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Truffe eBay e PayPal: mi hanno rubato i soldi con il chargeback

Vi spiego come fanno a rubarvi soldi e merce con eBay e PayPal grazie ad un vecchio trucchetto chiamato chargeback (che di solito funziona).

Ho deciso di scrivere questo articolo per rendere pubblica la vicenda accaduta ad un venditore di eBay con PayPal e i cosiddetti chargeback con la banca del cliente: in poche parole parliamo di truffe.

Tutto comincia quando questo “venditore”, che in realtà non è altro che un privato che ha deciso di disfarsi di due o tre cose che aveva in casa, decide di mettere in vendita alcune cose su eBay.

Le vende quasi tutte e sembra andare tutto bene. Il tracking della spedizione (sì, mi raccomando, spedite sempre con la tracciatura per avere la prova di avvenuta consegna) mostra che sono state consegnate tutte.

Le truffe partono da eBay, passano per PayPal e terminano con il chargeback

Dopo circa cinque mesi arriva la sorpresa. Una e-mail da parte di PayPal avvisa il venditore che un utente ha aperto la contestazione.

Questo non preoccupa il venditore più di tanto, perché ha tutte le prove per dimostrare a PayPal che la merce è stata spedita e consegnata regolarmente a tutti gli acquirenti.

Tuttavia c’è una novità, almeno per questo venditore. La pratica non è stata aperta dall’acquirente, bensì da PayPal stesso. Infatti PayPal ha ricevuto la segnalazione di chargeback da parte della banca dell’acquirente.

L’email che annuncia l’apertura della pratica su PayPal al venditore

Che cos’è un chargeback?

Ce lo spiega PayPal stessa: “un chargeback si verifica quando un acquirente chiede alla società emittente della carta di stornare un pagamento”.

La stessa PayPal sottolinea che non ha nulla a che fare con un classico reclamo visto che è “avviato dalla società emittente della carta di credito e non da PayPal”.

Ma soprattutto che “l’esito dipende dalla società emittente della carta e PayPal non può influenzarne la decisione“.

Dunque non sarà PayPal a deciderne l’esito, che in questo caso si limiterà a fare da tramite tra noi e la banca dell’acquirente.

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Cosa fare quando riceviamo un chargeback su PayPal

Sono tre le cose da fare sostanzialmente quando riceviamo un chargeback su PayPal da venditori.

  1. Una volta ricevuta la mail di avviso del chargeback avremo 10 giorni per fornire le informazioni richieste (dunque la prova di avvenuta spedizione e di consegna).
  2. Se come venditori siamo idonei per la Protezione vendite, PayPal userà tutte le informazioni disponibili per contestare il chargeback alla società emittente della carta.
  3. La società emittente della carta prende una decisione. Potremmo attendere fino a 75 giorni per la chiusura della pratica. Se la società emittente della carta di credito decide in favore dell’acquirente e la transazione non è coperta dalla Protezione vendite, il pagamento verrà stornato.

A questo punto vi verrà da chiedervi, come successo a me, cosa cambia se abbiamo la Protezione vendite su quella determinata transazione?

Sostanzialmente non cambia molto. In pratica con la Protezione vendite attivata, come ci ha detto un operatore della società stessa, PayPal si prenderà la briga di andare “in disputa con l’ente emittente della carta, e per questo ti chiediamo alcuni documenti”.

Poi però spetterà sempre all’ente finanziario (la banca del cliente) prendere la decisione. Senza la Protezione vendite la perderemo in partenza, senza neanche attendere i suddetti 75 giorni.

PayPal stessa ammette che non c’è nulla da fare contro le truffe su eBay e PayPal tramite chargeback

Sembra assurdo, lo so, ma questo venditore ha capito molto bene che contro i truffatori che utilizzano questo metodo c’è ben poco da fare.

Dopo due mesi esatti dalla prima e-mail e dopo l’invio di tutto il materiale a supporto della sua tesi, il venditore riceve questa e-mail dove gli viene comunicata la chiusura della pratica a favore dell’acquirente.

Come potete leggere voi stessi, PayPal ammette di non poter far altrimenti e ci invita a contattare l’acquirente per concordare una soluzione (assurdo a meno che non troviate l’unico che sia un truffatore ma di buon cuore).

Abbiamo contattato PayPal a riguardo.. ecco le loro risposte

Questa è la nostra domanda ad un operatore di PayPal:

Capisco che la decisione spetti all’istituto finanziario, ma a questo punto mi viene più di un dubbio sul fatto che voi abbiate o meno fatto valere le mie ragioni“.

La risposta dell’operatore PayPal:

Non è un fatto di far valere le ragioni o meno, anche se noi forniamo tutte le prove possibili la banca decide e purtroppo per ovvi motivi tendono a favorire i propri clienti, almeno la maggior parte delle volte“.

Una presa di posizione assolutamente chiara e inequivocabile. PayPal stessa ammette che le banche tendano a favorire i propri clienti, almeno la maggior parte delle volte.

Il che, per quanto mi riguarda, è come dire: se comprate qualcosa su eBay con PayPal e poi andate in banca a contestare quella transazione, quasi sicuramente la vostra banca vi darà ragione e così rioterrete il vostro denaro speso, tenendovi inoltre la merce!.

La nostra conversazione con l’operatore di PayPal è proseguita così:

A questo punto però allora lo facciamo tutti, riceviamo la merce gratis, chiediamo il chargeback ed è fatta, no?“.

La risposta dell’operatore PayPal, ancora una volta chiarissima:

Io capisco ma in questi casi noi possiamo [fare, ndr] veramente poco, e quel poco cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile. poi purtroppo ci sono persone disoneste e banche che le appoggiano“.

Credo che non serva aggiungere altro, specie all’ultima frase… tuttavia l’operatore ha continuato ad ammettere che:

Forse proprio per questo il cliente ha aperto la pratica con la banca perchè sapeva che con paypal non avrebbe avuto possibilità“.

Insomma, con tutta la documentazione a favore del venditore, PayPal non avrebbe mai dato ragione all’acquirente. I truffatori questo lo sanno molto bene e sanno anche che invece la propria banca gli darà sempre ragione.

Ecco perché si muovono in questo modo: per essere sicuri di vincere sempre, truffando in modo chiaro, palese e sotto la luce del sole.. ma tutti, istituti finanziari in primis, vogliono far finta di non vedere.. .

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