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La dipendenza da videogiochi è una malattia secondo l’OMS

dipendenza da videogiochi

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la dipendenza da videogiochi è una vera e propria malattia.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha aggiornato la lista dell’ICD (International Classification of Diseases) inserendo tra i disturbi mentali una nuova malattia riconosciuta ufficialmente: la dipendenza da videogiochi.

Il Dottor Vladimir Poznyak dell’Oms ha specificato come questa patologia colpisca solo una minima parte dei videogiocatori nel mondo. Secondo Poznyak non c’è da allarmarsi più di tanto visto che “anche i videogiocatori più incalliti non verranno considerati come malati da dipendenza da videogiochi”.

Com’è possibile diagnosticare la dipendenza da videogiochi?

I sintomi sono i seguenti:
– Perdita del controllo sulle proprie attività di gioco (inizio, durata, intensità, fine, frequenza e così via)
– Eccessiva precedenza al gioco, a discapito di altre attività quotidiane e/o importanti per la vita dell’individuo
– Persistenza e aumento del tempo passato a giocare, nonostante le conseguenze negative riportate

Insomma non rientrano nell’elenco, giustamente, tutti quei ragazzi che passano ore a giocare ma tutto sommato hanno un controllo della propria vita.

Non è un caso se ho sottolineato le ultime parole, visto che secondo l’OMS è proprio quello il punto: un videogiocatore è ritenuto malato e quindi dipendente dai videogiochi quando arriva al punto estremo di perdere il controllo di sé stesso e dedicare la propria vita al gioco, riservandone la priorità massima.

E’ chiaramente una situazione limite ma tuttavia presente visto che l’OMS ha rilasciato tanto di documentazione per riconoscerla e diagnosticarla in modo preciso.

La risposta del settore videoludico

Ovviamente non sono mancate le polemiche, non solo da parte dei videogiocatori ma soprattutto da parte dell’ESA (Entertainment Software Association) che aveva addirittura invitato l’OMS a non etichettare la malattia come “disturbo mentale” visto che potrebbe essere condivisa da milioni di persone nel mondo.

Tuttavia, secondo la mia opinione, l’OMS ha ben chiarito quali sono le condizioni e, seppur debba essere considerata ogni situazione a sé stante, si tratta di episodi che eccedono il limite e che quindi vanno trattati come tali.

Fonte: HDblog





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