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Zego: la nostra prova da passeggeri

Zego è la nuova app tutta italiana dedicata al carpooling cittadino. Noi l’abbiamo provata e queste sono le nostre impressioni

Foto: carmacarpool.com
9 minuti

Aggiornamento novembre 2017. L’app ha subito vari aggiornamenti migliorativi negli ultimi mesi, cambiando la grafica e diventando perfettamente stabile e funzionale. E’ stata introdotta la possibilità di inserire i coupon anche dopo essersi iscritti e, finalmente, non compare più l’errore di connessione. Purtroppo, almeno a Padova, permane la quasi assenza di driver. Se siete di Padova (ma anche delle altre città) iscrivetevi come driver, d’altronde un rimborso spese non fa mai male no?

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Di seguito la nostra recensione del novembre 2015.

Recensione di Zego

Zego è la “nuova” app tutta italiana dedicata al trasporto viaggiatori moderno. In parole semplici, è la nuova Uber, creata questa volta da un italiano soprattutto per rispettare le normative italiane. Difatti è più un “BlaBlaCar urbano”. Nelle prossime righe vi spiego perché e soprattutto come funziona.

E’ passato neanche un anno dalla nostra “recensione” di UberPop. Peccato però che il tribunale di Milano l’ha messo fuorilegge in men che non si dica. Ma la tecnologia e il progresso sono difficili da bloccare, specie quando c’è di mezzo un servizio che funziona e che alla gente piace. Sì perché dopo i primi mesi un po’ al buio, UberPop era arrivato ad un giro di clienti incredibile, tanto che a certe ore del giorno era difficile trovare un autista libero nonostante ce ne fossero a centinaia. Il problema di UberPop era il fatto che non rispettava la legge. Zego, invece, la rispetta pienamente.

In realtà, contrariamente a quanti molti pensano, zego non è una società nata “ieri”. E’ stata fondata nel 2012 da Davide Ghezzi, che ne è anche azionista di controllo insieme a un gruppo di soci privati tra cui avvocati e imprenditori. Ed è proprio grazie agli avvocati, che sono stata la spesa maggiore per la società (sostiene Ghezzi in un’intervista a LaStampa), che zego è assolutamente a norma di legge. Secondo Ghezzi le due principali differenze tra UberPop e zego, che fanno sì che il secondo è a norma di legge, sono: il percorso preventivato e il rimborso dedicato al driver, scelti entrambi dal passeggero.

Io credo che la portata innovativa del carpooling sia inarrestabile. Potranno fermare Uber, potranno fermare noi, ma è una questione di efficienza e di ottimizzazione delle risorse: non ha senso che all’interno della maggior parte delle auto che transitano a Milano ci sia un solo conducente. Non è ottimale. Siamo contenti di portare avanti questo servizio.

Davide Ghezzi

Per quanto riguarda il percorso sarà infatti il passeggero a dover indicare, prima di inviare la chiamata, il punto di partenza e di arrivo. “Se poi c’è un driver che in quel momento si appresta a fare lo stesso percorso, allora lo carica a bordo, altrimenti non lo fa” commenta Ghezzi a Repubblica.it. Questo è un punto fondamentale: con UberPop la destinazione veniva indicata solo una volta saliti a bordo, come si fa con un normale Taxi. Con zego invece si procede come con tutti i sistemi di carpooling (vedi BlaBlaCar). La differenza sostanziale con BlaBlaCar è che quest’ultimo è dedicato ai viaggi di lunga percorrenza, mentre zego agli spostamenti brevi (in città).

La seconda differenza, ossia il rimborso dedicato al driver, è anch’essa molto importante. Con Uber c’era una vera e propria tariffa da pagare, con zego invece sarà il passeggero a decidere il rimborso (perché è di questo che si sta parlando) da dare all’autista. Nonostante questo l’applicazione vi indicherà un importo suggerito, che però potete aumentare o diminuire una volta arrivati a destinazione. “Il rimborso che suggeriamo è basato solo sui chilometri, quindi sui consumi effettivi, e su parametri medi di rimborsi dell’Aci” dichiara Ghezzi.

Vi dico infine che secondo le FAQ del sito LetzGo il servizio è disponibile solo in tre città: Milano, Genova e Torino. Questo non è vero: io l’ho provata a Padova e funziona, anche se i disservizi non mancano (vi spiego più in basso il perché; sistemati quasi tutti con gli ultimi update) e i driver sono pochissimi e rari, specie in alcune ore della giornata.

