Tecnologia

Oltre il Galaxy Note7. I più grandi flop tecnologici della storia

Amazon fire Phone 24

L’ultimo Galaxy Note 7 di Samsung verrà ricordato come uno dei più grandi flop della storia tecnologica; ecco quali sono stati gli altri

In foto Amazon Fire Phone, uno dei più grandi flop della storia

Il nuovo Galaxy Note 7 doveva essere, ed era, il miglior Samsung Galaxy costruito dall’azienda, anzi era probabilmente il miglior smartphone con a bordo Android. Purtroppo è stato tradito da una componente semplice e ben conosciuta: la batteria. Il Note 7 verrà ricordato per sempre come lo smartphone durato in commercio circa un mese, anzi in molti mercati praticamente non è mai arrivato. Ma soprattutto rimarrà negli annali come lo smartphone che “esplode” e che è stato vietato persino dalle compagnie aeree.

Il Galaxy Note 7 non è stato però l’unico flop clamoroso nella storia dei prodotti tecnologici. In questo articolo riporterò alcuni dei più grandi flop di sempre, ma vi assicuro che non sono tutti!

N.B. Non sono in ordine di importanza.

1. Amazon Fire Phone. Nel luglio del 2014 il boss di Amazon Jeff Bezos lancia un dispositivo che avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato smartphone. Si trattava del Fire Phone, uno smartphone innovativo con un sistema 3D (nel frontale, intorno al display, montava quattro fotocamere in grado di rilevare i movimenti dell’utente e controllare così l’interfaccia). Il prezzo era alto, si parlava infatti di 649 dollari, e montava un sistema proprietario anche se basato su Android, ossia FireOS. Il debutto fu un vero e proprio buco nell’acqua. I pezzi venduti furono davvero pochissimi e ciò costrinse Bezos a ridurre il costo. Nemmeno riducendo il prezzo di vendita sotto la metà si riuscì a venderli, un flop totale che rimarrà nella storia, anche se del Fire Phone, nonostante siano passati soli due anni, in pochi se ne ricordano.

1. Amazon Fire Phone

1. Amazon Fire Phone

2. Nokia N-Gage. Ve lo ricordate quello strano telefonino a forma di gameboy? Doveva essere una sorta di ibrido tra cellulare, gameboy e lettore musicale. Peccato che non fu nessuna delle tre cose, almeno secondo il mercato. I pezzi venduti furono pochissimi, anche se a dire il vero io qualcuno me ne ricordo, specie dopo che il prezzo cominciò a calare. 339 euro per un cellulare infatti era una cifra alta nel 2003, anno in cui la serie N-Gage fu lanciata con due dispositivi.

2. Nokia N-Gage

2. Nokia N-Gage

3. Apple Lisa. Ed eccoci nuovamente con un dispositivo Apple, come vi avevo anticipato sono diversi. Progettato ad inizio anni ’80, dotato di mouse e schermata con icone e finestre, fu una vera e propria innovazione che aprì le porte alle interfacce moderne. Eppure fu un tale insuccesso che fu la causa dell’espulsione di Steve Jobs dal progetto Lisa nel settembre del 1980. Dopo quel giorno Jobs si concentro sul progetto Macintosh, il resto è, come si suol dire, storia. Per quanto riguarda il nome Lisa non si è mai saputo la reale derivazione; alcuni sostengono sia l’acronimo di Local Integrated Software Architecture, altri invece credono che sia ispirato semplicemente al nome della figlia di Jobs (Lisa).

3. Apple Lisa

3. Apple Lisa

4. Betamax. Se lo ricordano in pochi, ma era l’antagonista delle VHS, le famose cassette che hanno fatto la storia del settore. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo relativo alla fine delle VHS. La qualità era maggiore rispetto alle VHS, però mentre JVC concedette in licenza i diritti di tale tecnologia, Sony decise di non concedere i diritti ad altre aziende. Ciò portò alla fine del Betamax.

