Grecia

Ios, Cicladi, in ottobre: 5 giorni in un’isola tutta per noi

Il nostro viaggio nelle isole greche (arcipelago delle cicladi) prosegue ad Ios, un’isola che in ottobre è praticamente deserta

16 minuti

Il racconto del nostro viaggio nelle isole greche dello scorso ottobre prosegue con l’isola di Ios. Per chi si fosse perso i precedenti due articoli (li trovate nella sezione viaggi), posso riassumere il tutto in poche righe. Io e la mia ragazza abbiamo deciso di fare un viaggio attraverso tre isole della Grecia, facenti parte dell’arcipelago delle Cicladi, spostandoci via nave o aerea e noleggiando varie vetture in loco per visitare più luoghi possibili. La prima isola è Santorini (trovate il racconto qui) e la seconda visitata è Ios.

Se vi siete persi i primi due articoli, ve li posto qui di seguito, ricordandovi anche che nella sezione Viaggi trovate tutti i nostri racconti di viaggio:
1) INTROAlla scoperta delle isole greche (Cicladi): Santorini, Ios e Milos in due settimane ad ottobre
2) 1^ ISOLASantorini ad ottobre: 4 giorni in quad
E l’ultima isola dopo Ios:
3) 3^ ISOLAMilos in ottobre: 6 giorni tra sterrati, scogliere bianche e mare cristallino

Per chi volesse, prima di leggere l’articolo, esplorare le spiagge e le strade di Ios, ecco a voi il nostro video (ricordatevi di iscrivervi al canale!):

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Ios in ottobre è la meta ideale per chi vuole una sola cosa: tranquillità assoluta. Tenete bene in mente che questo vale solo nel periodo di fine settembre / ottobre, visto che nei mesi precedenti Ios è affollata da una marea di ragazzini che vengono qui a festeggiare le vacanze estive. Il caos regna sovrano da ciò che ci è stato detto, ed effettivamente vedendo i molteplici locali notturni non possiamo che crederci. In ottobre di tutto questo non vi è la benché minima traccia a dire il vero. I locali sembrano chiusi da decenni, le spiagge sono deserte, molti ristoranti non aprono nemmeno e anche molti market sono chiusi a tempo indeterminato. Insomma è l’isola ideale (in ottobre) per chi vuol stare da solo, ma allo stesso tempo concedersi qualche bagno (l’acqua e la temperatura sono assolutamente estive) e senza rinunciare a qualche visita e camminata nei centri urbani (Chora).

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Ios dopo settembre diventa la meta ideale per il turista che vuole tranquillità, silenzio e pace… e spiagge “private”!

L’unico mezzo per raggiungere Ios da Santorini (ma anche da qualsiasi altra isola) è il traghetto. Infatti non esistono aeroporti, nemmeno quelli piccoli con i viaggi locali. Noi abbiamo optato per il Seajets, che sono una specie di traghetto/catamarani (aliscafi) decisamente più rapidi dei tradizionali traghetti. Il motivo principale di questa scelta è stata la mancata possibilità di acquistare un biglietto per il traghetto economico. Questo perché in ottobre le linee sono decisamente meno frequentate e i traghetti effettuano i collegamenti solo alcuni giorni alla settimana. Il prezzo di un aliscafo arriva ad essere il doppio e oltre rispetto a quello di un normale traghetto. Se potete verificate sempre la disponibilità online dei traghetti, anche se non sempre è facile far coincidere le date degli alberghi con quelle dei traghetti; nel nostro caso, per esempio, avremo dovuto lasciar perdere una delle tre isole. A mio avviso il traghetto classico è da preferire se non si hanno tempi stretti da rispettare: ci si gode di più il viaggio e si ammira il paesaggio, cosa che conta molto in Grecia! Senza contare l’enorme risparmio.

Uno degli aliscafi in partenza da Santorini

Uno degli aliscafi in partenza da Santorini

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Attracco al porto di Milos

Arrivati ad Ios ci viene in contro il titolare del nostro hotel, l’Island House Hotel, che si trova a Mylopotas. Dal porto all’hotel ci saranno neanche 10 minuti di auto, infatti è possibile fare il tragitto anche a piedi, grazie ad un sentiero che attraversa il “colle”. Mylopotas è forse la spiaggia più famosa e più grande di Ios. L’acqua cristallina (ma non troppo) e la spiaggia dorata la rendono un posto stupendo, specie al tramonto. Inoltre è quella più vicina alla città Chora, ossia l’unico centro dell’isola.