La nostra prova da passeggeri

Scarico l’app dal PlayStore, la apro, clicco su “Accedi con Facebook” (potete registrarvi anche con la vostra mail ovviamente) e sono online. Neanche un minuto di tempo complessivo. Sin dal primo sguardo mi accorgo come la grafica è simile a quella di UberPop ma con una differenza importante: la necessità di indicare il luogo in cui voglio andare. Provo a girare un po’ tra i menù dell’app ma mi accorgo che manca subito qualcosa: il modulo per inserire il sistema di pagamento. Vabbè, non importa, provo ad inviare la chiamata (dopo aver inserito punto di partenza e di arrivo) ed ecco che mi chiede di inserire un sistema di pagamento. Forse sarebbe meglio poterlo inserire prima, in fase di registrazione; però non è un grosso problema, anche perché chi utilizza PayPal in 10 secondi avrà già fatto tutto. Diverso invece per chi preferisce pagare con carta di credito: trovarsi per strada in centro città ad inserire il numero di carta e il codice per i pagamenti online non dev’essere il massimo. Un consiglio: fatelo prima a casa.

C’è ancora molto da fare, ma siamo sulla giusta direzione

Una volta inserito il sistema di pagamento invio la richiesta. Ma solo dopo aver cliccato “ok” per togliere un messaggio di errore che appare ripetutamente e che infastidisce non poco. Ve lo dico chiaramente: prima di scrivere questa recensione ho atteso oltre un mese, nella speranza che fosse ottimizzata a dovere. Nella mia città (Padova) ogni volta che si accede all’app bisogna attendere qualche minuto prima che l’app rilevi la posizione e una volta rilevata il messaggio di errore è una costante. Compare continuamente ed a volte anche l’inserimento della destinazione diventa frustrante tanto da lasciar perdere e decidere di prendere un altro mezzo (ve lo dico perché è ciò che ho fatto). Se questo non bastasse bisogna aggiungere anche la mancanza di driver (forse non incentivati abbastanza o forse perché si accorgono che mancano clienti). Va detto anche che il messaggio di errore esce solo quando siamo sulla mappa generale, ossia prima di inviare la richiesta; inoltre capita solo su dispositivi Android da quel che ho potuto vedere. Segnalo anche che a Milano non capita, provato personalmente durante Expo.

Fatto sta che l’altra sera il tempo non era il massimo, pioveva e c’era un vento freddo non da poco. “E’ l’occasione giusta di dare una possibilità a Zego!” ho pensato. Digito l’indirizzo di destinazione e invio la richiesta. Mi appare un avviso che un driver risponderà entro 5 minuti. Ero sicuro che qualcuno avrebbe risposto perché la mappa indicava che un driver era “vicino” 9 minuti, mentre solitamente indica N/A (ossia nessun driver disponibile). Ma niente, neanche dopo aver atteso i fatidici 5 minuti nessuno risponde. Riprovo, secondo tentativo. Niente, ancora nessuna risposta. Decido di fare un ultimo disperato tentativo, il terzo: ed è quello giusto. Federico ha accettato la mia richiesta di passaggio. L’app mi avvisa che tra 10 minuti arriverà qui e che ho meno di tre minuti circa per annullare la richiesta, ma ovviamente non ci penso nemmeno! Quando è circa a metà del viaggio (mancavano 5 minuti) mi chiama per avvisarmi che sta per arrivare e qualche delucidazione sulla zona (non è molto conosciuta essendo una zona nuova). Il “mio” driver è talmente puntuale che neanche il tempo di mettermi le scarpe e scendere è già sotto casa che mi aspetta.

