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Google Take Action: per mantenere il web libero

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Google ha pubblicato online una petizione che tutti dovrebbero firmare

Credo che tutti coloro che seguono questo blog abbiano sentito parlare delle recenti prese di posizione da parte di alcuni governi europei (ma non solo) verso la politica “free” di Google. Il noto motore di ricerca, come sapete, ha una sezione (tra le più navigate) chiamata News. All’interno trovate una sorta di feed rss, che vi elenca le notizie principali ma soprattutto quelle che voi volete che appaiano, secondo dei criteri definiti da Google e da voi stessi.

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Tutto ciò pare non andare bene ai governi, o meglio, hanno notato che da ciò ci si potrebbe guadagnare qualcosa. Così, dopo le decisioni di Germania e Francia (per ultime) di tassare Google, i governi europei hanno deciso di riunirsi in un incontro che si terrà a porte chiuse questo dicembre. Il tema mi sembra più che chiaro: tassare si o no Google e se sì, quanto. Tra questi, ovviamente, c’è anche l’Italia. Dove c’è da guadagnarci non si tira indietro nessuno, figuriamoci il “nostro bel paese”.

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Così non solo Google potrebbe decidere di non mostrare più contenuti gratuiti nella sezione News, ma per leggere qualcosa si dovrebbe anche pagare, visto che dal prossimo anno Repubblica e molti altri metteranno le notizie delle news online a pagamento.

Ciò che mi fa irritare è che i governi che c’entrano in tutto questo? Google porta solo nuovi visitatori ai siti delle testate giornalistiche e queste ultime lo sanno bene, ecco perché non si sono mai espresse a riguardo. E’ chiaro che con le news a pagamento e i formati digitali dei giornali, le testate giornalistiche non vedranno solo un brutto calo di vendite, ma molte dovranno chiudere i battenti (vedi “The Daily” di Murdoch che ha chiuso qualche settimana dopo).

Quindi vi chiedo di firmare la petizione online che trovate nell’homepage di Google oppure a questo indirizzo. Perché noi siamo per un web libero, così com’è stato creato dal suo fondatore.

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