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Coronavirus, come il clima e le stagioni regolano la diffusione dei virus

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Il coronavirus e la sua diffusione potrebbe cambiare con il clima, in particolare con le alte temperature e gli alti tassi di umidità.

Nelle ultime settimane abbiamo tutti sentito dire come ci si attende un calo dei contagi da coronavirus con il cambio di clima da inverno a primavera e poi estate e in generale con l’arrivo della bella stagione.

Tuttavia è difficile trovare in rete informazioni attendibili ed è per questo che stiamo cercando di divulgare il più possibile in questi giorni i vari papers scientifici (ricerche pubblicate da parte di scienziati di tutto il mondo).

In questo articolo condividerò con voi due ricerche in particolare:

Ma prima una breve spiegazione su come avviene la diffusione e perché la temperatura e l’umidità sono così importanti.

Tutte le ricerche scientifiche che abbiamo condiviso, riguardanti il coronavirus, le trovate sempre in questo articolo, come tutto quel che riguarda il COVID-19 (clicca qui)

Perché il clima e le stagioni sono importanti anche per il coronavirus

Su Medium Health (link in fonte), Christyl Rivers, Phd. condivide con noi un po’ di informazioni su come i virus si diffondono maggiormente quando le temperature sono più basse e quando il tasso di umidità è elevato.

Un clima più caldo e umido significa che le goccioline di umidità, tra cui tosse, starnuti e il respiro, “cadono prima a terra”.

Poiché il virus COVID-19 è sospeso in goccioline e di solito si trasmette come particelle aerosol o “aerodisperse”, l’aria secca consente a quelle goccioline di spostarsi ulteriormente, cosa che invece non avviene con aria più umida.

Una goccia che diventa troppo pesante e piena, cade più rapidamente a terra.

Non è certamente bello avere goccioline contaminate sul terreno (o su qualsiasi superficie), tuttavia è meglio che farle viaggiare facilmente da una persona all’altra.

Christyl ci ricorda però che, sebbene igienizzare sempre le superfici sia importante, un virus preferirà sempre un bel corpo caldo e umido a una superficie fredda.

Quando stiamo al chiuso, come durante le giornate fredde e piovose invernali, respiriamo tutti la stessa aria contaminata, creando l’ambiente perfetto per la diffusione del virus.

Invece durante le giornate belle e soleggiate siamo portati ad uscire, respirando in quel caso aria fresca e pulita, e soprattutto non contaminata.

Ecco perché durante queste giornate uscire non sarebbe di per sé problematico, anzi è molto più sicuro e benefico farsi una camminata in un sentiero vuoto di montagna che andare in un supermercato affollato.

Il problema è che se tutti lo facessimo, come potrebbe avvenire visto che siamo tutti a casa in questi giorni, sarebbe un bel problema, perché il virus troverebbe anche in quel sentiero di montagna (che da deserto diverrebbe affollato) un terreno fertile per lui.

L’importanza del clima: le alte temperature e l’alto tasso di umidità riduce la trasmissione del coronavirus

Come ogni ricerca scientifica, sebbene pubblicata, va presa con le pinze. Non c’è certezza, specie in questo periodo, visto che siamo solo all’inizio dello studio del COVID-19 (lo si conosce da circa quattro mesi, troppo poco). Per maggiori informazioni e per leggere il paper completo fare riferimento al link a piè di pagina.

Questa ricerca è stata fatta da Jingyuan Wang (Università di Beihang (BUAA)), Ke Tang (Institute of Economics, School of Social Sciences, Tsinghua University), Kai Feng (Università di Beihang (BUAA)) e Weifeng Lv (Università di Beihang).

Secondo lo studio ci sarebbe una correlazione tra temperatura e tasso di umidità con la diffusione del coronavirus (COVID-19), cosa che non sarebbe comunque inedita come abbiamo visto sopra.

I ricercatori hanno analizzato il numero riproduttivo effettivo giornaliero del virus (R, che rappresenta il numero medio di persone che saranno contagiate da un singolo infetto) per 100 città cinesi con oltre 40 infetti ognuna.

