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IPO Uber, quel che devi sapere sull’offerta pubblica da 100 miliardi

Sembra tutto pronto per la IPO Uber, ossia l’offerta pubblica iniziale più importante di quest’anno che dovrebbe sfiorare i 100 miliardi.

Immagine: New York Post

Sembrerebbe essere tutto pronto per l’ingresso di Uber nel “mercato aperto” attraverso l’offerta pubblica prevista per la prossima settimana. Ormai di “IPO Uber” ne parlano tutti (noi ve ne abbiamo parlato qui lo scorso ottobre) e vi spiego nelle prossime righe il perché.

IPO Uber: quasi 100 miliardi di dollari

E’ previsto un valore di 90 miliardi di dollari attualmente secondo le ultime valutazioni. Un po’ deludente per alcuni analisti che avevano previsto inizialmente un valore vicino ai 120 miliardi di dollari (come vi avevamo anticipato anche noi lo scorso ottobre).

Il motivo di questo “calo” di valutazione è dettato sicuramente dal “flop” della precedente esperienza della rivale Lyft, che però, va detto, non è paragonabile a Uber come potenza mondiale.

Le due concorrenti principali negli USA

Si tratterebbe comunque di un IPO enorme e probabilmente la più importante nel corso dell’anno, quindi ci saranno sicuramente i riflettori puntati da parte di tutta la finanza mondiale.

PayPal investe nell’IPO Uber

PayPal, il colosso dei pagamenti elettronici divenuto famoso per le garanzie offerte agli acquirenti, ha annunciato di aver effettuato un investimento di mezzo milione di dollari nell’IPO di Uber. Il prezzo di acquisto è pari a 47 dollari per azione.

Se la cifra potrebbe sembrare decisamente piccola per un’azienda come PayPal, va detto che questo, secondo alcuni rumors, non è altro che la punta dell’iceberg di un accordo tra le due aziende.

Infatti ci sarebbe sotto un accordo per l’integrazione di PayPal nei pagamenti di Uber oltre che lo sviluppo di un wallet digitale per Uber.

Fatturato e perdite, entrambi importanti

Uber fattura 11,3 miliardi di dollari nel corso del 2018, segnando un bel +43% rispetto al 2017.

Tutto bello, peccato che gli utili, tra l’altro ottenuti solo grazie alla cessione delle attività della società in Russia e nel Sud-Est asiatico, siano pari a 997 milioni di dollari.

Le perdite, che comunque sono la metà dell’anno precedente, sono pari a 1,8 miliardi di dollari.

L’importante è la crescita prevista

I test di Uber per le auto autonome

Wall Street non da molta importanza alle perdite e agli utili mancanti quando le società dimostrano una possibile importante crescita nel futuro prossimo.

Ne sono un esempio Tesla che continua a macinare perdite ingenti ma che dimostra anche come sia l’unica alternativa ai motori termici e l’unica casa con una flotta seria ed esistente di motori elettrici.

Uber, dal canto suo, ha dichiarato che punterà tutto su mezzi autonomi, droni di consegna e veicoli volanti.

Sono inoltre 91 milioni i clienti attivi di Uber, ossia coloro che mensilmente hanno effettuato un viaggio con Uber o un ordine con Uber Eats.

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Fonte: Investing

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