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Se questo è il “nuovo mondo”

nuovo mondo

Un viaggio nell’era del Covid-19, fatta di accuse reciproche, dubbi, ritardi e quella “quasi simpatica” speranza di un mondo nuovo.

Photo by Macau Photo Agency on Unsplash

E’ da tantissimo tempo che non scrivo un editoriale qui su Stintup, un blog che in effetti era nato come pagina personale, nel quale avevano la maggiore proprio quei post ricchi di opinioni, di idee.

Oggi ho deciso di interrompere questa sfilza negativa (o positiva, dipende dal punto di vista) e scrivere un classico post da blog, dove vi espongo le mie idee, senza alcuna fonte o ricerca scientifica a corredo.

Negli ultimi giorni ho notato un crescere abnorme di servizi televisivi e articoli riguardanti accuse varie contro la Cina e l’OMS.

D’altronde i dubbi salgono alla testa di tutti noi quando leggiamo notizie come quelle riguardanti:

Ed ecco quindi che partono le accuse e vengono intentate cause da alcuni cittadini e addirittura da alcuni Stati, ma anche richieste di avvio indagini dall’Australia e non solo:

Alcune cose non tornano

Ci sono effettivamente alcune cose che non tornano. Basta leggere la cronologia dei fatti di fine dicembre e primi di gennaio per rendersi conto che alcune informazioni sono state rilasciate con largo ritardo.

La trovate su Wikipedia English oppure sul nostro articolo dedicato in italiano con tutta la cronologia dei fatti riguardanti il Covid-19.

Questo vale sia per l’OMS che per la Cina. Su questo ci sono pochi dubbi, d’altronde si è dovuti arrivare al 20 gennaio 2020 prima che l’OMS e la Cina dichiarassero al mondo la possibilità di trasmissione da uomo a uomo del virus.

Posto quanto detto sopra e capito che ormai la situazione andava gestita in modo diverso sin dall’inizio, sia da parte della Cina che dell’OMS, dando informazioni vere e utili al resto dei Paesi, quanto hanno fatto invece gli altri Stati?

Se questo è il nuovo mondo…

Ed è qui che voglio arrivare. In piena emergenza sanitaria, mi riferisco in primis agli Stati Uniti, quale può essere il senso di attaccare un Paese accusandolo addirittura di aver “fatto uscire il virus dai laboratori” senza avere alcuna prova?

Gli Stati Uniti e il mondo intero avevano a portata di occhi ciò che stava accadendo in Cina, molti di noi seguivano i reportage su YouTube da parte di italiani segregati in casa da settimane a Wuhan.

Era fine gennaio. La pandemia non era ancora stata dichiarata dall’OMS (aspetterà l’11 marzo per farlo, due giorni dopo il lockdown nazionale in Italia) e tutti noi la guardavamo da lontano.

Eppure ora abbiamo le conferme che i vari Stati le informazioni le avevano ricevute, tanto che in Italia era pronto sin da gennaio un “piano segreto anti-pandemia” come riferito dal Corriere.

La task force sul coronavirus istituita il 22 gennaio, aveva messo nero su bianco ben 55 pagine, elaborate dalla Direzione programmazione sanitaria del ministero con l’Istituto superiore di sanità e l’Inmi Spallanzani, per “prepararsi all’impatto sul sistema sanitario nazionale”.

55 pagine in cui tecnici e scienziati, si legge sul Corriere, “elaboravano in grafici e tabelle i modelli matematici dei contagi allora in atto a Wuhan”.

Documento che l’Italia ha deciso di tenere segreto finché l’emergenza non è arrivata seriamente, perché, come riferito dal ministro Speranza, “non si possono comunicare con leggerezza cose tanto delicate in una situazione drammatica”.

Lo stesso OMS ha dichiarato di aver allertato il mondo intero il 5 gennaio 2020, in risposta alle prime accuse da parte degli Stati Uniti, come si legge su npr.

E’ notizia di oggi inoltre che il 29 gennaio 2020 il segretario alla salute e ai servizi umani Alex Azar ha dichiarato al presidente Trump che l’epidemia di coronavirus era sotto controllo, come riportato dal WSJ.

Sei settimane dopo gli Stati Uniti dichiararono emergenza nazionale. Il che significa anche che la dichiararono sei settimane dopo l’Italia, che aveva emesso lo Stato d’emergenza già il 31 gennaio 2020.

Oggi, a fine aprile, il mondo intero si guarda indietro, cercando un colpevole, che “per natura umana” deve sempre esserci.

E se le responsabilità di OMS e Cina le abbiamo sotto gli occhi ormai tutti, lo stesso vale per le responsabilità degli altri Stati, soprattutto coloro che hanno sottovalutato per diverso tempo la cosa, come il Regno Unito.

C’era chi addirittura ha aspettato settimane prima di rendersi conto della situazione non solo cinese, ma anche italiana, tanto che la stessa Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dovuto chiedere scusa all’Italia il 16 aprile 2020.

In un momento dove la caccia alle streghe andrebbe accantonata per il “dopo” (se qualcuno dovrà pagarne le conseguenze, Cina o OMS che sia, è giusto lo faccia), sembra più di assistere ad una guerra politico-commerciale, fatta a suon di Tweet (Trump) e accuse reciproche.

Un mondo in cui si è passati dagli applausi generali e i canti dai balconi, a “cittadini sceriffi” che “denunciano i forestieri nel quartiere“, aggrediscono chi corre da solo perché senza mascherina, o addirittura minaccia chi possiede animali domestici perché ritenuti pericolosi portatori di coronavirus.

Se questo è il “nuovo mondo”, quello della “rinascita” tanto decantata e sperata da molti… tanti cari auguri.

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