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Crisi HTC: fatturato a settembre fa segnare un -80%

crisi htc

La crisi HTC continua, purtroppo, imperterrita. I risultati finaziari di settembre hanno segnato un bruttissimo -80%.

Photo: TheVerge

Mi sembra ieri quando ricevevo il mio primo smartphone, un HTC Wildfire che mi faceva impazzire. Avevo scelto un HTC perché era una delle pochissime aziende che stava attenta al software, al design e alla costruzione del dispositivo nel panorama Android. Eppure oggi parliamo di crisi HTC. Perché?

Non è una novità che HTC navighi in cattive acque da ormai qualche anno. HTC Italia ci aveva abbandonato già da qualche tempo e trovare uno smartphone dell’azienda nei negozi era diventato quasi impossibile per un certo periodo.

A luglio 2018 uscirono poi i primi risultati disastrosi, che mostrarono il fatturato peggiore degli ultimi 15 anni dell’azienda.

Tuttavia i risultati di settembre 2018 fanno davvero pensare al baratro:

  • 40,64 milioni di dollari di fatturato
  • inferiore dell’80,71% rispetto a quella dello stesso periodo del 2017

Perché HTC è passata da pioniera del settore ad essere vicina al baratro

HTC è stata l’azienda che ha puntato su Android per prima. Se HTC HD2 era l’esempio di palmare con Windows Mobile per eccellenza (pensate che alcuni sviluppatori riescono ad installarci tutt’ora le nuove release di Android), l’HTC Dream è stato il primo smartphone Android di sempre.

Ma allora come ha fatto a finire a questi livelli?

HTC purtroppo non investe sul marketing, vedere un loro smartphone in commercio sta diventando un’utopia, figuriamoci vederlo in tv o nei cartelloni pubblicitari.

Inoltre dopo smartphone eccellenti come HTC One M7, si è vista un’azienda diversa, che ha cercato ti puntare troppo al settore premium, rilasciando telefoni medio gamma che si avvicinavano pericolosamente al prezzo dei concorrenti top gamma.

Sia chiaro, amo HTC come azienda, amo la loro cura ai dettagli, sia software sia hardware, ma purtroppo si sono lasciati andare negli ultimi anni, dando l’impressione che siano loro i primi a non credere nei propri prodotti.

A Taiwan hanno preferito puntare quindi su altri settori, quali il 5G o gli smartphone con blockchain. Tuttavia prima di vedere risultati che seguano questi investimenti ci vorrà molto tempo.

Se aggiungiamo poi la Realtà Virtuale all’elenco, capiamo bene che HTC si sta concentrando in settori totalmente di nicchia che prima di portare risultati concreti in termini di fatturato ci vorranno anni.

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