice) non riescono a coprire più del 30% delle richieste!

Tempo 15 minuti (stesso tempo che ci impiego io in auto) e sono a casa. Neanche il tempo di scendere dalla macchina che mi arriva subito la notifica di quanto ho pagato (o meglio, avrei, dato che è gratuito fino al 31 dicembre) e del tragitto effettuato con tanto di mappa: 15′ di viaggio, 5,19€. In pratica se prendo questo servizio con altri miei due amici mi costa meno che viaggiare in bus. Eh già, perché la corsa la si può condividere con altri amici che possiedono Uber, dividendosi automaticamente il costo del viaggio (l’app vi addebiterà solo la vostra parte). Prima di scendere ho chiesto all’autista se le macchine sono sempre di questo livello (un serie 5 a questi costi…); ovviamente no, però a Padova il servizio è appena nato, quindi tutte le macchine sono racchiuse sotto la categoria UberPop (che dovrebbe includere solo le city car o comunque vetture medio-piccole).

Insomma devo dire di essere rimasto ben impressionato da questo servizio. Pensavo di essere stato fortunato io, invece chiedendo ad altri amici che l’hanno usato (sempre qui in città) non hanno fatto altro che confermare la mia impressione.

Speriamo quindi che venga trovato un accordo a livello governativo (ma soprattutto con i taxi e Ncc) per regolare definitivamente questo tipo di servizi. Chissà mai che l’Italia si adegui e faccia una legge al passo con i tempi…

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