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Bitcoin perde il 40% in due settimane. Cosa succede?

Il Bitcoin perde il 40% in due settimane e l’80% dai massimi di un anno fa. Anazlizziamo cosa succede e il perché di questo crollo.

Circa due settimane fa vi parlavamo di Apple e la sua discesa in borsa delle ultime settimane che l’avevano portata a perdere un quarto del suo valore. Oggi invece vi parliamo di un altro “strumento finanziario” che ultimamente sta facendo parlare di sé: il Bitcoin perde infatti il 40% in due settimane.

Dal 13 novembre a oggi il Bitcoin è infatti sceso da 6328 a 3900 dollari.

Se poi andiamo a vedere i valori massimi raggiunti lo scorso dicembre circa una settimana prima di Natale (19660 dollari) allora possiamo ben vedere che il Bitcoin perde in un anno circa l’80% del suo valore.

Una discesa rapidissima che ha riportato il Bitcoin ai minimi di settembre 2017, quelli raggiunti prima dell’incredibile salita che l’aveva portato a sfiorare i 20000 dollari lo scorso Natale.

Una salita che l’aveva portato in tutti i TG nazionali in prima serata, con le persone comuni che cominciavano ad interessarsi davvero a questo nuovo e “strano” strumento finanziario.

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Che cosa succede

-80% sarebbe da titolone su tutti i giornali del mondo, con tanto di immagini di operatori di Wall Street disperati davanti ai monitor. Tuttavia parliamo di Bitcoin, uno strumento che, per ora, rimane di nicchia e soprattutto non regolamentato.

Per dare un senso ancora maggiore a ciò che è avvenuto, basti pensare che la capitalizzazione totale del Bitcoin è passata da 330 miliardi dello scorso dicembre agli attuali 69 miliari di dollari.

Ovviamente il crollo del Bitcoin ha trascinato in basso anche tutte le altre principali criptovalute, che hanno dimostrato di essere totalmente legate all’andamento di quella che è stata la prima moneta virtuale (il Bitcoin, appunto), nonostante siano più moderne.

Perché questo crollo?

Come sottolineato dal Sole24Ore non è possibile ricercare dei motivi validi e scientifici che spieghino precisamente questo crollo del Bitcoin.

Tuttavia è possibile ricercare varie motivazioni che potrebbero aver portato a questo crollo:

  • il nervosismo del mercato (si sa, quando le persone vedono che il prezzo crolla si fanno prendere dall’ansia e il bottone “vendita” è a portata di click);
  • la scissione di Bitcoin Cash (quella di novembre tra “Bitcoin Abc” e “Bitcoin Sv” ha tutta l’aria di una lite di famiglia, senza alcuna giustificazione precisa. Questo non ha fatto altro che confermare come il mondo del Bitcoin sia totalmente in mano a pochi e soprattutto non regolamentato);
  • liquidità scarsa (come visto in precedenza, la perdita dell’80% di valore ha portato la capitalizzazione del mercato delle criptovalute da 800 miliardi a 128 miliardi attuali);
  • mercato a rischio manipolazione (scarsa liquidità significa ovviamente facile manipolazione; i pesci grossi possono facilmente manipolare il mercato con un capitale che è relativamente basso);
  • intervento della SEC (la SEC ha emesso la prima condanna contro gli artefici di due ICO, l’offerta iniziale di valuta virtuale. Inoltre il presidente Jay Clayton ha sottolineato come le maggior parte delle criptovalute, escluse bitcoin, ethereum e qualcun’altra, sono assimilabili a ”securities” e andrebbero quindi regolamentate come tali);
  • la volatilità (una moneta per essere definita come tale dovrebbe essere il più stabile possibile nel tempo; il Bitcoin, dopo circa due mesi, da settembre a novembre, di incredibile stabilità, è tornato a mostrare il suo reale carattere con una volatilità altissima e insostenibile ai più);

Il parere della SEC, BCE e BRI

Secondo il presidente della SEC Jay Clayton, le criptovalute, tranne Bitcoin, Ethereum e poche altre, sono assimilabili a securities e quindi andrebbero trattate come tali (regolamentate).

Il bitcoin è un’idea estremamente intelligente. Purtroppo non tutte le idee intelligenti sono buone idee. Da più di un punto di vista, il bitcoin è il diavolo generato dalla crisi finanziaria.

Benoit Coeure, membro del board della BCE

In sintesi, la criptovalute sono una bolla, uno schema Ponzi e un disastro ambientale.

Agustin Carstens, presidente della BRI

Fonte: IlSole24Ore

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