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Un anno con iPhone da parte di un utente Android

iphone 6s plus clean 2 7.0

Un anno con iPhone è il nuovo editoriale in cui vi racconto la mia esperienza da utente Android con un iPhone in mano nel corso del 2017 e primi mesi del 2018

Photo: TheVerge

Era il novembre 2016 quando per una serie di coincidenze favorevoli ho deciso che era il momento giusto per provare un iPhone. Ero molto restìo ma non potevo scrivere su un blog come questo che si focalizza principalmente sulla tecnologia e non aver mai provato un altro sistema operativo mobile al di fuori di Android. E per provato intendo usato per mesi come telefono principale. E poi, diciamocelo, un articolo intitolato “Un anno con iPhone” l’ho sempre voluto scrivere.

Così ho effettuato l’acquisto di un iPhone 6S da 32GB e per qualche mese l’ho utilizzato assieme al mio fidato Samsung Galaxy Note 4. Quest’ultimo alla fine l’ho venduto perché mi dava problemi di spegnimento e riavvi che risolvevo solo cambiando la batteria (cosa che comunque si poteva fare con pochi euro visto che era sostituibile, ma ormai ero deciso a dare una chance ad iPhone). Alla fine ho proprio fatto “un anno con iPhone”.

Le prime settimane con iPhone

Passando da un telefono come il Note 4 di Samsung ad un iPhone la prima cosa che ho notato era il display. Ci ho messo settimane ad abituarmi ad un display così piccolo ma soprattutto LCD. Per me l’AMOLED Samsung era veramente eccezionale e ancora oggi, dopo un anno, lo rimpiango. Ma questi sono gusti personali e non certo la verità assoluta, dato che il display di iPhone è veramente eccezionale qualitativamente parlando.

La batteria. Bene, questa è quella cosa che mi faceva venire i brividi al solo pensiero. Insomma, passavo da un telefono che mi garantiva una piena giornata lavorativa grazie alla sua batteria da ben 3220 mAh ad uno che probabilmente, almeno sulla carta, mi avrebbe portato al primo pomeriggio.

Niente di più falso, almeno per quanto riguarda i primi mesi. Riuscivo a coprire senza problemi una giornata lavorativa, tanto da farmi rimanere sorpreso e dover rivedere tutto ciò che pensavo di iPhone. In poche parole mi ha stupìto e non poco.

Per quanto riguarda la fotocamera, a livello di fotografia non sono convinto di aver fatto un passo in avanti così importante, anzi. Mentre per quanto riguarda i video il passo è stato netto. Idem per la fotocamera frontale che però, non essendo amante dei selfie (anzi, chiamiamoli autoscatti una buona volta), non è che cambiasse molto la mia esperienza d’uso.

A livello di registrazione audio, ahimè, sono andato nettamente peggiorando. Con i tre microfoni del Note 4 registravo le lezioni universitarie con una tale qualità da fare invidia a coloro che mettevano i propri registratori in cattedra. Ora invece posso pure scordarmele.

Parlando invece di qualità in chiamata devo ritenermi soddisfatto, la voce è più calda rispetto al mio vecchio Note e personalmente l’apprezzo di più. La ricezione invece è simile al mio vecchio telefono, niente di particolare ma nemmeno così tragica.

I primi mesi

Nel frattempo comincio ad abituarmi ed utilizzare i servizi Apple. Apprezzo iMessage e la possibilità di rispondere e leggere gli SMS dall’iMac e dal MacBook, così come la sincronizzazione del calendario iCloud assieme a quello Google, idem dei contatti, così come delle note e dei promemoria. Insomma, comincio ad apprezzare la qualità dell’ecosistema creato da Apple, che mi appare sin da subito più ordinato rispetto a quello di Google e Microsoft, che tuttavia non ho smesso (e mai smetterò) di utilizzarli.

Così come su Mac, ritengo che l’app Mail di Apple sia uno dei software migliori per la gestione delle mail, sarà che sono abituato da ormai molti anni, fatto sta che su Windows e soprattutto su Android avrò cambiato decine di client mail e non ho ancora trovato quello perfetto. Peccato però che Apple non porti anche su iOS i flag colorati per contrassegnare ogni mail per tipologia, così come avviene su macOS. Una mancanza non da poco e che mi ha fatto storcere il naso.

L’ordine di iOS e l’ottima ricerca integrata ritengo siano i punti di forza di questo sistema. Tuttavia non lo ritengo più semplice da utilizzare rispetto ad Android. Insomma dipende tutto da come siete abituati.

Cosa apprezzo di iOS

Ho capito subito che ci sono due cose mi farebbero rimpiangere il ritorno ad Android: l’integrazione ottima con macOS e l’app Wallet. Se per la prima dipende da voi e dai vostri dispostivi, visto che se usate Windows è ininfluente, per la seconda invece non è così semplice.

Sappiate che se acquistate un biglietto del treno, un biglietto aereo, un biglietto di un evento (concerto, spettacolo, audizione, persino un evento presso la mia università) ve li ritroverete tutti comodamente nell’app Wallet di Apple. Ne avevo parlato anche qui: Come usare Apple Wallet in Italia, cosa va e cosa non va | La nostra prova e qui: Apple Wallet: come aggiungere carte fedeltà e biglietti aerei. In poche parole: non riuscirete a farne a meno una volta che vi ci abituate.