4. Betamax

4. Betamax

5. Apple Mac Cube. Qualcuno se lo ricorda? Io no, sinceramente, ed ho dovuto cercarlo in rete, nonostante sia stato lanciato solo nel 2000. Il suo nome deriva dalla sua forma, di cubo appunto, dalle dimensioni di 20×20 centimetri. Per l’epoca era un oggetto di design ma anche in gradi di promettere silenziosità (era senza ventole, una sorta di fanless anticipato, e questo fu il suo problema) e compattezza ai massimi livelli. Vennero vendute 250.000 unità ma dopo un solo anno venne ritirato dal mercato. Il problema maggiore, oltre al prezzo, era il surriscaldamento eccessivo e prestazioni non adeguate (sotto il livello dei concorrenti).

5. Mac Cube

5. Mac Cube

6. Microsoft Zune. Lanciato nel 2006, a Redmond erano sicuri di riuscire a far concorrenza agli iPod di Apple. Nel 2011, dopo ben cinque anni, il progetto venne abbandonato (a 2 anni dal lancio si sono venduti non più di 2 milioni di Zune). Eppure i lettori Zune sarebbero stati i primi in grado di scambiare dati via wifi. Purtroppo l’azienda americana non ha creduto nel progetto, così come fatto per molti altri. Tuttavia è restata attiva la controparte software, quella che faceva concorrenza ad iTunes, o almeno così era stata pensata, fino al 15 novembre 2015.

6. Microsoft Zune

6. Microsoft Zune

7. Apple eMate 300. A Cupertino di flop ne hanno fatti più di uno prima di arrivare dove sono ora. eMate 300 faceva parte della linea Apple Newton ed era un low cost venduto a 799 dollari. Restò sul mercato dal marzo ’97 al febbraio ’98.

7. Apple eMate 300

7. Apple eMate 300

8. Microsoft Kin. Doveva essere il telefonino per i più giovani, specie per il suo design accattivante. Risultato? Lanciato nel 2010 e ritirato pochi mesi dopo. Addirittura Verizon lo ritirò dal commercio due mesi dopo l’uscita.

8. Microsoft Kin

8. Microsoft Kin

9. Google Nexus Q. Se siete rimasti impressionati dai prezzi dei nuovi smartphone Pixel, allora state ben attenti a questo Nexus Q. Cos’era? Un semplice riproduttore musicale, anche se era in grado di fare uno stream audio-video dal Play Store o YouTube alla televisione di casa o ad un sistema audio esterno. Prezzo? 300 dollari. Il risultato fu il ritiro immediato dalla vendita, tanto che, probabilmente, in giro non se ne trovano.

9. Google Nexus Q

9. Google Nexus Q

10. Xerox Alto. Non fu mai commercializzato, probabilmente per il fatto che il prezzo sarebbe stato troppo alto e il mercato non ancora pronto (era il 1973). Fu però il precursore degli attuali computer.

10. Xerox Alto

10. Xerox Alto

11. Nintendo 64. La casa nipponica stava lanciando una console in grado di leggere e caricare i giochi con delle cartucce, sistema che avrebbe dovuto migliorare la qualità dell’epoca oltre a, soprattutto, sconfiggere la pirateria. Nel frattempo però nessuno aveva calcolato che Sony stava presentando PlayStation, un sistema innovativo e rivoluzionare di giocare e che era in grado di riprodurre i CD, che tra l’altro erano meno costosi da produrre. Tutti sappiamo com’è andata a finire. Per onor di cronaca N64 (così viene nominata in forma abbreviata) ebbe un discreto successo, vendendo 30 milioni di unità. Niente però in confronto ai suoi predecessori NES e SNES ma soprattutto nettamente inferiore a PlayStation dall’alto delle sue 100 milioni di unità vendute.

11. Nintendo 64

11. Nintendo 64

12. Twitter Music. Di Spotify ce n’è uno, tutti gli altri son nessuno! No, a parte questa triste storpiatura, va detto che oltre ad Apple Music nessun altro servizio è mai riuscito a fare un minimo di concorrenza a Spotify. Ci provò anche Twitter con l’app Music, esperimento andato a male e ritirata dal mercato dopo soli 12 mesi.

