Motori

Le tre rivoluzioni nel trasporto umano

Uno studio ci mostra come portare al massimo il potenziale dei nuovi sistemi di trasporto urbano in tutto il mondo entro il 2050

Foto di NISSAN LEAF da LaStampa.it
1 minuto

Il mondo dei trasporti ha subito nell’ultimo decennio variazioni profonde e un futuro in cui un’auto viene a prendere noi e i nostri colleghi per andare a lavoro, guida attraverso il traffico cittadino in maniera autonoma e parcheggia a destinazione non sembra poi così difficile da immaginare.

L’industria automobilistica e i ricercatori che lavorano nel settore ci dicono che quest’utopia del trasporto non è poi così lontana e potrebbe portare all’abbattimento quasi totale di tutte le emissioni di anidride carbonica povenienti dal settore automobilistico.

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Un nuovo studio condotto dall’ITDP (Institute for Transportation  & Development Policy) dimostra come la sovrapposizione delle tre tecnologie che stanno rivoluzionando il mercato automobilistico – guida autonoma, motori elettrici e condivisione del mezzo – potrebbero tagliare dell’80% le emissioni mondiali di anidride carbonica entro il 2050.

NISSAN LEAF ad una stazione di ricarica

I ricercatori dell’ITDP e l’Università della California hanno creato un prospetto di come i diversi sviluppi di nuove tecnologie potrebbero far variare globalmente le emissioni di anidride carbonica.

“Diventa sempre più chiaro che queste possibili rivoluzioni stanno raggiungendo un grado sempre più elevato di maturità” dice Lewis Fulton, Co-direttore all’Istituto di Studi sui Trasporti dell’Università della California e ideatore dello studio. “È tempo di pensare più intensamente alle conseguenze degli sviluppi di queste tecnologie. Tra 10 anni potrebbe essere troppo tardi per cambiare la direzione dello sviluppo, dobbiamo renderci conto in questo preciso istante di quale sia la traiettoria migliore da seguire. Dobbiamo smettere di pensare che le auto a guida autonoma saranno sicuramente sostenibili, abbiamo bisogno di certezze e regole che ci garantiscano che queste saranno elettriche ed efficienti”.

Lo scenario più utopistico rappresentato all’interno dello studio è quello che vede oltre allo sviluppo di queste nuove automobili anche le persone incoraggiate a cambiare il proprio comportamento: utilizzando il trasporto pubblico, le biciclette e muovendosi a piedi. Questo potrebbe ridurre l’utilizzo dell’automobile a meno della metà dei casi e il numero delle auto in circolazione di circa 3/4. La combinazione di questi due fattori ridurrebbe a circa il 20% le emissioni di anidride carbonica mondiali contro il 40% a cui scenderebbe solo con l’utilizzo di auto autonome, elettriche e condivise.

Di certo gli stati dovranno prendere parte attiva a questa rivoluzione invogliando gli automobilisti a sostituire o rinunciare alle proprie automobili in favore di uno sviluppo sostenibile.

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