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Megaupload 2.0: Dotcom is back!

Kim Dotcom Megaupload macworld australia

Il “futuro” Megaupload si chiamerà semplicemente Mega e sarà inattaccabile

Kim Dotcom is back! Non c’era frase migliore per intitolare questo articolo che sancisce il ritorno del “re” del file sharing. Se per molti Megaupload ricorda solo file pirati, beh, sappiate che moltissimi utenti lo usava (e lo userà) per lavoro. I contenuti caricati sulla piattaforma saranno crittografati. Inoltre le chiavi resteranno sempre nelle mani degli utenti. Da tutto ciò ne deriva un’assenza di responsabilità per gli amministratori, che gestiranno i server su un sistema cloud diffuso in più stati.

Il nome scelto, ovviamente, non poteva essere lo stesso di prima. Perchè questo è un nuovo progetto. Così si chiamerà semplicemente Mega.

220px Kim Schmitz

Questa volta sembra che Kim Dotcom le abbia studiate proprio tutte. Con le nuove regole e il cloud sparso per il mondo mister Mega si è messo al riparo da possibili denunce future. Infatti saranno i proprietari dei file a gestire i dati caricati e sempre loro saranno responsabili di ciò che ne faranno come per esempio distribuire le password per scaricare determinati file.

Dotcom ha spiegato che l’unico modo per fermare il nuovo servizio sarebbe di “rendere la crittografia illegale” ma “secondo la Carta dei Diritti Umani delle Nazioni Unite la privacy è un diritto fondamentale. Abbiamo il diritto di proteggere le informazioni personali dallo spionaggio“.

La novità più grande, secondo me, sono i server sparsi per il mondo, in una sorta di cloud. In questo modo se verranno bloccati in un paese o si bloccassero (per incendio per esempio) i file saranno comunque disponibile altrove.

Anche The Pirate Bay aveva annunciato un futuro servizio dematerializzato e basato sul cloud computing, così come ha annunciato Dotcom. Pare che in questo modo dia impossibile colpirli (e difatti è così).

Se pensate che sia finita qui. vi sbagliate. I possessori di copyright ne vedranno delle “belle”: infatti “questo sistema non gestisce la deduplicazione e se lo stesso file è presente cento volte ci saranno cento voci con altrettante chiavi di decodifica, e ci vorranno quindi cento richieste di rimozione” scrive Tom’s Hardware.

Fonte: tomshw





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