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Una settimana con MacBook Pro Touch Bar (del 2016)

MacBook Pro Touch Bar del 2016 è ancora consigliabile oppure è meglio puntare sulla nuova versione del 2018 con processori più recenti?

Foto: Squerz.com

MacBook Pro Touch Bar è il computer portatile che, esteticamente parlando, più mi intriga in assoluto. Sia chiaro, un DELL XPS 13 è stupendo ma quella struttura in alluminio unibody.. dai, è qualcosa di incredibile.

E poi c’è quel tabù che volevo interrompere da tempo: non avevo mai avuto un MacBook nonostante macOS sia il mio sistema operativo principale da svariati anni (ehm, sotto forma di Hackintosh su desktop) e il mio smartphone quotidiano sia un iPhone.

Insomma, dovevo completare la famosa triade che secondo alcuni (per non dire tutti i “fan” della mela) permette di semplificare la vita, velocizzando e semplificando molti processi.

MacBook Pro Touch Bar del 2016 nel 2019: ha senso?

Dipende. Sì, lo so, questa risposta è odiosa e io sono il primo a dirlo ma purtroppo è la realtà. Sì, perché dipende da voi. Il fatto è che usato o ricondizionato lo si trova intorno ai 1200 euro o anche meno in asta all’estero.

A questa cifra ci si può portare a casa un PC che ha due o tre anni (è infatti stato prodotto fino a metà 2017) e che ha avuto due successive revisioni che non hanno però portato molti benefici in termini prestazionali che valgano la differenza di prezzo richiesta.

Vi ricordo infatti che un MacBook Pro Touch Bar del 2018 parte da 2099 euro sul sito ufficiale di Apple. Una cifra decisamente importante.

Personalmente ho deciso di puntare al massimo risparmio cercando di aggiudicarmi un’asta e così ho fatto. Meno di 1000 euro spedizione compresa dall’Inghilterra, versione da 500GB.

Un buon compromesso nel mio caso. Ma ha ancora senso effettuare questo acquisto? Ve lo dico nelle righe successive.

Esteticamente sono sempre uguali da tre anni

Apple è solita cambiare design dei MacBook ogni quattro anno, quindi almeno fino al 2020 questo design rimarrà uguale.

Tuttavia sotto la scocca sono cambiate varie cose. Il processore, per esempio, che è stato rinnovato subito dopo l’uscita dei nuovi modelli nel 2016 e poi di nuovo nel 2018, con i processori Intel di 8a generazione, passando dai dual core del 2016 ai quad core dei modelli attuali.

Il modello 2018 ha anche l'”Hey Siri”, il chip T2 per una maggiore sicurezza, il display True Tone ma sopratutto una rinnovata tastiera.

La tastiera.. il primo dilemma

Appena tirato fuori dalla scatola… beh, è bello, Space Grey, così leggero e piccolino, tutto in alluminio, niente da dire, stupendo.

Lo apro, si accende subito. Sì, perché il tasto di accensione e spegnimento non c’è più, o meglio, è “nascosto” sotto il TouchID ma non serve più.

Parto con la configurazione del sistema operativo macOS Mojave con il touch pad. Ma che bello è, non c’è davvero confronto con quelli che ho utilizzato fino ad ora. Neppure il miglior touch pad utilizzato sul migliore portatile Windows lo può avvicinare, purtroppo.

Poi però arriva la parte di utilizzare la tastiera per immettere l’e-mail del mio account Apple. E qui casca l’asino.

Mi chiedo davvero come possa aver concepito una tastiera del genere un’azienda come Apple. E mi chiedo anche come facciano i vari recensori (di tutto il mondo eh, sia chiaro) ad aver elogiato tale tastiera inizialmente, quando ancora nessuno parlava dei vari problemi incontrati con l’utilizzo nel tempo.

E’ “dura” e dopo vari minuti di scrittura intensa fa persino male ai polpastrelli. Ma non è questo il punto. Il fatto è che mi è sembrata poco precisa e soprattutto molto rumorosa. Non la vedo assolutamente adatta a chi, come me, scrive anche per varie ore al PC.

