Accessori e Periferiche

Sitecom CN-340: la docking usb 3.0 essenziale per gli ultrabook moderni | Recensione

I moderni ultrabook e notebook sono sempre più sottili e leggeri. A discapito però della “flessibilità”: meno porte USB e uscite video e audio. Ecco che una dock usb diventa essenziale per lavorarci

Foto: Francesco Pistore | Stintup
7 minuti

Quanti di voi conoscono Sitecom? Sicuramente tutti coloro che di hardware ne masticano parecchio, ma non è scontato che tutti i lettori di Stintup ne abbiano sentito parlare. Sitecom è un’azienda olandese specializzata in prodotti di home networking e connettività domestica e per piccole aziende. Sicuramente vi sarà capitato tra le mani un router della casa olandese, però non sono i soliti prodotti che produce e vende. Oltre a quelli riguardanti il networking ci sono delle new entry, come appunto questo hub e le IP cam.

Foto: Francesco Pistore | Stintup

Le due porte USB 3.0 e l’entrata audio (mic) e uscita audio (cuffie e altoparlanti). Foto: Francesco Pistore | Stintup

La Docking Station USB 3.0 CN-340 è il prodotto di punta di Sitecom per quanto riguarda gli Hub. Non so davvero cosa possa mancare tra le porte presenti in questo “oggettino”, di qualche cm più grande di una carta di credito (circa 11 x 6.6 x 1.8 cm). Anche il design è davvero bello, plastica di colore bianco lucido che vi farà capire da subito la qualità del prodotto, facendovi capire la differenza con un prodotto di bassa qualità. La cura dei dettagli non è da poco: bello il led blu di accensione che risalta sul bianco lucido; ottimi anche i “gommini” (molto morbidi e antiscivolo) posti sia sopra che sotto, in modo da poterlo utilizzare anche capovolto se la luce vi desse fastidio di notte. Vi basta collegarlo al PC per avere, in più, a disposizione:

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A) 2 porte USB 3.0
B) 1 porta Gigabit Ethernet (1000 Mbps)
C) 1 porta HDMI e 1 porta VGA
D) 1 ingresso audio
E) 1 uscita audio

A dir la verità però non basta collegarlo al PC. Dovrete prima collegarlo alla corrente tramite l’alimentatore (incluso ovviamente), installare i driver contenuti nel CD (potete scegliere tra Mac e PC; sì perché funziona assolutamente anche su Mac), collegarlo tramite USB 3.0 (retro compatibile comunque con la 2.0) e voilà: avete un mondo davanti. Scherzi a parte, come avrete capito non è proprio comodissimo, specie da portarsi in giro. Ma non è questo il suo scopo. Io lo vedo come un hub da tenere in casa per aumentare le possibilità del nostro ultrabook. Da qui in avanti vi spiego come.

Innanzitutto vorrei parlarvi di quelle due uscite video: HDMI e VGA. Qui le avete entrambe, pronte per essere utilizzate una volta installati i driver (o kext nel caso del Mac). La possibilità di attaccare uno o più monitor esterni è oggi sempre più preclusa dal voler sacrificare le dimensioni dei portatili. A mio avviso è però una cosa essenziale. Molti di noi utilizzano un portatile per il loro lavoro, specie chi passa la maggior parte della propria giornata in treno o in aereo. Una volta arrivati a casa ha poco senso accendere il PC fisso, che a quel punto avrebbe poco senso possedere, visto lo scarso utilizzo. Peccato però che l’utilizzo di un monitor più grande è a mio modo di vedere essenziale per lavorare bene. Basta un cavo per trasformare il monitor del nostro portatile in un bel 23″ o più. Ecco quindi che questo Sitecom ci viene incontro, sia che voi abbiate un monitor esterno con VGA sia che ne possediate uno con entrata HDMI. Sotto questo aspetto non ho trovato nessun contro: l’uscita video funziona bene e senza nessun problema una volta installati i driver. Certo, un cavetto incluso non avrebbe fatto male, per fortuna che si trovano a poco sugli shop online. Secondo Sitecom la risoluzione massima supportata è pari a 2048 x 1152 (32 bit). Il chip della parte video, per chi ne fosse interessato, è un MCT T5-302 (lo stesso utilizzato da Acer su “Aspire” TMX313 e i tablet “Iconia” W7, secondo quanto riportato da MCT).

Foto: Francesco Pistore | Stintup

Uscita video (VGA e HDMI) e porta Ethernet. Foto: Francesco Pistore | Stintup

C’è poi quell’uscita Ethernet (10/100/1000 Mbps Gigabit) sempre più dimenticata dai produttori di notebook. Chi però ci lavora, va alle conferenze stampa (soprattutto all’estero) e ha bisogno di una connessione affidabile, sa bene che l’ethernet è ancora oggi indispensabile. La porta funziona bene e fa il suo dovere. Inoltre grazie alla USB 3.0 non avrete il problema del “collo di bottiglia”. Per chi volesse saperne di più, il chip utilizzato per l’ethernet è un “ASIX AX88179“.

