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Coronavirus, speculazioni sull’emergenza: c’è chi ha puntato 14 miliardi

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Durante l’emergenza di coronavirus c’è chi non perde l’occasione per le speculazioni, come un fondo che ha puntato 14 miliardi di dollari.

Foto: Ray Dalio, fondatore di Bridgewater

Anche quando tutto il mondo è alle prese con la pandemia di coronavirus, c’è chi non resiste all’odore dei soldi, specie se l’occasione è ghiotta e le speculazioni anche.

D’altronde le speculazioni si fanno su qualsiasi cosa e la finanza non si ferma davanti a nulla. Così è successo anche in questo periodo.

Il fondo speculativo più grande al mondo, il Bridgewater, ha infatti scommesso ben 14 miliardi di dollari contro il crollo delle Borse europee.

Tramite le vendite allo scoperto, più le Borse scendevano più il fondo guadagnava.

La tecnica è piuttosto semplice e ormai ben collaudata: si vendono i titoli senza possederli.

Come? Tramite un prestito, ovviamente, prendendosi l’impegno di acquistarli e riconsegnarli in una data prestabilita.

Si chiama, in gergo tecnico, short. Così facendo si ottiene il meccanismo inverso all’acquisto: vendo al prezzo massimo e compro più avanti al prezzo minimo, guadagnandoci.

Le vendite allo scoperto sono state bloccate per evitare speculazioni sul coronavirus

Dopo due settimane di fuoco per le Borse mondiali (prima quelle europee con Piazza Affari che ha siglato la sua peggiore giornata di sempre e poi quelle americane con il Dow Jones che non era mai sceso così tanto in un giorno), alcuni hanno deciso di vietare le vendite allo scoperto.

Lo ha fatto, per esempio, la Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa).

Le vendite allo scoperto sono state vietate dalla Consob da martedì scorso per i successivi tre mesi. Il divieto è valido per tutte le azioni negoziate sul mercato regolamentato italiano.

Misure simili sono state prese anche dall’Esma (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), dalla Spagna, Belgio e Francia.

Peccato che la decisione sia arrivata troppo tardi (lo scorso martedì), ossia quando il “patatrac” era già avvenuto.

E così tutti coloro che ci avevano speculato avevano già fatto in tempo ad aprire e chiudere le rispettive posizioni, con guadagni immensi.

coronavirus speculazioni

La scommessa del fondo Bridgewater: speculazioni sul coronavirus?

Le operazioni effettuate da Bridgewater nello specifico sono state l’equivalente di varie scommesse su un calo pari a:

  •  5,2 miliardi per 16 società quotate francesi
  • 4,8 miliardi per alcune aziende tedesche
    • tra queste il gruppo tedesco di software SAP, contro il quale il fondo ha puntato 1 miliardo di dollari
  • 1,7 miliardi per 5 società quotate olandesi
    • tra queste il produttore olandese di semiconduttori ASML, contro il quale ha scommesso una cifra pari a 750 milioni di dollari
  • circa 2 miliardi per 5 società quotate spagnole e 3 italiane

Il fondatore del più grosso fondo di speculazione al mondo, Bridgewater, è un certo Ray Dalio, ben conosciuto nel mondo della finanza.

Non tutto è oro quel che luccica

Se pensate che il fondo Bridgewater a questo punto stia guadagnando cifre immense, beh, vi sbagliate.

Il suo fondo principale sta infatti facendo la performance di inizio anno peggiore di sempre da quando esiste. Parliamo addirittura di un -20% nel giro di poche settimane.

Questo perché, ovviamente, la posizione con vendite allo scoperto di cui vi abbiamo parlato è solo una delle tante posizioni aperte dal fondo. E in una situazione come quella attuale sembra proprio che ci perdano tutti… .

Sfociano le polemiche, ma la finanza è anche questa..

Con una notizia del genere è normale leggere, specialmente sui social, polemiche a non finire.

D’altronde il buon senso non permetterebbe mai di speculare su qualcosa di così importante come una pandemia che riguarda quasi tutti i Paesi del mondo.

La finanza però non perdona, gli strumenti ci sono e servono anche a questo. Come si può scommettere a favore di qualcosa si può anche scommettere contro qualcosa, ottenendoci un guadagno o una perdita.

Prima di tutto va fatta chiarezza: il fondo Bridgewater non ha scommesso contro il crollo dei mercati europei questa settimana o quella prima e nemmeno a febbraio o gennaio, quando l’epidemia era in Cina.

La scommessa è stata fatta durante il mese di novembre 2020, quando tutto sembrava normale. Alcuni, complottisti, credono che questo sia sinonimo di “loro, i poteri forti, sapevano tutto”.

Peccato che Bridgewater sia il più grosso fondo speculativo al mondo e di queste scommesse ne fa ogni anno.

Come non citare un’altra grande scommessa del fondo contro l’Europa, ad inizio 2018. Il fondo aveva vendite allo scoperto con posizioni su Eni, Enel, Intesa Sanpalo, Unicredit.

Fu una puntata pari a 2,6 miliardi di euro. Quell’anno il listino italiano perse intorno al 17%. In parole povere, la scommessa andò più che bene.

Non esistono fondi speculativi buoni o cattivi, esistono solo strumenti che permettono di operare sui mercati in modo legittimo. Sta ai regolatori (Consob & Co) saper gestire al meglio la cosa. Speculazioni sul coronavirus incluse.

Fonte: IlSole2OreIlFattoQuotidiano





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