Dopo settembre quasi tutti i locali chiudono e l’unico bus dell’isola fa solo una brevissima tratta

A Mylopotas si trovano quasi tutti i locali e bar di Ios, anche se in Ottobre sono chiusi praticamente tutti. Rimangono tuttavia aperti qualche bar, centro surf e sub oltre a due o tre mini market (utili solo per acquisti veloci, visti i prezzi decisamente salati). A due passi dalla spiaggia c’era il nostro hotel, che sebbene non aveva la vista mare (davanti cerano piante varie ed era un 200/300 metri all’interno), godeva di un’ottima posizione tranquilla, tanto che sembrava di stare nella Grecia interna più che in un’isola (dietro c’erano molte capre al pascolo).

La spiaggia di Mylopotas

La spiaggia di Mylopotas

La prima sera decidiamo di passarla a Chora, raggiungibile in pochi minuti con il bus (che non passa spesso e solo fino ad una certa ora). Il tragitto si può fare tranquillamente a piedi per il “sentiero”, ma è ripido, buio e per la strada non è consigliato passare, anche se in questa stagione passa praticamente solo il bus. A proposito di autobus, sappiate che in ottobre è coperta solo la tratta Mylopotas – Chora – Porto, ossia la stessa che potete fare anche a piedi. Tutte le zone più belle dell’isola, in pratica, dovrete raggiungerle con un taxi o in alternativa noleggiare un’auto o un motorino. A piedi vi dico già che non è fattibile, perché i chilometri sono davvero molti. Sappiate che in questa isoletta in 3 giorni pieni di auto (siamo arrivati il 3 ottobre e partiti l’8 ottobre) abbiamo fatto ben 205 chilometri, senza girare più di tanto visto che le giornate erano belle e ne abbiamo approfittato per stare in spiaggia.

Chora è il centro storico di Ios, mentre le attività moderne si trovano tutte al porto

Chora è il centro storico dell’isola, situato su una collina e visibile da varie parti. Ci sono diversi locali, alcuni davvero caratteristici. Ad una prima vista sembra una città parzialmente abbandonata, specie in questo periodo, così come d’altronde tutto il resto dell’isola. In realtà l’isola è abitata e i locali sono presenti, solo che tra le chiusure di fine estate e il modo di tenere le cose degli abitanti (un po’ spartano) ci sembra un po’ lasciata andare. Per la prima cena optiamo per il locale “The Nest“, un posto accogliente e particolare che serve degli ottimi piatti, anche se non è il migliore che possiate trovare qui a Ios. Tuttavia vi consiglio assolutamente di fermarvi se potete.

L'interno del ristorante TheNest

L’interno del ristorante TheNest

Il secondo giorno decidiamo di andare a Chora a piedi, attraverso il “sentiero“. Da Mylopotas ci si mette mezz’ora circa, a seconda del vostro passo. La salita è ripida ma non troppo lunga. Chora merita una visita di giorno, giusto per vedere come vivono i suoi abitanti quando l’afflusso di turisti termina e si torna alla normalità. I locali sono davvero caratteristici e sembra di ritornare a qualche anno fa. Prima di pranzo però optiamo per una gita al porto, proseguendo per il sentiero. In un’oretta (di discesa) ci si arriva in tranquillità. Non credo tuttavia che effettuerei mai questa strada in estate, visto la temperatura appena accettabile (per camminare) di inizio ottobre.