Ci sono poi un ingresso e un’uscita audio. Il primo dedicato ovviamente ad un microfono (mi viene in mente, per esempio, qualche vecchia webcam che utilizza ancora un ingresso separato per il microfono), la seconda per le cuffie o altoparlanti. Se per il primo non ho riscontrato grossi problemi, per il secondo devo dire che si potrebbe fare qualcosa di più. Non ne ho idea se sia un problema risolvibile a livello firmware ma in cuffia, quando la riproduzione è interrotta, si sente un leggero fruscio di fondo. Lo sapete, sono abbastanza appassionato di audio e sono molto attento a questo aspetto (e pignolo, sì). Ho fatto la prova con altre persone e loro, ad esempio, del fruscio non se ne sono minimamente accorte. C’è da dire che una volta avviato il brano non lo si sente più, perciò il “problema” non è così importante come sembra; tuttavia mi è sembrato giusto segnalarvelo, dato che mi si è presentato sia da Mac che da due PC con Windows 10. Devo dire comunque che entrambi (ingresso e uscita audio) li ho apprezzati anche sul mio PC fisso. La comodità di avere il tutto così vicino, senza fare manovre assurde (specie per chi ha il PC in luoghi “remoti” come sotto la scrivania) è davvero un plus non da poco. Per quanto riguarda la parte audio il chip è lo stesso della parte video: MCT T5-302. Se avesse avuto una scheda audio “di qualità” l’avrei già consigliato ad occhi chiusi a chiunque, giuro. Ma a quel punto il prezzo sarebbe lievitato in modo spropositato e poi, pensandoci bene, non è questo il suo target.

Infine ci sono due USB 3.0 che non fanno mai male. Anche queste ultime le ho apprezzate moltissimo. La comodità di poterle avere così vicino (chi ha un PC fisso mi potrà capire) non è cosa da poco. Chiaramente utilizzandole entrambe la velocità non sarà massima; ricordatevi che passa tutto per un USB, alla fin fine. Ma ricordatevi anche che si tratta di una USB 3.0, dunque il “problema” sarà alquanto trascurabile. Ovviamente potete utilizzarle anche per caricare il vostro dispositivo (smartphone, MP3, ecc). Il chip è un Renesas D720210.

Foto: Francesco Pistore | Stintup

Connettore della corrente e USB 3.0, parte superiore e posteriore. Foto: Francesco Pistore | Stintup

Riassumendo il tutto, mi sento di promuovere questo hub 3.0. Vi avviso però che se cercate un modo di espandere le vostre porte USB la stessa azienda fa altri prodotti meno costosi che potrebbero fare al caso vostro. Già, perché 100 euro (più o meno, a seconda del negozio) non sono proprio un prezzo di poco conto. Certo, come detto abbiamo tutto incluso in un prodotto piccolo e leggero che ha pure un bel design, ma non mancano i contro. Partendo dal design, quel bianco lucido che a me è piaciuto tanto ma che è una calamita per la polvere, passando per l’obbligo di usare l’alimentatore che lo rende un prodotto meno tascabile di quanto si pensi inizialmente fino al prezzo, come detto non proprio basso. C’è da dire che la qualità, quella Sitecom, c’è tutta e si sente. Appena preso in mano vi accorgerete di non avere acquistato la solita “cineasta” (è una battuta “da web”, non me ne vogliano i cinesi, che al girono d’oggi producono sempre più prodotti di qualità). Per quanto riguarda l’alimentatore obbligatorio è causato semplicemente dal fatto che le porte da pilotare sono veramente molte e la corrente di una Usb non basterebbe, quindi anche qui c’è poco da fare o commentare.

Consentitemi di fare un accenno al prodotto che meglio vedrebbe come “suo” questo hub: il MacBook di Apple. Si, quello senza alcuna porta, o meglio con solo quella Type-C. Se è vero che quella porta serve anche per ricaricarlo, è vero anche che la batteria dura qualcosa come 10 ore. Dunque questo hub sarebbe quasi un acquisto obbligato per chi avesse un MacBook. Peccato però che all’interno non c’è un cavo Type-C e nemmeno un adattatore. Credo anche che non lo si vedrà per un po’ in questi prodotti, a meno finché non vedremo un arrivo in massa sul mercato di questo nuovo formato USB. Per i pochi che ne necessitano già da oggi è obbligatorio, per ora, l’acquisto di un adattatore.

Insomma un prodotto che non eccelle ma che fa bene quasi tutto e che non ha altri rivali. Come dice il titolo: un “must have” (essenziale) per gli ultrabook e MacBook moderni, specie per chi ha bisogno di una porta Ethernet e di un secondo monitor più grande per lavorare.

Docking Station USB 3.0 Sitecom CN-340

circa €100
Docking Station USB 3.0 Sitecom CN-340
8.3

Materiali / Design

8/10

    Trasportabilità

    7/10

      Confezione

      8/10

        Dotazione (porte)

        10/10

          Qualità chip Ethernet

          9/10

            Pros

            • Moltissime porte disponibili
            • Possibilità di attaccare un monitor esterno via VGA o HDMI
            • Porta Ethernet (10/100/1000 Mbps Gigabit)
            • Design
            • Qualità dei materiali utilizzati

            Cons

            • Necessità di utilizzare l'alimentatore non pratico da trasportare
            • Prezzo alto
            • Colore
            • Chip audio non di alta qualità
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