12. Twitter Music

12. Twitter Music

13. Volunia. Ne parlammo anche noi sia in fase di presentazione sia in fase di lancio. Nel febbraio 2012 era in beta e sembrava promettere molto grazie al fatto che a capo di tutto c’era il padovano Massimo Marchiori, che aveva permesso grazie ad un suo lavoro (Hyper Search, un vecchio motore di ricerca) le basi per l’algoritmo di Google PageRank. Purtroppo già in fase di presentazione all’Università di Padova si capiva che le cose non sarebbero andate bene, tra proiettori che non hanno mai funzionato ed ex sindaco e vicesindaco della città (Zanonato e Rossi) che prendevano parola facendo interventi fuori luogo non capendo le reali capacità del progetto.

13. Volunia

13. Volunia

14. Motorola ROKR. L’azienda americana si avventurò anche nel settore dei lettori audio portatili con il ROKR, un telefonino con la capacità di contenere 100 canzoni. La serie Rokr venne lanciata nel settembre 2005 e durò fino al 2009.

14. Motorola ROKR

14. Motorola ROKR

15. Twitter Peek. Lo conoscevate? E’ un dispositivo, che tra l’altro si trova ancora in commercio, che consente di riceve ed inviare tweet in mobilità. Creato dall’azienda Peek, aveva un problema di fonto: visualizza solo 20 dei 140 caratteri di un tweet. Insomma, molto meglio le classiche app per smartphone.

15. Twitter Peek

15. Twitter Peek

16. HTC First e Facebook Home. Lanciato il 12 aprile del 2013 e annunciato qualche giorno prima durante un evento Facebook, HTC First doveva essere lo smartphone di Facebook. Montava l’interfaccia Facebook Home, poi resa disponibile per tutti gli smartphone. AT&T ha riportato 15.000 HTC First venduti, mentre il Time l’ha definito come “il più grande flop tecnologico del 2013”. L’interfaccia ebbe la stessa sorte, nonostante fu resa disponibile per tutti nello store di Google.

16. HTC First

16. HTC First

17. HD-DVD. E’ un po’ la storia del Betamax, solo che questa volta è stata Sony a vincere la battaglia grazie al suo BluRay e al fatto che fosse integrato nelle sue console da gioco PlayStation campioni di vendite. Fatto sta che l’HD-DVD non riuscì mai ad imporsi.

17. HD-DVD

17. HD-DVD

18. Microsoft Kinect. Quando fu lanciato vendette oltre 8 milioni di pezzi in soli due mesi. Pensate che è stato citato persino nel Guinnes dei primati. Eppure poco dopo la scarsità di giochi disponibili e le poche idee per sfruttarlo portarono Microsoft a gettare la spugna, tanto che il team di sviluppo è stato spostato su altri progetti come le Hololens.

8. Microsoft Kinect

8. Microsoft Kinect

19. TV 3D. La mancanza di uno standard (ogni tv ha degli occhialini diversi) e la mancanza di programmi e supporto adatti (come film, videogiochi e televisioni) hanno portato al declino di questa tecnologia, che vive ancora al cinema e su qualche monitor per pc, oltre che alla console portatile Nintendo 3DS. Lanciata nel 2010, dopo 6 anni possiamo dire che il capitolo TV 3D è chiuso, specie dopo l’annuncio nel 2014 da parte di ESPN della chiusura del canale sportivo 3D. Ora la palla passa all realtà virtuale (VR).