Hanno poi utilizzato i valori R giornalieri dal 21 al 23 gennaio 2020 come proxy dell’intensità di trasmissione, trovando un quadro di regressione lineare per le città analizzate (tenendo conto anche della densità di popolazione e del PIL pro capite delle città).

Secondo lo studio il cambio di clima, in particolare le alte temperature e gli alti tassi di umidità hanno significativamente ridotto la trasmissibilità del coronavirus.

In particolare:

  • l’aumento di 1 grado Celsius riduce la trasmissibilità di R 0.0383
  • l’aumento di 1% di umidità relativa riduce la trasmissibilità di R 0.0224

Secondo la ricerca quindi l’arrivo della stagione calda e delle piogge nell’emisfero nord può ridurre drasticamente la diffusione del coronavirus.

coronavirus clima
Relazione tra umidità e temperatura con i tassi di contagio nelle 100 città cinesi analizzate
coronavirus clima
Casi giornalieri di contagio per singoli Paesi nel mondo dall’8 al 29 febbraio 2020 (in scala logaritmica) messi in relazione con temperature e tassi di umidità (sono stati tenute conto le temperature medie del periodo della capitale.. quindi da sottolineare che, ad esempio, sono state prese quelle di Roma per l’Italia, che si discostano da quelle, ad esempio, di Milano)
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Previsione, utilizzando i valori R calcolati dallo studio, del contagio nella prossima estate (Luglio 2020)

Temperatura, umidità e latitudine per predire la stagionalità del COVID-19

La seconda ricerca (link in fonte) è stata condotta da Mohammad M. Sajadi, MD, Parham Habibzadeh, MD, Augustin Vintzileos, PhD, Shervin Shokouhi, MD, Fernando Miralles-Wilhelm, PhD, e Anthony Amoroso, MD.

La ricerca mostra come diverse infezioni da virus mostrano una stagionalità prevedibile tramite fattori ambientali come la temperatura, l’umidità e quindi la latitudine, inclusi i coronavirus umani.

I ricercatori in questo caso ipotizzano come il SARS-CoV-2 potrebbe seguire la stessa logica, mostrando come, fino ad ora, si sia sviluppato lungo un “corridoio naturale” che vede Paesi che condividono condizioni climatiche simili.

I paralleli presi in considerazione sono i 30-50° Nord, dove le temperature, nel periodo analizzato, erano tra i 5 e gli 11 gradi centigradi con bassi tassi di umidità.

Utilizzando dei modelli di previsione meteorologica è possibile prevedere le regioni che avranno più o meno probabilità di andare in contro ad un’epidemia da coronavirus nelle prossime settimane.

Questo permette anche di organizzare meglio e in anticipo eventuali misure di restrizione, come quelle messe in atto dalla Cina e dall’Italia in questi giorni.

Per maggiori informazioni vi lasciamo il link al paper in fonte.

Il grafico sotto (link in fonte al punto 4) mostra i tassi di crescita degli ultimi giorni nei Paesi più caldi. La crescita c’è anche in questi ma i casi sono, ad ora, pochi.

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Se quindi possiamo affermare che sembra esserci una relazione tra clima, temperature e tassi di umidità, e coronavirus, come avviene per molti altri virus, è anche vero che non possiamo affermare, ad ora, che l’arrivo della bella stagione sia sufficiente per affrontare e risolvere il problema.

Fonti (in ordine di utilizzo lungo l’articolo):

  1. Medium Health
  2. High Temperature and High Humidity Reduce the Transmission of COVID-19 (Wang, Tang, Feng, Weifeng)
  3. Temperature, Humidity and Latitude Analysis to Predict Potential Spread and Seasonality for COVID-19 (Sajadi, Habibzadeh, Vintzileos, Shokouhi, Miralles-Wilhelm, Amoroso)
  4. CoVID 19 Worldwide Growth Rates (Mark Handley, UCL.)
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