Prima e dopo l'invio: eccome come appare la schermata dell'app. Semplice e chiara. (Foto Copyright Letz-Go.com)

Prima e dopo l’invio: ecco come appare la schermata dell’app. Semplice e chiara. (Foto Copyright zegoapp.com)

La community è il focus del servizio, tutto parte da lì

Federico si presenta e mi dà il “benvenuto nella community di zego”. Ecco, questo è un aspetto a mio avviso importantissimo. Perché zego è questo, una community, non una multinazionale che fa concorrenza a qualcuno. Mi chiede dove voglio andare, per conferma, e mi spiega un po’ di cose a riguardo. Mi fa sapere che, come ho notato anch’io, l’app non è ancora perfetta e che c’è bisogno di pubblicità per invogliare i driver ad iscriversi e soprattuto le persone ad utilizzarlo. E’ come un circolo vizioso che si innesca: se le persone vedono che non ci sono driver e che l’app non funziona bene non solo non si iscrivono ma gli stessi utenti smettono di utilizzarla e difficilmente ci ritornano. Di conseguenza i driver desistono (stare fuori è uno spreco di tempo e la benzina costa anche a loro) e i possibili clienti anche, creando un circolo infinito. Chiaramente questo è un problema che si verifica prevalentemente nelle piccole città. A Milano, durante Expo 2015, ho provato l’app e un driver mi ha risposto istantaneamente.

Prima di arrivare a destinazione Federico mi chiede se per caso deve fermarsi lì o deve prendere qualche altro passeggero (amico). Gli dico di no e che devo fermarmi a destinazione. Colgo però l’occasione per chiedergli delucidazioni riguardo questo aspetto: posso portare altri amici con me? Posso inserire una tappa nel tragitto? Purtroppo nemmeno lui ha saputo rispondermi con esattezza, così come non lo fa zego nelle FAQ. L’unica cosa che dice la società è che c’è la possibilità di inserire l’opzione “Due o più persone” (che però io non ho trovato) e che “se si ha intenzione di chiedere un passaggio per 2 o più persone è necessario che tutti nel Gruppo siano comunque utenti registrati e chi richiede il Passaggio a nome del Gruppo deve assicurarsi che tutti abbiano l’account zego”. In pratica se volessi andare al ristorante con la mia ragazza, che non è iscritta a zego, dovrei andarci da solo, a meno che lei non si iscriva al servizio. Capite che la cosa è un po’ limitante, per non dire altro.

I rimborsi sono…rimborsi. Niente tariffe e pagamenti fissi…ma attenzione a non approfittarne

Arrivato a destinazione il driver preme “Termina il viaggio” e in men che non si dica mi esce il pop up con la richiesta di rimborso. Ed è qui che Federico mi spiega qualche problema riguardante questo aspetto. Ossia i cosiddetti “furbetti”, che però, fortunatamente, non sono molti. Come detto il rimborso è a discrezione del passeggero. Però bisogna tener presente che il driver ha un costo sia per venirci a prendere che per portarci in una determinata destinazione. Pensare che questo sia un genere di trasporto in forma gratuita, assimilabile ad una onlus, non sta né in cielo né in terra. Federico mi ha confessato che più di qualcuno se n’è approfittato ma anche che l’azienda cerca di tutelare i driver, così come i passeggeri. Se infatti siete soliti ad abbassare di molto i rimborsi che rilasciate ai driver, zego vi contatterà per chiedervi il motivo. Se questo non sarà ben argomentato oppure sarà del tipo “perché voglio pagare poco” e per di più siete ripetitivi, potreste essere esclusi dal servizio. Ed è proprio questo il senso di community: il driver si offre per portarti in giro ad un prezzo equo e tu come passeggero gli offri una ricompensa.

Una volta giunti a destinazione dovrete selezionare un importo da dare al driver come rimborso e il feedback (Foto Copyright Letz-Go.com)

Una volta giunti a destinazione dovrete selezionare un importo da dare al driver come rimborso e il feedback (Foto Copyright zegoapp.com)

In seguito all’invio del pagamento (istantaneo praticamente) dovrete rilasciare un feedback all’autista (sotto forma di stelline). Saluto Federico e lo ringrazio per la professionalità; sotto questo aspetto non ho notato differenze con gli autisti UberPop. Sarà perché sono spesso gli stessi, fatto sta che all’interno della vettura ci si sente a proprio agio e con persone che hanno esperienza di guida. Questo è sicuramente uno degli aspetti più importanti.

Insomma un servizio che se non fosse per quei problemi assolutamente risolvibili (ora, nel 2017, risolti) sarebbe sicuramente più utilizzato. Ci vuole più pubblicità ed ecco perché ho deciso di scrivere questo articolo. Se con UberPop vi trovavate alla grande, sappiate che zego nonostante qualche problema di gioventù non ve lo farà rimpiangere.

Fonte: Me stesso – LaRepubblicaLa Stampa

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