Il sentiero che arriva sino al porto di Ios

Il sentiero che arriva sino al porto di Ios

Al porto scopriamo che il centro moderno si è trasferito qui. Chora è più il centro storico, mentre tutte le attività nuove, compreso un supermercato con prezzi modici, panifici, ristoranti, bar, noleggio auto e scooter sono tutti giù al porto. Qui finalmente assaggio il Gyros Souvlaki, che è come un kebab con il pollo (ma non chiamatelo kebab!). Sempre al porto contrattiamo con vari noleggiatori di auto e scooter (ce n’è uno anche a Mylopotas, ma è più spartano e non noleggia auto ai ragazzi sotto i 23 anni; inoltre è più caro). Il migliore (specie per il prezzo) ci sembra RentCar. E fortunatamente non ci sbagliavamo. L’auto che ci viene data è una Panda che sembra del tutto nuova. Inoltre il noleggiatore ci è sembrato assolutamente affidabile, ci ha ospitato negli uffici, spiegato per bene il tutto e mostrato foto e disegni di quei pochi strisci che la macchina presentava (in modo da non preoccuparci alla consegna). Senza contare che il prezzo era davvero eccellente: 20€ al giorno (meno del quad a Santorini!).

Vi dico subito che, almeno in questa stagione, vi sconsiglio di noleggiare un quad o uno scooter. I prezzi sono simili, i quad sono tutti di piccola cilindrata e con difficoltà effettuano le salite dell’isola, mentre gli scooter non sono il massimo per le temperature serali, senza contare che le strade sono deserte e piene di detriti. Per quanto riguarda invece la stagione estiva lo scooter è probabilmente quello che va per la maggiore (ce ne sono tantissimi presso i renter), forse perché i turisti (specie ragazzini) sono moltissimi e le strade per raggiungere le spiagge sono strette, senza contare che i posti per parcheggiare l’auto sono pochi.

La spiaggia di Maganari è una delle più belle, se non la più bella, di Ios

La mattina del 5 ottobre ci svegliamo presto per andare a ritirare la macchina (per la cronaca: ci sono venuti a prendere e accompagnato fino al porto per il ritiro). Dopo una fermata di dovere al supermercato del porto, decidiamo di partire per il posto più lontano dell’isola: la spiaggia di Maganari (o Manganari). Mi sento di dire con tranquillità che è la spiaggia più bella dell’isola. E’ anche l’unica che mi ha lasciato a bocca aperta. Sarà anche che la strada per arrivarci è davvero lunga; da Mylopotas sono infatti 15km facendo lo sterrato, impraticabile e vietato con auto e mezzi a noleggio, mentre sono circa 40km facendo la strada normale, che è poi l’unica praticabile. Questa differenza è data dal fatto che bisogna passare per Chora, andare verso nord e poi ritornare verso sud per incrociare la strada verso Maganari, facendo una sorta di anello per aggirare il “colle”.

La strada che porta a Maganari

La strada che porta a Maganari

Paesaggio dalla strada verso Maganari

Paesaggio dalla strada verso Maganari

La strada è comunque spettacolare e la rifarei cento volte. Non è dritta ma non presenta curve secche, tranne alcune, rendendo la guida rilassata e piacevole e regalando paesaggi mozzafiato, specie verso il tramonto. Si corre ad un’altitudine tale da vedere anche le altre isole e le spiagge sembrano davvero lontane, anche quando in realtà ci siamo “sopra”. A parole però non si riesce ad esprimersi bene per rendere il concetto, fortunatamente esistono le fotografie. Probabilmente tutto questo è derivato anche dal fatto che in 40km di strada, più altri 40 per il ritorno, non abbiamo trovato nessuno, tranne alcune pecore e un taxi.

La spiaggia di Maganari

La spiaggia di Maganari

La spiaggia di Maganari

La spiaggia di Maganari

La spiaggia di Maganari

La spiaggia di Maganari

A Maganari la spiaggia è davvero grande. Una volta arrivati in auto (il parcheggio è grande ed accogliente, ci sono anche posti all’ombra) si è già in spiaggia. Nonostante la giornata stupenda c’eravamo solo noi e un ragazzo che abbiamo conosciuto lì proveniente dalla Polonia. Lui stesso ha ammesso quanto fosse scocciante girare per quest’isola in questo periodo senza avere la patente, tanto da promettersi di farsela per il prossimo anno (dopo aver visto il conto presentato dal tassista per girare l’isola probabilmente). Per il pranzo ci siamo fermati sempre a Maganari, dove fortunatamente c’era un ristorante aperto i cui unici clienti eravamo noi e un’altra coppia di italiani. Il resto della giornata l’abbiamo passata tra la spiaggia e l’acqua cristallina di Maganari (con una temperatura talmente invitante da starci dentro ore), dove abbiamo goduto di un fantastico tramonto.