Ve ne accorgerete subito se avete un PC con una tastiera tradizionale o anche un computer desktop, compreso il classico iMac con la Magic Keyboard che, guarda caso, è rimasta ai tasti tradizionali.

Senza contare poi i vari problemi riscontrati nel corso del tempo, come riportato anche da La Stampa proprio due giorni fa.

Problemi che non sono stati del tutto risolti con la nuova tastiera montata dal modello 2018, che però avendola provata posso dirvi che è decisamente migliore e più confortevole da usare.

La membrana in silicone aggiunta dalla terza versione della tastiera (MacBook Pro 2018) per cercare di prevenire l’ingresso di oggetti non desiderati (briciole, polvere, ecc).

Quella Touch Bar non mi convince appieno

Se quando andavo in Apple Store restavo estasiato di fronte alla Touch Bar, ora avendolo provato per varie ore in casa devo dire che sono rimasto un pelo deluso.

Dico un pelo perché funzionalmente l’ho apprezzata, nel senso che è comoda per vari task (cambio scheda, volume con lo slider, correzione parole, scroll dei video, ecc).

Tuttavia ho storto il naso quando mi sono reso conto che, beh, non è proprio una cosa “alla Apple”. Ai miei occhi è infatti apparsa come una cosa messa lì tanto per, non integrata perfettamente con macOS e con dei vistosi limiti risolutivi (non mi è piaciuto il fatto che sembri “sgranata” alla vista).

Lo schermo è sempre un piacere da usare, anche grazie a macOS

macOS, lo dico da un bel po’, è il motivo del successo dei Mac tanto quanto iOS lo è di iPhone. Sistemi operativi semplici da utilizzare, belli esteticamente ma soprattuto perfettamente adattati all’hardware di corredo.

Vedere come macOS gestisce la risoluzione su questo MacBook Pro Touch Bar è davvero un piacere.

Non vi parlo solo della famosa risoluzione “Retina” che ci permette in effetti di vedere quello schermo quasi fosse stampato su carta, bensì delle varie possibilità offerte come quella denominata “Più spazio”.

Possiamo infatti fare in modo che il nostro schermo rimpicciolisca il tutto, scritte e icone comprese, dandoci la possibilità di avere uno spazio di lavoro decisamente maggiore e quasi paragonabile a quello di un sistema desktop.

Lo spazio in più a disposizione con l’opzione di ridimensionamento dello schermo è davvero notevole!

Che audio!

Sia chiaro, è il mio primo MacBook e sarà che non ne sono abituato ma.. che audio incredibile! Non solo cristallino e pulito a tutte le frequenza ma soprattutto ci sono i bassi, ragazzi!

E’ un piacere persino ascoltare qualche pezzo musicale in tranquillità senza dover tirare fuori cuffie o collegare casse esterne, davvero una sorpresa per me sotto questo punto di vista.

I forellini da dove esce l’audio e il TouchID lì sopra che riflette la luce (in realtà non si vede così, è un effetto dell’obiettivo)

Le USB Type-C sono sempre scomode e niente Bluetooth 5.0

Tre anni dopo rimane la scomodità di avere solo USB Type-C. Ok, capisco l’andare avanti e capisco il non voler inserire le Tipo A per risparmiare spazio.

Però non capirò mai la decisione di non inserire un lettore microSD o SD a lato macchina. Occupa davvero poco, non inficia il design ed è obbligatorio per una macchina che si definisce Pro e che, soprattutto, è sempre stata apprezzata dai fotografi di mezzo mondo.

Invece no, Apple ha deciso di seguire questa direzione e quindi non aspettiamoci di rivederlo in futuro. Quindi dongle obbligatorio, anche nel 2019. Peccato.

