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Smartphone e tumori: le onde radio dei telefoni cellulari possono essere cancerogene

tumori

Una ricerca del National Toxicology Program mette in correlazione le onde radio dei telefoni cellulari con i tumori nei topi.

Una ricerca su oltre 3000 cavie, commissionata dalla FDA (Food and Drugs Administration) e iniziata negli Anni ’90 (c’era ancora Bill Clinton alla presidenza USA), ha stabilito che le onde radio dei telefoni cellulari possono essere cancerogene. Nei ratti esposti alle radiazioni l’incidenza dei tumori è infatti aumentata.

Crediamo che la correlazione tra RFR [radiazioni a radiofrequenza] e i tumori sia reale, almeno nei ratti maschiJohn Bucher, scienziato del National Toxicology Program

La ricerca è stata effettuata dal National Toxicology Program su oltre 3000 cavie ed è durata oltre 10 anni in totale. Il costo totale? Circa 30 milioni di dollari.

I risultati sugli animali non possono essere direttamente applicati agli esseri umani

Nei ratti e topi femmina le evidenze sono state amibgue, lo stesso vale anche per i topi maschi.

Ma la cosa importante è che lo studio ha stabilito, nei ratti maschi:

  • chiara evidenza per i tumori al cuore (+5-7%) – tumori maligni noti come neurinomi;
  • qualche evidenza per i tumori al cervello (+2-3%) – tumori maligni noti come gliomi; ilPost sottolinea che si tratta di “un tipo di tumore per il quale, negli uomini, non è stato osservato nessun aumento negli ultimi decenni”;
  • qualche evidenza per i tumori alle ghiandole surrenali – tumori noti come feocromocitomi.

Le quattro categorie utilizzate dal National Toxicology Program per classificare le evidenze emerse dai suoi studi sono: “chiara evidenza”, “qualche evidenza”, “evidenza ambigua” e “nessuna evidenza”.

Lo studio

  • Quantità di radiazioni molto superiori rispetto alla realtà degli esseri umani:
    • le più intense quattro volte sopra il limite;
    • le meno intense erano pari al massimo consentito;
      intensità delle radiazioni per i topi: tra i 2,5 e i 10 watt per kg;intensità delle radiazioni sui ratti: tra gli 1,5 e i 6 watt per kg;
  • Le cavie sono state esposte a radiazioni in tutto il corpo (quando invece negli esseri umani sono più localizzate, ad esempio all’orecchio quando si chiama o in tasca).
  • Frequenza di esposizione: 900 MHz (protocolli GSM e 3G). Il 4G e 5G operano a frequenze più elevate (penetrano meno il corpo umano).

Gli esperti sottolineano che i risultati differenti tra maschi e femmine della stessa specie e tra ratti e topi sia normale, “perché ratti e topi sono stati sottoposti alle radiazioni in modo diverso”. Infatti:

  • i ratti sono stati sottoposti a radiazioni sin da quando erano nell’utero;
  • i topi sono stati sottoposti a radiazioni dalla loro quinta settimana di vita.

Dunque possiamo concludere con ciò che ha sostenuto il National Toxicology Program, ossia che i risultati sugli animali non possono essere direttamente applicati agli esseri umani. Ma c’è comunque da restare in guardia, specie dopo questo studio. Con la certezza, in ogni caso, che le future reti 5G penetrano ancora meno il corpo umano.

Fonte principale: National Toxicology Program – Altro: ilPostHDblog

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