Barca dei pescatori al tramonto di Maganari

Barca dei pescatori al tramonto di Maganari

Locali chiusi sulla spiaggia al tramonto di Maganari

Locali chiusi sulla spiaggia al tramonto di Maganari

La strada per tornare

La strada per tornare

Tramonto di Maganari

Tramonto di Maganari

La mitica Panda al tramonto di Maganari

La mitica Panda al tramonto di Maganari

Tramonto tornando verso Chora

Tramonto tornando verso Chora

La tomba di Omero è un luogo da visitare più per il paesaggio che per la tomba, costituita da una semplice lapide raffigurante il poeta

Il quarto giorno (6 ottobre)  lo dedichiamo alla “scoperta dell’isola”, visto che un giorno di spiaggia (anzi due) ci sono decisamente bastati. La mattina l’abbiamo passata in una spiaggia più stretta e più caratteristica di Maganari (nel senso che ha le rocce a picco sul mare, che personalmente danno l’idea di natura incontaminata rispetto ad una classica spiaggia grande). Questa spiaggia si chiama “Psathi” ed era anche lei deserta. Qui ci siamo fermati per il pranzo (portatevi il pranzo a sacco perché non c’è niente lì vicino), visto che ci sono degli alberi dove ripararsi dal sole. L’acqua anche qui era cristallina, grazie anche alla bella giornata, così non siamo riusciti a rinunciare al bagno quotidiano. Il pomeriggio ci siamo trasferiti invece in un’altra spiaggia (Ag. Theodoti), dove ci siamo fermati solo per qualche foto veloce, obbligatorie grazie alle barchette colorate ferme in spiaggia. Prima del tramonto abbiamo preso la macchina in direzione tomba di Omero, meta irrinunciabile per chiunque si trovi ad Ios. Anche questo posto non è vicino a Chora (circa 15km) ma merita assolutamente una visita visto che si trova nella punta Nord dell’isola e gode di un panorama mozzafiato. La strada per raggiungerla è completamente nuova ed è spettacolare, grazie anche ai cipressi piantati lungo i bordi. Una volta arrivati ci troveremo di fronte un parcheggio, dove possiamo lasciare l’auto e proseguire a piedi per il sentiero che ci porta nella punta dell’isola (5 minuti a piedi) e nel posto in cui, almeno secondo la storia, si trova Omero. Qui ci sono un sacco di pietre messe in fila dai vari visitatori e una lapide con il volto del poeta.

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Spiaggia di Psathi

Acqua cristallina a Psathi

Acqua cristallina a Psathi

Acqua cristallina a Psathi

Acqua cristallina a Psathi

Acqua cristallina a Psathi

Acqua cristallina a Psathi

Strada verso la spiaggia di Ag. Theodoti

Strada verso la spiaggia di Ag. Theodoti

Ag. Theodoti

Ag. Theodoti

Ag. Theodoti

Ag. Theodoti

Barca sulla spiaggia di Ag. Theodoti

Barca sulla spiaggia di Ag. Theodoti

Barca e ramo sulla spiaggia di Ag. Theodoti

Barca e ramo sulla spiaggia di Ag. Theodoti

Tomba di Omero

Tomba di Omero

Tomba di Omero

Tomba di Omero

Tomba di Omero

Tomba di Omero

Tomba di Omero

Tomba di Omero

Verso la tomba di Omero

Verso la tomba di Omero

Mulini al tramonto, Chora

Mulini al tramonto, Chora

Tramonto su Chora

Tramonto su Chora

Segnatevi il ristorante Katogi nel taccuino, ne rimarrete piacevolmente sorpresi!

