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Criptovaluta al posto della moneta: Libra di Facebook e Gram di Telegram?

Libra di Facebook e Gram di Telegram proveranno a scalzare la moneta tradizionale, ma per la criptovaluta la strada è ancora in salita.

Cosa c’è di diverso da una moneta normale, ossia una valuta come l’euro o il dollaro e una criptovaluta come i Bitcoin? Oggi che tutti ormai paghiamo con carta di credito e smartphone la differenza sarebbe nulla.

Peccato che le criptovalute abbiano un problema intrinseco: fluttuano, e lo fanno in modo impazzito e, a volte, senza senso. Neppure gli esperti riescono a prevederne l’andamento.

Tutto normale se non fosse che parliamo di fluttuazioni che arrivano a dimezzare il valore nel giro di pochi giorni o anche meno.

Capite bene che sarebbe insostenibile per qualsiasi persona utilizzare una criptovaluta come il Bitcoin, con la quale vedreste il vostro portafoglio passare da 100 euro a 150 euro e poi ancora a 50 euro in un solo giorno (estremizzando, ma questo è ciò che avviene).

L’hanno capito Facebook prima e Telegram poi.

Libra: la criptovaluta di Facebook che vorrebbe sostituire la moneta circolante

Facebook ha presentato Libra, una criptovaluta che sembrava potesse davvero cambiare le carte in tavola, visto che i partner erano, almeno in fase di presentazione, di non poco conto.

Visa, Mastercard, Uber, Lyft, Stripe, eBay, Spotify, PayPal, Coinbase, Iliad e molti altri.

Le premesse c’erano tutte, peccato che nel corso dell’ultimo mese alcuni partner ci abbiano ripensato. Visa, Mastercard, Stripe, Mercado Pago ed eBay hanno ritirato la propria adesione.

Una settimana fa ha deciso di uscire anche Booking Holding (Booking.com, Kayak e Priceline).

Attualmente sono solo 21 i partner rimasti, sempre che non decidano di ritirarsi anch’essi.

Il problema principale sembra dato dal fatto che Facebook con Libra vorrebbe creare una specie di istituto finanziario lasciando però la responsabilità del controllo delle transazioni ai singoli enti che le gestiscono attualmente, ossia, come in questo caso, Mastercard e Visa.

Ecco perché questi enti privati hanno pensato bene di uscire dall’alleanza, visto che questo avrebbe potuto portare a conseguenze anche pesanti in caso di attività illecite da parte degli utilizzatori.

Gram: la criptovaluta di Telegram bloccata dalla SEC

Le cose non si mettono bene neppure per Gram, la criptovaluta di Telegram che sarebbe dovuta entrare nel mercato a fine ottobre.

Data ostica per l’azienda visto che i miliardi raccolti fino ad ora (1,7) andranno restituiti agli investitori se la data non verrà rispettata.

Ora però la SEC complica le cose, con una motivazione chiara: le ICO (offerta pubblica iniziale di moneta) devono essere regolamentate come le IPO (offera pubblica iniziale per i titoli, azioni). Telegram sembra non averle rispettate.

La nostra azione di emergenza odierna ha lo scopo di impedire a Telegram di inondare i mercati statunitensi con token digitali che riteniamo siano stati venduti illegalmente.
Non sono riusciti a fornire agli investitori le informazioni richieste dalla normativa dei titoli sulle operazioni commerciali, sulle condizioni finanziarie, sui fattori di rischio e sul management di Gram e Telegram.SEC

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Fonti: TheVergeNYT

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