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Editoriali

Sébastien Loeb: perché un campione è per sempre

Sébastien Loeb è tornato a trionfare nel rally di Spagna ben 5 anni dopo. Il cannibale è sempre lui ed ha la stoffa del campione di un tempo.

Non si diventa per caso 9 volte campione del mondo, specie quando quei 9 titoli li vinci tutti di fila. Di Sébastien Loeb ce n’è uno e non c’è Ogier che tenga, per buona pace del giovane pilota francese.

2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012. 9 anni, 9 mondiali, una sfilza di avversari infinita e una carriera interamente dedicata alla Citroën.

Gli esordi

Tutto parte nel 2000, due tappe del mondiale disputate con una Toyota Corolla del team HF Grifone. Ma passano pochi mesi per vedere Loeb subito seduto in una vettura di un marchio che lo accompagnerà in tutta la sua carriera.

Stiamo ovviamente parlando di Citroën, con la quale vince il Campionato francese terra, il Campionato francese asfalto e nel 2001 il Campionato mondiale junior.

Poi nel 2002 la prima vera stagione nel mondiale rally (WRC) a bordo di una Citroën Xsara ufficiale. Arriva la prima vittoria (Germania) e, seppur poi qualificato per motivi controversi, anche la seconda (Monte Carlo).

Nel 2003 arrivano i primi successi al plurale: vittoria al primo rally in programma (Monte Carlo), nel Rally di Germania e in quello di Sanremo in Italia. Finisce secondo dietro a Petter Solberg (Subaru).

9 titoli mondiali (consecutivi)

Nel 2004 arriva il primo titolo mondiale, 6 vittorie totali (batté così il record di Auriol) ed è il primo pilota non scandinavo a vincere il Rally di Svezia.

Ed ecco che arrivano i 9 titoli, uno dietro l’altro, nonostante dal 2011 il giovanissimo Ogier ha cercato in tutti i modi di sopravanzarlo. Lo stesso valse per Mikko Hirvonen, gran pilota di casa Ford con l’unico rimpianto di aver corso negli anni d’oro di Loeb.

Nonostante il gran passo dimostrato da Ogier, Loeb ha sempre dimostrato di essere superiore come guida, anche a parità di macchina.

Il pilota francese dunque vince tutti i mondiali dal 2004 al 2012.

Tant’è che Ogier ha dovuto aspettare il ritiro del connazionale per mettere le mani sul gradino più alto del podio, proprio nel mondiale piloti 2013, che ha visto appunto trionfare il giovane francese sulla nuovissima Volkswagen Polo WRC.

Il mondiale 2013 infatti vide Loeb gareggiare solo per 4 gare, visto che per il resto della stagione il suo impegno principale fu il campionato FIA GT Series.

Nel 2015 partecipa al Rally Monte Carlo con sua moglie, ma nonostante lottasse per le posizioni di vertice, un incidente di gara lo costrinse all’ottava posizione.

Il ritorno dopo 5 anni

Oggi 28 ottobre 2018, 5 anni dopo la stagione 2013, Sébastien Loeb, il cannibale, torna a vincere una gara del mondiale rally (WRC).

Lo fa in Catalogna, Spagna, come a dire che è sì il campione imbattibile sull’asfalto, ma come ha più volte dimostrato nella sua carriere lo è anche su sterrato.

Loeb

E poi c’è quel pilota francese, eterno rivale seppur arrivato quasi a fine carriera di Loeb, omonimo ma allo stesso tempo così diverso: Ogier.

Un altro grande campione, immenso, che nonostante la giovane età ha vinto ogni mondiale dal ritiro di Loeb, nonostante lo scorso e quest’anno corra con un’auto non ufficiale (la Ford Fiesta del team privato M-Sport).

Eppure, per l’ennesima volta, nonostante il capello bianco, sua maestà è tornato a disputare un rally del mondiale e l’ha fatto a modo suo, finendo davanti proprio ad Ogier di neanche 3 secondi.

Sébastien Loeb vince il WRC di Spagna 16 anni, 2 mesi e 3 giorni dalla sua prima vittoria in un rally del mondiale, in quel lontano 2002.

Così, come se non bastasse, arriva un altro, ennesimo, record per un uomo che sarà ricordato per sempre come uno dei più grandi, o forse il più grande, di sempre nel mondo dei rally.

Sébastien Loeb: perché un campione è per sempre
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