19. TV 3D

19. TV 3D

20. Segway. Qualcuno è arrivato a definirlo il più clamoroso flop della storia del mondo hi-tech. Steve Jobs lo definì all’inizio “un grande affare come il personal computer” (poi però si ricredette). Ma non fu l’unico: il multimiliardario John Doerr si è spinto a dire che sarebbe stato più rivoluzionario di Internet, mentre il cartone animato South Park è arrivato a dedicargli un’intera puntata. Purtroppo però i fondatori non ottennero mai le licenze per farlo viaggiare su strada dai vari Paesi, men che meno sui marciapiedi. Poi, nel 2010, la morte del britannico Jimi Heselden, da poco proprietario del marchio, ne decretò la fine. Oggi viene usato da turisti e non, mentre diverse aziende cinesi hanno da tempo proposto alternative decisamente più economiche.

20. Segway

20. Segway

21. Google Glass. Presentati nel 2013, si pensava che nel giro di poco tempo tutte le persone nel mondo ne avrebbero indossati un paio, un po’ come con gli smartphone oggi. Dopo un periodo di vendite con modelli dedicati ai soli sviluppatori, Google ha cominciato la grande distribuzione del dispositivo a partire dalla Gran Bretagna, via Google Play Store, ad un prezzo di £1000. Il prezzo poco invitante, la scarsa autonomia delle batterie e i fastidiosi mal di testa e giramenti hanno fatto sì che i Glass non venissero mai presi in considerazione dalla stragrande maggioranza della popolazione. Però non tutto è perduto. Tony Fadell (tra i creatori dell’iPod) ha in mano il progetto dal 2015 e crede ancora molto nel mondo dei wearable: «Può essere tanto importante quanto lo sono stati iPod e iPhone, ma serve tempo perché si sviluppi nella giusta direzione».

21. Google Glass

21. Google Glass

22. Windows Phone e Windows 10 Mobile. Presentato per la prima volta al Mobile World Congress il 15 febbraio 2010, è il successore di Windows Mobile. Mentre quest’ultimo era stato sviluppato rivolgendosi al settore enterprise, Windows Phone è dedicato al mercato consumer, scontrandosi quindi con iOS e Android. Con Windows 10 è stato rinominato nuovamente in Windows 10 Mobile. Se inizialmente le vendite crescevano pian piano, anche grazie al marchio Nokia che vendeva i suoi Lumia con sistema operativo di Microsoft, nel tempo le vendite sono calate drasticamente fino a rasentare lo zero attualmente. Il problema principale è stato l’arrivo in ritardo rispetto agli altri due sistemi operativi leader del mercato (iOS e Android) e la conseguente mancanza di applicazioni, che sono attualmente il core business di ogni sistema mobile. Se si aggiunge il fatto che le prime versioni non erano ben ottimizzate e l’interfaccia non ha mai avuto appeal tra il pubblico, si capisce il perchè, nonostante Microsoft abbia fatto le cose per bene con Windows 10, si è arrivati a decretare quello che doveva essere il terzo grande sistema operativo mobile come un flop storico. Purtroppo Microsoft ha comunicato nel corso dell’anno che non annuncerà più nuovi dispositivi Windows 10 Mobile per il momento e che il suo obiettivo tornerà ad essere il mercato business, come un tempo. Questa serie di annunci hanno portato un calo ulteriore delle vendite e l’annuncio, anche degli altri produttori, di non vendere più dispositivi con Windows 10 Mobile. Ne parliamo qui in dettaglio. Purtroppo a livello attuale è un vero e proprio flop, anche se voglio ancora sperare che Microsoft riporti in auge quello che era ed è un buon sistema operativo.

22. Windows Phone e Windows 10 Mobile

22. Windows Phone e Windows 10 Mobile

23. Microsoft Lumia. Nati dall’acquisto di Nokia e della relativa serie Lumia, hanno cominciato a vendere meno una volta che è stato tolto il marchio Nokia dagli smartphone. Gli ultimi Lumia 950 sarebbero degli ottimi dispositivi, specie al prezzo in cui si trovano attualmente online. Peccato che tutto ciò che hanno intorno (vedi sopra) gli hanno portati ad un flop annunciato.

23. Microsoft Lumia

23. Microsoft Lumia

Nota: immagini dei rispettivi autori (by Google Images)





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