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Londra Sydney in 4 ore con il volo ipersonico (dal 2030)

Nel 2030 voleremo da Londra a Sydney in sole 4 ore secondo il progetto di questo volo ipersonico che ha già cominciato alcuni test.

C’era una volta il Concorde, aereo che permetteva ai pochi facoltosi di andare a New York in giornata da Parigi, giusto il tempo per un meeting aziendale. Dal 2030 però grazie ad un volo ipersonico potrebbe ripetersi la storia.

Il problema del Concorde non era tanto la sicurezza, usata più come scusa per terminarne l’operatività, bensì gli altissimi costi di esercizio che portavano ad un aumento sempre più insostenibile dei prezzi.

Entro il 2030 però le cose potrebbero cambiare grazie ad un volo ipersonico che, secondo le promesse attuali, potrebbe permettere di volare da Londra a Sydney in sole 4 ore.

Vi ricordiamo che l’attuale volo più lungo al mondo dura 18 ore e collega Singapore – New York, mentre la Qantas ha già predisposto la tratta Londra – Sydney per un totale di oltre 19 ore di volo.

Insomma, niente a che vedere con le sole 4 ore previste per il 2030, grazie a questo volo ipersonico.

Cosa significa e cos’è un volo ipersonico

Il velivolo ha già un nome: Skylon. La sua particolarità è di poter essere trattato come un normale aereo in fase di decollo e atterraggio e come un razzo durante il tragitto spaziale.

Il progetto, annunciato durante la UK Space Conference 2019 da parte dell’agenzia spaziale britannica, vede la partecipazione anche dell’agenzia spaziale europea (ESA).

Il motore si chaima SABRE (Synergetic Air-Breathing Rocket Engine) e muoverà i velivoli del futuro, almeno secondo quanto atteso dalla britannica Reaction Engines che si sta occupando della produzione.

Alimentato ad idrogeno, ha un segreto nel cassetto, ossia il suo sistema di raffreddamento.

Volare per 4 ore ad una velocità pari a 6.500 chilometri all’ora produce un attrito tale da scaldare l’aria che una volta entrata nel motore potrebbe addirittura fonderlo.

Grazie al sistema di raffreddamento del SABRE a base di elio liquido è però possibile portare la temperatura da 1000°C a 0°C in un ventesimo di secondo, risolvendo anche questo inconveniente.

Grazie a questa escamotage sarà possibile volare parzialmente anche all’esterno dell’atmosfera in una traiettoria suborbitale.

Non solo trasporto passeggeri

Lo Skylon verrebbe adoperato anche per il lancio di piccoli satelliti, settore che oggi vede impegnate sempre più aziende private.

Ecco perché l’agenzia spaziale europea e quella britannica hanno finanziato lo sviluppo rispettivamente con 10 milioni di euro e 50 milioni di sterline.

Tra gli investitori possiamo notare anche Rolls Royce e Boeing.

I test sono già cominciati, specie per quanto riguarda il sistema di raffreddamento, con esito positivo ad una velocità pari a Mach 3.3 (triplo della velocità del suono, 50% in più del Concorde).

L’obiettivo è però decisamente più ambizioso: Mach 5.4 con punte di Mach 25 fuori dall’atmosfera.

Nel 2025 potremmo assistere al primo e vero decollo dello Skylon mentre, come detto da inizio articolo, il primo viaggio Londra – Sydney verrà effettuato non prima del 2030.

Fonte: CNN

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