MotorSport

Auto e Moto d’Epoca 2020, un viaggio nel passato del motorsport

auto e moto d'epoca 2020

Un viaggio nel motorsport in quel di Auto e Moto d’Epoca 2020, riscoprendo il passato glorioso italiano nelle competizioni sportive di auto e moto, e festeggiando i 50 anni dalla vittoria Porsche a Le Mans.

Foto: Francesco Pistore, Stintup

Anche quest’anno, come da oltre 5 anni a questa parte e nonostante la pandemia, siamo riusciti a portarvi qualche estratto da una delle fiere di auto più importanti d’Europa, Auto e Moto d’Epoca 2020.

Quest’anno però abbiamo voluto incentrare la nostra visita in quel di Padova nel Motorsport, esplorando un po’ tutta la storia sportiva automobilistica presente in quel di Auto e Moto d’Epoca.

Leggi il nostro articolo dedicato ai prezzi, orari e altre informazioni su Auto e Moto d’Epoca 2020

Partiamo innanzitutto col dirvi che l’organizzazione anche quest’anno (e soprattutto quest’anno mi verrebbe da dire) ha fatto un lavoro fantastico, riuscendo nell’impresa di organizzare un evento di questa portata in un periodo sicuramente non facile.

Di seguito trovate il nostro viaggio a tappe attraverso la storia del Motorsport esposta a Padova. Altri nostri articoli dedicati all’edizione di quest’anno:

L’ordinario diventa straordinario ad Auto e Moto d’Epoca 2020.. nello stand ACI storico

Il tema di questa mostra è la capacità italiana di trasformare, nell’epoca post bellica, delle comuni automobili in prestigiose fuoriserie e in bolidi da corsa grazie all’estro di artigiani eccezionali. Queste vetture hanno la caratteristica di aver battuto diversi record (di velocità e non).

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Qui possiamo goderci la Nibbio II, auto del 1955 con motore Guzzi monocilindrico a camme in testa da 350 cc, carrozzeria Ghia e telaio formula 3 Volpini. Il telaio è tubolare con motore posteriore e ruote indipendenti con balestre trasversali e ammortizzatori idraulici.

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Proseguendo con la nostra camminata troviamo il Bisiluro Tarf 1, auto che ha battuto diversi record, composta da due telai separati in tubi d’acciaio e rivestimenti “a goccia”. A sinistra troviamo l’abitacolo per il pilota, a destra il gruppo motore-cambio (di origine motociclistica) e il serbatoio di carburante. La sospensione è a quattro ruote indipendenti, la trasmissione alle ruote posteriori avviene per mezzo di catena.

auto e moto d'epoca 2020
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Come non fermarsi poi davanti alla mitica Cisitalia D46 con la quale Tazio Nuvolari nel 1946 stava per vincere la Coppa Brezzi finché al secondo giro il volante si stacca improvvisamente. Nuvolari continua a correre, pilotando con le mani poste direttamente sulle staffe dello sterzo. Si ferma, lo fa riparare e riparte. Altri guasti lo portano a fermarsi ancora e riparte addirittura con contano aperto. Finirà comunque la gara 13°, aggiungendo un ulteriore tassello alla sua leggenda.

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Che dire poi dell’auto sperimentale Dal Buono, modello unico, sintesi del brevetto depositato all’Università di Parigi, ha le ruote anteriori dinamiche che si inclinano in curva e cambio sequenziale al volante. Tutto questo nel 1939. Il motore è di derivazione ARAR Volkswagen 1.1 e, grazie a diverse soluzioni tecniche perfettamente bilanciate, l’auto era in grado di cambiare il baricentro e frenare in curva in assoluta sicurezza.

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OSCA Telaio 1146 è un auto dalla storia incredibile. Uscita dalla mente dei fratelli Maserati, nel 1955 diede del filo da torcere alle velocissime Porsche 550 lungo la Mille Miglia, arrivando dietro di un paio di minuti.