Sul lato destro il lettore SD ci stava eccome

Nel modello 2016 manca il Bluetooth 5.0, che invece troviamo a bordo del nuovo modello 2018. Personalmente non è una cosa da poco, ma qui dipende dai vostri utilizzi.

MacBook Pro Touch Bar: parliamo della Connettività

Ne parlano in pochi, ma io mi sono reso conto subito di una cosa passando da un Asus a questo MacBook Pro.

La connessione è decisamente migliore. Il test lo faccio sempre a casa, dove ho il router dalla parte opposta rispetto alla camera. Il desktop prende davvero a fatica così come tutti gli altri dispositivi elettronici, iPhone compreso.

Tuttavia questo MacBook Pro Touch Bar del 2016 mi ha sorpreso, tenendo sempre la connessione senza mai mostrare alcuna incertezza o rallentamento.

Prestazioni del MacBook Pro Touch Bar 2016

I processori Intel hanno fatto un passo avanti, è vero, senza contare che si è passati da una configurazione dual core a una quad core.

Però c’è da dire che il prezzo a cui si trovano queste prime versioni è davvero invitante ed è difficile giustificare il doppio del prezzo, a meno che non andremo davvero a sfruttare quella potenza in più.

Abbiamo infatti un SSD che, almeno nel caso della versione da 500GB, fa tranquillamente 1800 MB/s in scrittura e 2400 MB/s in lettura, cosa volete di più?

Gli 8GB di RAM sono rimasti sempre quelli nella versione base, se ne volete 16 dovete infatti pagare ancora un supplemento.

Il processore serie 6 ha ormai qualche anno sulle spalle ma non mi ha mai dato noie o altro. Qualche lag o impuntamento nel cambio schermate c’è sempre ma questo dipende da macOS e non dal computer in sé.

Fa tutto ciò che fa il suo nuovo fratellino del 2018, ma con più calma diciamo. Non avrete problemi ad effettuare un rendering con Premiere figuratevi con Final Cut, ma il tutto sarà più lento e quindi impiegherà, in totale, anche più energia.

C’è poi da citare l’incredibile efficacia delle ventoline. Ok, questa versione da 13″ non ha la GPU dedicata e il processore della mia versione è il dual core i5, dunque siamo ben lontani dalla massima potenza espressa da alcuni modelli di MacBook Pro con Touch bar.

Tuttavia queste ventoline sono incredibilmente efficaci e silenziose, tanto da non farmi rimpiangere il mio vecchio Asus fanless (senza ventoline).

La batteria è invece sempre ottima nonostante i quasi 200 cicli effettuati nel mio esemplare. In standby il consumo è pari a zero mentre con utilizzo light (navigazione web o visione video con Netflix) si copre tranquillamente la giornata di utilizzo.

Forse addirittura meglio da questo punto di vista della nuova versione, ma non posso assicurarvi nulla visto che mi baso semplicemente sui test fatti dalle altre testate e blog.

Allora perché l’ho tenuto una sola settimana?

Il motivo principale è il venditore: non aveva specificato che questo modello aveva un difetto allo schermo che, seppur davvero minuscolo, quando ve ne accorgete è fastidioso.

Ho dovuto quindi effettuare il reso.

Tuttavia non ne sono dispiaciuto perché prima di notare questo difetto la delusione mi era salita anche solo provando quella cosa che Apple si permette di definire tastiera.

Ma allora consiglieresti o no l’acquisto del MacBook Pro Touch Bar 2016?

Provate la tastiera, verificate che ogni tasto funzioni bene e cercate di portarlo a casa sui 1000 euro. Se questa è la situazione e la tastiera per voi non è così disastrosa come lo è per me, allora sì.

Altrimenti andate in Apple Store, provate la versione 2018, cercate il miglior prezzo online tramite i comparatori e prendetevi quella.

Perché sì, costa di più ma è pur sempre la terza versione di un computer nato bellissimo ma imperfetto. Che solo ora, dopo tre anni, sembra correggere il tiro.

Leggi anche la recensione del nuovo MacBook Air 2018

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