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Influencer su Instagram non tirano più come prima: crollo al minimo storico

Gli influencer su Instagram sembrano vivere un periodo più difficile rispetto al passato, almeno guardando ai numeri di questa ricerca.

Gli influencer su Instagram non coinvolgono più come prima, o meglio, utilizzando un gioco di parole, non hanno più quell’efficacia di “influenza sul proprio pubblico” che aveva appunto portato ragazzi e ragazze a racimolare sponsor in continuazione.

Ora però, secondo uno studio1, sembra che il coinvolgimento del pubblico sia calato non di poco, portando gli stessi sponsor a ragionare in modo più approfondito sull’investimento in termini pubblicitari.

L’indagine, basata sui dati del database InfluencerDB, sottolinea come la timeline di Instagram sia ormai invasa dai post sponsorizzati (non solo ufficialmente, ma anche “ufficiosamente” tramite accordi presi direttamente da influencer e aziende).

Questo porta ad avere un invasione di tali post e come conseguenza ad un abbandono, o meglio un minor attaccamento da parte degli stessi “fan” o seguaci che siano.

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Cosa sta succedendo

Per fare un esempio concreto, pensate a quando guardate un film in televisione. E’ ovvio che preferireste vederlo senza pubblicità, ma finché questa è accettabile va tutto bene.

Se invece la pubblicità superasse in termini quantitativi la durata del film o del programma tv, allora chi rimarrebbe incollato al televisore? Forse solo chi non ha davvero nulla da fare di meglio, insomma pochissimi.

Lo stesso sta accadendo su Instagram: i post sponsorizzati sono ormai la maggior parte, quelli classici rimangono per lo più da parte di persone che conosciamo e non di certo da parte di personaggi famosi.

Secondo questa ricerca1, l’engagement (ossia il coinvolgimento del pubblico) è passato dal 4% di tre anni fa al 2,4%. Questo per quanto riguarda i post sponsorizzati.

Il problema è che il crollo è molto evidente anche per quanto riguarda i post non sponsorizzati: si è passati da un 4,5% al 1,9%.

Va considerato che l’engagement dei post sponsorizzati rimane ancora superiore rispetto a quelli “normali”. Il motivo? Semplice: l’algoritmo promuove quelli, visto che rendono di più allo stesso social network.

Il caso è significativo per tutti i settori: fashion, food, sport e soprattutto travel. La categoria che andava per la maggiore, quella degli influencer viaggiatori che ci propinavano foto mozzafiato da mezzo mondo, ha subito un deciso calo, passando da un engagement medio dell’8% nel 2018 al 4,5% del 2019.

Gli influencer su Instagram sono al capolinea?

La risposta è no. Fare l’influencer è un lavoro come un altro, ci sono gli alti e bassi e, come sempre, ci sarà chi dovrà abbandonare questo mestiere mentre qualcun altro, probabilmente pochi, continuerà a beneficiarne.

Infatti questa ricerca ha mostrato come l’engagement sia inversamente proporzionale al numero di follower. Abbastanza palese se pensiamo al fatto che meno follower abbiamo più siamo una nicchia ben seguita e con un pubblico fedele.

Un influencer da milioni di follower avrà moltissime persone che lo seguono giusto per seguirlo, ma molti di questi non saranno mai veri fan e magari sono anche inattivi sul social network.

In effetti i dati parlano chiaro:

  • >10.000 follower l’engagement è pari al 3,6%
  • tra 5000 e 10.000 follower l’engagement è del 6,3%
  • tra i 1000 e i 5000 follower del 8,8%

Va considerato poi il fatto che, specie nell’ultimo periodo, sono nate centinaia di “software house” che promettono l’aumento di follower (che ovviamente sono finti) dietro pagamento o che semplicemente permettono la gestione del profilo in modo esterno (come questa).

Questi follower essendo semplici bot non creano alcun engagement, ed ecco che le statistiche vanno a farsi benedire, sia sull’engagement sia sul numero reale di follower.

E intanto, però, le aziende pagano… anche se in futuro faranno certamente molta più attenzione a come vengono re-investiti i finanziamenti dedicati al marketing.

1Mobile Marketer

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