Il quinto giorno (7 ottobre) cerchiamo di raggiungere Plakoto, una delle spiagge consigliateci dal nostro hotel. Purtroppo però, dopo vari giri, letture alla cartina e utilizzo del GPS, non siamo riusciti a trovare la strada esatta. O meglio l’unica che c’era era sterrata e impossibile da fare persino con un quad. Così siamo tornati a Theodoti per godercela meglio. Il pomeriggio/sera l’abbiamo invece passato a Chora per fare un po’ di foto e a Mylopotas. La sera abbiamo invece cenato in quello che molti definiscono “il miglior ristorante di Ios“; e c’è da credergli! Questo ristorante si chiama Katogi ed è particolarissimo. Lo stile non è cicladico ma nemmeno greco, a me è sembrato un misto di spagnolo, portoghese e greco, così come i ragazzi che servivano. La particolarità di questo locale sta nel come è costruito, all’interno delle abitazioni del centro storico di Chora. Nonostante fosse ottobre il locale era talmente pieno che abbiamo aspettato un’ora; probabilmente tutti i (pochissimi) turisti dell’isola erano qui. Non avrei mai aspettato un’ora per mangiare se non avessi letto le recensioni e i consigli di altri viaggiatori, visto che gli altri ristoranti erano mezzi vuoti. Il piatto che ci hanno consigliato e che io devo assolutamente consigliarvi sono i Peter’s Shrimp, dei gamberoni in salsa bianca. Siamo rimasti talmente colpiti dalla bontà di questo piatto che ho dovuto per forza di cose chiedere da dove derivasse il nome; in poche parole Peter era un uomo che 10 anni fa veniva una volta a settimana da Katogi per mangiarsi sempre lo stesso piatto. Secondo voi qual era questo piatto? Ovviamente i gamberoni (Shrimp). Ecco da dove deriva il nome “Peter’s Shrimp” (i “gamberoni di Peter”).

Mylopotas

Mylopotas

Mylopotas

Mylopotas

Mylopotas

Mylopotas

Chora

Chora

Vicoli a Chora

Vicoli a Chora

Pastore

Pastore

Un signore a Chora che ci ha gentilmente concesso di fotografarlo

Un signore a Chora che ci ha gentilmente concesso una foto con lui

Uno dei tanti gatti in attesa di cibo fuori dalla porta della stanza

Uno dei tanti gatti in attesa di cibo fuori dalla porta della stanza

Tramonto dall'hotel

Tramonto dall’hotel

Tramonto da Mylopotas

Tramonto da Mylopotas

Tramonto dalla piscina dell'hotel

Tramonto dalla piscina dell’hotel

Interno del ristorante Katogi

Interno del ristorante Katogi

Interno del ristorante Katogi

Interno del ristorante Katogi

Purtroppo anche i giorni ad Ios sono terminati, anche se devo dire che un giorno in più sarebbe stato di troppo. L’isola è davvero deserta in questa stagione, le attività sono praticamente inesistenti ed è difficile persino trovare un locale dove mangiare se escludiamo Chora e il porto. Insomma vi consiglio di visitare Ios in questa stagione perché il clima (almeno quest’anno) è stato eccellente, quasi troppo caldo a volte, ed inoltre vi godrete le spiagge, che saranno private e in esclusiva per voi! Però tenete conto di tutte quelle cose che vi ho detto.

Ah quasi dimenticavo! L’ultima notte siamo stati sorpresi da un mega temporale che ha scaricato moltissima acqua e grandine, tanto da entrarne dalle finestre dell’hotel. Il titolare dell’hotel era quasi sconvolto la mattina, visti anche i danni arrecati dal temporale. Pensate che ci ha detto di non aver mai visto nulla del genere ad Ios. Fortunatamente la nostra macchina era parcheggiata all’interno del cortile dell’hotel, perché quella in strada (divenuta un fiume durante la notte) è stata trasportata dall’acqua a ridosso della spiaggia. Con calma abbiamo ripreso la macchina alle 7 di mattina e affrontato una strada a dir poco sconnessa, con detriti di vario genere, nonostante il titolare ci avesse sconsigliato di farlo. Alla fine in Italia siamo abituati a ben peggio e non sarà certo una strada con un po’ di sassi e fango a fermarci e a farci rinunciare all’unico traghetto per Milos! Ma questo fa parte di un altro racconto, quello di Milos, che arriverà nelle prossime settimane sempre qui, su Stintup Viaggi.

La povera macchina parcheggiata di fronte all'hotel e trascinata dall'acqua sino alla spiaggia

La povera macchina parcheggiata di fronte all’hotel e trascinata dall’acqua sino alla spiaggia, insieme ai massi e alle piante

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