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Orwell: Keeping an Eye On You

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1984 di Orwell viene riproposto in chiave moderna ed il Big Brother siamo noi. Saremo in grado di sventare minacce, o la vera minaccia siamo noi?

Dopo un’attesa di fin troppi mesi, sono riuscita a giocare Orwell: Keeping an Eye On You. Per chi non lo conoscesse si tratta di un’avventura grafica, molto originale, sviluppata in 5 diversi capitoli. Pubblicato nel 2016 da Surprise Attack Games e sviluppato da Osmotic Studios, è riuscito a riscuotere un discreto successo e a farsi conoscere anche da chi non è amante di grafic novels, grazie al suo sapore tutto particolare.

Il nome di questo gioco rende omaggio ad un famoso scrittore dei primi del ‘900, famoso soprattutto per il romanzo 1984. Se l’avete letto, allora probabilmente avrete già intuito di cosa tratta questa avventura, se invece non l’avete letto…leggetelo!

In Orwell: Keeping an Eye On You saremo degli investigatori al servizio del governo ed avremo accesso ad un programma che ci permette di raccogliere informazioni sulle persone attraverso internet, tutte le informazioni che saremo andati a trovare (soprannominate datachunk) andranno raccolte in database. Ogni persona su cui andremo ad investigare avrà un database personale; più datachunk riusciamo a collezionare, più fonti di investigazione riusciremo ad hackerare. Ci ritroveremo a navigare tra le mail dei nostri sospettati, a girovagare tra i loro documenti privati, nei loro computer o addirittura nei loro telefoni. Si realizza quindi il peggior incubo orwelliano: il governo diventerà una sorta di “big brother”, noi saremo l’occhio che andrà a cercare ed esaminare i segreti delle persone.

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Orwell: Keeping an Eye On You però non si basa solo sull’hacking o sull’investigazione; è caratterizzato da una storia con una trama davvero ben disegnata, ricca di intrighi e colpi di scena. Il gioco inizierà chiedendoci di creare un profilo e fin da subito prenderà una piega davvero molto seria, riuscendo quasi a sembrare reale, tanto che ci chiederà di spuntare un consenso di aderenza ad alcuni termini elencati. Dopo aver accettato consensi e burocrazie varie, saremo a tutti gli effetti degli investigatori governativi e avremo subito il nostro primo caso. Esplode un ordigno in una piazza, ci sono morti, ci sono feriti, sta a noi trovare il colpevole. Qui inizierà un breve tutorial guidato da Symes, anch’egli agente governativo. Symes sarà una figura molto importante per noi, perché ci darà una mano per quasi tutta la durata del gioco, fornendoci riscontri sulla qualità delle informazioni che andremo a raccogliere. Inizieremo poi ad indagare su una ragazza, Cassandra Watergate, attraverso la quale arriveremo a conoscenza di affari loschi, relazioni ambigue e passati tormentati. Tutto il resto, è da scoprire e sta a voi.

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Come già accennato si tratta dunque di un’avventura grafica in cui la storia sarà disponibile da diverse fonti che ci offriranno vari punti di vista. Non andremo ad indagare solo su internet, ma “ascolteremo” (su questo punto ci torneremo nel paragrafo dedicato all’audio) le conversazioni dei nostri indagati, leggeremo blog, messaggi, mail, documenti, più o meno ufficiali, social network e molto altro. Si tratta quindi di un gioco investigativo, con elementi di hacking. Una delle cose che più mi è piaciuta di questo gioco è l’esperienza unica che ti regala: la storia non è solo una, non si conclude in un solo modo, ma le nostre scelte saranno fondamentali nello sviluppo delle vicende. Un’informazione che per noi può essere irrilevante, un’informazione che decidiamo di non inserire in Orwell (quindi nel database) potrà causare eventi tragici, potrà costare vite umane. Ogni nostra decisione dev’essere ponderata, abbiamo un grande potere tra le mani, dobbiamo usarlo con coscienza.

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Dal punto di vista del gameplay è davvero molto semplice ed intuitivo: tutto si gioca attraverso il solo utilizzo del mouse. Sarà molto importante invece leggere bene i documenti, tenere a mente le informazioni e le notizie che riusciamo a cogliere perché potranno servirci, utilizzare la nostra capacità critica per analizzare quali informazioni devono essere inserite in Orwell, se sono affidabili e, soprattutto che non siano fuorvianti. Le informazioni o immagini che potranno essere inserite nei vari profili personali saranno evidenziate, in blu se sono informazioni che non hanno contraddizioni, in giallo se invece ci sono altre informazioni che contraddicono quella che stiamo analizzando; comunque, per avere maggiori informazioni basterà spostare il puntatore sopra una di esse e si aprirà una finestrella popup con indicazioni supplementari.

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In alto a destra è presente il simbolo di Orwell: se clicchiamo su di esso si aprirà un pannello contenente il tempo meteorologico, una frase del giorno e gli obiettivi, sia quelli completati che quelli da completare. Su questo pannello è presente anche il menu delle impostazioni.

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Graficamente è minimal, ma elaborato. I disegni non sono mai definiti, ma quasi censurati da forme geometriche così che i volti o i paesaggi non possano mai essere definiti, continuando comunque a possedere una forte caratterizzazione ed un forte impatto. Sono curati i dettagli, quali i siti web, la mappa relazionale dei profili sotto indagine, le applicazioni di messaggistica, le mail, i documenti e le chiamate. Ogni elemento fa sembrare Orwell terribilmente reale.

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Per quanto riguarda il comparto audio, devo esprimere una nota di delusione. Ho apprezzato la colonna sonora, che ci accompagnerà come sottofondo nei momenti di ricerca, diventando un’invisibile presenza, ci ritroveremo ad ascoltarla, ma senza sentirla; si fa invece più importante quando succedono accadimenti importanti. Interessante anche la scelta di ricreare il suono del “clic” quando andiamo ad aprire o chiudere alcuni messaggi o siti. La nota di delusione arriva ora: quando andremo ad hackerare le chiamate dei sospettati non ascolteremo le loro voci, ma leggeremo le conversazioni. Personalmente avrei preferito un doppiaggio, ma dipende dai punti di vista.

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In conclusione, Orwell è un gioco che ci farà sentire degli investigatori, ci farà sentire la pressione nel fare la giusta scelta soprattutto quando ci renderemo conto di come possono cambiare le cose a seconda delle nostre decisioni. Siete pronti a diventare il “Big Brother”?

Attenzione: il gioco è interamente in lingua inglese e per apprezzarlo pienamente si richiede almeno una media conoscenza della lingua.

Orwell: Keeping an Eye On You

9.99€
8.8

Grafica

9.0/10

Trama

9.5/10

Gameplay

8.5/10

Audio

8.0/10

Difficoltà (è equilibrata?)

9.0/10

Pros

  • Meccaniche di gioco
  • Trama ben sviluppata, con interessanti colpi di scena
  • Grafica minimal e coinvolgente

Cons

  • Mancanza di doppiaggi nelle chiamate
  • Disponibile solo in lingua inglese




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