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L’invasione di Airbnb: i centri città ridotti ad alberghi diffusi

Stiamo assistendo ad una vera e propria invasione di Airbnb e affitti brevi nei centri città, che si trasformano in parchi a tema.

Photo by Louis Charron on Unsplash

Negli ultimi mesi sono proliferate come funghi le notizie sull’invasione di Airbnb nei centri delle città, italiane e non, portando di fatto le città a diventare una sorta di alberghi diffusi.

Uno dei casi più eclatanti è sicuramente Venezia, che è la città che genera più incassi in assoluto nella piattaforma Airbnb in Europa. Sono ben 7870 gli alloggi presenti sul sito web dedicato agli affitti brevi.1

I numeri sono impressionanti per Venezia:

  • ogni alloggio è occupato in media per un giorno su tre;
  • incasso medio mensile di 1118 euro (la seconda in classifica, Amsterdam, si ferma a 934 euro).1
invasione di Airbnb
Venezia | Foto di Daniel Corneschi | Unsplash

La mission iniziale non ha nulla a che vedere con questa invasione di Airbnb

Airbnb è stato creato nel 2007 da Brian Chesky e Joe Gebbia per permettere ai due coinquilini di pagare l’affitto mensile affittando una stanza del loro appartamento, sistemata a dovere per l’occasione con dei materassini gonfiabili.

Condivisione, prima di tutto, dell’appartamento. Questa era la mission iniziale dell’azienda che però, con il tempo, si è ovviamente ampliata andando a coprire più campi.

Oggi però questo aspetto è solo una piccolissima parte di Airbnb, come dicono i dati di Venezia:

  • circa il 75% degli annunci sul sito web si riferisce a interi appartamenti disponibili per oltre sei mesi all’anno;
  • circa il 70% è gestito da proprietari con all’attivo più appartamenti.1

Ciò significa che la maggioranza degli affitti annunci su Airbnb a Venezia è gestito da vere e proprie attività economiche più che da singoli che hanno come fine ultimo quello di ricavarci qualcosa per coprire le spese.

La situazione Newyorkese

A New York le cose non vanno meglio, anzi se guardiamo la mappa redatta dalla redazione de IlSole24Ore riusciamo a capire già molte cose.

E’ impressionante come le zone di Manhattan e Brooklyn siano letteralmente piene di affitti a breve termine. E’ interessante notare anche come nella maggioranza dei casi gli annunci offrono interi appartamenti e un minimo di notti da 1 a 5.

New York | Foto di Jamison Lottering | Unsplash

L’invasione di Airbnb è un problema o un’opportunità?

A Lisbona ogni anno arrivano nove turisti per residente. Gli alloggi disponibili per i residenti, acquistati sempre più da investitori stranieri, si sono ridotti del 70% negli ultimi cinque anni.

I locali non hanno potuto far altro che “fuggire” verso la periferia, non solo per la mancata disponibilità ma anche perché, per ovvie ragioni, i prezzi per metro quadro sono aumentati a dismisura (6.500 euro al metro quadro di media, 8.000 nelle zone del centro storico).2

Non è notizia di oggi il fatto che a Barcellona e a Parigi l’amministrazione stia lavorando da tempo proprio per ridurre e limitare il boom delle piattaforme per gli affitti brevi, come Airbnb.

Firenze è un’altra città italiana che sta subendo moltissimo questo fenomeno. Basti pensare che un appartamento su cinque nel centro storico è inserito nelle offerte di affitto a breve termine. Proprio la città toscana registra la più alta concentrazione in Italia in tal senso.

Come i cittadini di Lisbona, anche i fiorentini lasciano il centro storico per via dei conseguenti rincari: ogni anno sono circa 1000 i cittadini ad abbandonare il centro della città.2

Ed ecco che veniamo al dunque: tutto ciò è un bene o un male?

  1. La parte bella è che tutto questo ha incrementato in modo esponenziale il turismo, con tutto ciò di positivo (e negativo) che ciò comporta.
  2. La parte brutta è che questo ha pian piano cancellato la vera essenza di queste città. Basta infatti visitare una di queste città, mi viene in mente Venezia e Tallinn in primis, per rendersi conto che di caratteristico non hanno praticamente più nulla. Locali, ristoranti e tutto ciò che è presente sta diventando una sorta di “finzione”. In pratica le città diventano dei parchi a tema.

Ci sono addirittura esempi più estremi, come quello raccontato da BolognaToday, dove un ragazzo in affitto ha dovuto lasciare l’appartamento perché il proprietario aveva deciso di destinarlo agli affitti a breve termine.

Fonti: 1La Nuova di Venezia e Mestre2Corriere della Sera

D’altronde Airbnb offre delle promo e i clienti, ignari, come ovvio che sia, non possono far altro che cercare di spuntare il miglior prezzo. Noi, se volete, vi offriamo uno sconto di 25€ sulla prima prenotazione.

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