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Coronavirus e inglesi: da immunità di gregge a chiusura totale

coronavirus inglesi

Il Regno Unito si prepara alla chiusura totale del Paese dopo che il premier Johnson annunciava una settimana fa l’immunità di gregge.

Boris Johnson una settimana fa avvisava tutti gli inglesi di prepararsi a misure drastiche per affrontare il coronavirus.

La scelta di optare per l’immunità di gregge (ve ne avevamo parlato qui) avrebbe comportato grandissimi sacrifici in termini di vite umane.

Una scelta che aveva fatto venire i brividi a tutti gli inglesi e non solo, visto che, secondo le stime del Paese anglosassone, la pandemia di coronavirus affrontata in quel modo avrebbe portato ad almeno 318mila morti.

Senza contare il carico per il sistema sanitario inglese, con circa l’80% dei residenti nel Regno Unito contagiati e ben 7,9 milioni di ricoverati.

Anche le stime sul timing erano molto pessimistiche: l’epidemia potrebbe durare fino a primavera 2021 (con alti nei mesi invernali e bassi nei mesi estivi).

Inversione a U di Boris Johnson

E’ clamorosa l’inversione a U effettuata dal premier inglese Johnson nel giro di pochi giorni.

Il 23 marzo 2020 il premier inglese ha infatti approvato un provvedimento che limita fortemente la libera circolazione delle persone per almeno 3 settimane.

Ma la giravolta da manuale la si raggiunge il giorno 24 marzo 2020, quando Boris Johnson ha addirittura mandato un SMS a tutti i cittadini inglesi con scritto “Sono in vigore nuove regole: dovete stare a casa, proteggete il sistema sanitario e salvate vite”.

L’approccio al coronavirus da parte degli inglesi cambia radicalmente

Fino ad una settimana fa nel Regno Unito sembrava quasi che il coronavirus fosse un qualcosa di legato alla sola Asia e qualche Paese del sud Europa, come l’Italia. Ma oggi la realtà è diversa.

In pochi giorni i cittadini inglesi si sono resi conto della gravità della cosa e quindi hanno optato per la “chiusura autonoma”: università prima di tutte e poi anche scuole e aziende.

Il sistema dei trasporti ha poi cominciato a ridurre gli orari e le corse, sia a livello locale con la metro sia a livello nazionale con i treni.

Una settimana dopo le prime dichiarazioni estreme, anche Boris Johnson ha fatto più di un passo indietro, riconoscendo non solo la gravità della cosa, ma chiudendo quasi tutto.

Ieri il premier inglese ha effettivamente preso le prime misure restrittive per cercare di contenere il coronavirus anche in UK, dopo che alcuni ospedali nei sobborghi di Londra dichiaravano l’emergenza.

Ristoranti, teatri, cinema e palestre chiuse. Non solo: Johnson è stato costretto a chiudere persino i pub, cosa che non era avvenuta neppure durante la Seconda Guerra Mondiale.

Andare al pub è un antico diritto inglese e arrivare a chiuderli significa davvero moltissimo per il Paese.

Accetto che ciò che stiamo facendo sia straordinario: stiamo portando via l’antico, inalienabile diritto delle persone nate libere del Regno Unito di andare al pub, e posso capire come le persone si sentano a riguardo. È straziante pensare alle imprese che incontreranno difficoltà a causa delle misure che questo Paese ha dovuto prendere.Boris Johnson

Con oltre 4.000 contagi e quasi 180 decessi, il Regno Unito ha avuto un incremento sostanziale negli ultimi giorni.

Fonte: Reuters

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