L’altra è Apple Pay. Ora vi starete chiedendo perché cavolo uno dovrebbe pagare con il telefono. Risposta: perché è comodo, basta prendere il telefono dalla tasca e avvicinarlo al POS, e per me questa operazione è decisamente più semplice e veloce rispetto a tirare fuori la carta dal portafoglio. Potete credermi così come non credermi, ma vi consiglio di provare perché questa è una di quelle piccole cose che vi semplificherà la vita.

Cosa NON apprezzo di iOS

Le notifiche. Non c’è niente di peggio del sistema di notifiche utilizzato da Apple su iOS. Se siete abituati con Android N o O, fidatevi, lasciate perdere iOS perché vi farà andare fuori di testa.

La chiusura del sistema. Installate l’app gestore pagine di Facebook e provate a condividere una foto dalla galleria a quell’app. Non si può. Provate a collegare il vostro iPhone al PC come fate con il vostro smartphone Android e visualizzare e passare le foto. Tutte cose che possono sembrare ovvie ad un utente Android ma che non lo sono affatto su iOS.

Gli ultimi mesi

E’ passato un anno, è novembre 2017, la batteria non dura più niente. Faccio praticamente la metà delle ore di utilizzo rispetto a quando era nuova. Così prendo l’auto e vado in Apple Store, chiedo lumi ai genius che mi dicono essere tutto ok, anche per quanto riguarda i rallentamenti.

Passa una settimana, testo la batteria con un programma per macOS che mi segna una condizione inferiore all’80%. Contatto il supporto Apple, anche questa volta per loro va tutto bene, “per i rallentamenti basta fare un ripristino con iTunes” mi dicono.

Passano due mesi, esce questa notizia: Apple ammette di rallentare gli iPhone “più vecchi” | Obsolescenza programmata | Class Action e poi questa: Francia indaga su Apple per truffa e obsolescenza programmata.

Scarico un benchmark, Geekbench 4 in particolare, e testo il mio iPhone. Bene, i risultati sono imbarazzanti. Praticamente sono passato da avere un iPhone top gamma ad un qualunque smartphone base/medio gamma a livello prestazionale.

bench iphone6s

Anche sottolineando questo, mi viene detto che l’eventuale causa (la batteria) verrebbe sostituita al prezzo “speciale” di 29€, nonostante avessi sollevato la questione prima del termine della garanzia ufficiale Apple.

Tralasciando quest’ultimo aspetto dell’assistenza Apple che mi ha decisamente deluso (non tanto per il non avermi preso la batteria in garanzia, bensì per varie cose mal gestite) ma della quale ne ho già parlato qui: Garanzia Apple: non è tutto oro quel che luccica, devo dire che Apple ha gestito al peggio questa situazione.

Ma gli ultimi mesi non sono stati ricchi solo di batteria dalla scarsa durata e processore azzoppato dai nuovi giornalmente di iOS.

Ultimamente infatti, sempre a seguito degli ultimi aggiornamenti, il telefono fa decisamente fatica a riprendere la rete una volta che usciamo dal campo del WiFI. Mi spiego meglio: siete in casa collegati al vostro router, uscite di casa e l’iPhone si stacca. Vi mostrerà il simbolo 4G e che la connessione c’è, ma se provate a chiamare o navigare vi accorgerete che non va nulla. Dovrete aspettare un bel po’ oppure, come sono costretto a fare, mettere iPhone in modalità aereo e toglierla. Solo a questo punto ricomincerà ad essere operativo e a prendere la linea correttamente.

Io stesso, “nuovo cliente” dell’azienda (per quanto riguarda iPhone), con la quale fino al novembre scorso mi ero trovato molto bene, non saprei ora che fare.

Conclusioni

Dovrei continuare a dare fiducia ad un’azienda che ha azzoppato il mio telefono del valore commerciale (al tempo) intorno ai 700€ e che richiede un compenso pari a 29€ per riavere le prestazioni originarie, oppure cambiare azienda?

La risposta potrebbe essere semplice: cambia azienda. Per me che sono un appassionato di tecnologia e che avrei in ogni caso provato qualche altro terminale la risposta è ovvia, così com’è ovvio il fatto che in futuro riproverò terminali dell’azienda di Cupertino. Meno ovvio è invece il ragionamento da semplice cliente.

Perché a conti fatti, cari lettori, si sta parlando un’azienda che ha deciso di far quel che vuole lei con una cosa vostra, mi sembra che ci sia poco su cui discutere. Diverso sarebbe stato il caso in cui fosse arrivato un avviso tramite notifica in cui si chiede al cliente cosa vuole fare.

In ogni caso, tuttavia, resta il fatto che Apple ha utilizzato componenti decisamente scarsi per i suoi terminali. Una batteria, che già di per sé è sottodimensionata rispetto alla concorrenza, dovrebbe almeno garantire due anni di vita. Dopo nemmeno un anno invece si sono visti casi di batteria veramente troppo degradata rispetto alla norma. E non parlo solo del mio, ma sono centinaia di migliaia le persone affette da questo problema, tra cui alcuni clienti con iPhone 7! Lo dimostra il fatto che in USA ci sono code fino a marzo per i cambi batteria.





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