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Zanussi “1100 Sport” è un esemplare unico, costruito alla fine degli anni Quaranta su telaio Fiat 508 C. In origine con motore Alfa Romeo 6C 1750, in seguito fu montato un motore BMW 319 (sei cilindri da 2.000cc) e infine, a metà degli anni Cinquanta, fu modificata e aggiornata la carrozzeria, montando probabilmente il motore 1100 S.

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Lancia Aprilia Sport Paganelli Siluro da Corsa è uno dei vari modelli modificati di Aprilia più potenti e monta un motore duemila derivato Lancia.

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750 Sport Internazionale è una vettura realizzata per correre alla 24 ore di Le Mans del 1958. Con motore Stanguellini e telaio italiani, è progettata e costruita a Parigi. Ha una cilindrata di soli 741cc, ma aveva ben 75 cavalli a 7500 giri al minuto, con una potenza specifica di ben 100 cavalli per litro. Per questo le piccole vetture da corsa modenesi all’epoca divennero tra le più richieste e ambite nella loro categoria.

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Fiat “500 SPIDER SPORT” del 1949 è un esemplare di grande pregio storico e culturale, probabilmente unico. Ok, non è un modello che ha particolari velleità sportive, ma si tratta di un0auto con cilindrata 750cc e pesi di 520 kg prodotto dalla Colli, che vestì sia telai da corsa (la 6C 3000CM e la Disco Volante) sia telai di serie (sue le carrozzerie per le versioni “station wagon” della Giulietta e della Giulia).

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Fiat “1100 E” Vistotal del 1950 deriva dalla 1100 B che a sua volta deriva dalla 508C Nuova Balilla 1100. Si tratta di un esemplare unico realizzato dalla Carrozzeria Castagna di Milano specializzata in realizzazioni prestigiose. Il cabriolet “Vistotal” deve il suo nome al particolare parabrezza senza montanti, che permette una visibilità totale della strada attraverso l’impiego di vetro temperato di largo spessore che è parte integrante della struttura. È una delle ultime creazioni della carrozzeria Castagna e si distingue per la ricercatezza dei dettagli. In sintonia con il parabrezza è anche il volante trasparente, un’opera d’arte vista solo su vetture di maggiore pregio.

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Un viaggio nella storia delle competizioni motociclistiche

Ad Auto e Moto d’Epoca 2020 la collezione delle “Moto dei Miti” di Genesio Bevilacqua è da commozione pura per tutti gli appassionati di moto e soprattutto di motorsport.​

C’è la storia in particolare dell’Althea Racing, una scuderia indipendente che ha saputo tenere testa alle più grandi case motociclistiche.

Tanto di diventare Campione del Mondo in Superbike e Superstock per ben cinque volte.

Tra la collezione esposta ad Auto e Moto d’Epoca 2020 a Padova troviamo in particolare:

  • Ducati 1098 F08 di Troy ​Bayliss
  • Ducati 1198 di Carlos Checa
  • Suzuki RG 500 XR40 ​di Marco Lucchinelli
  • Ducati n27 di Casey Stoner GP07
  • Suzuki di Cereghini
  • HD350 RR di Pasolini
  • Ducati 1098 di Biaggi
  • Honda RC 30 di Merkel
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30 anni di Porsche a Le Mans, a 50 anni dalla vittoria del 1970

Nel 1970 Porsche trionfava a Le Mans in una giornata storica, conquistando i primi 3 posti con due 917 e una 908​. Inoltre si aggiudicò la Coppa Gran Turismo.

Nell collezione esposta ad Auto e Moto d’Epoca 2020 a Padova troviamo:

Porsche 550 A Spyder del 1958, modello che portò la prima vittoria assoluta a Porsche in una gara internazionale durante la Targa Florio del 1956, pilotata da Umberto Maglioli.

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Porsche 906 Carrera 6 del 1966, vincitrice di classe alla 24 ore di Daytona 1966, pilotata da Hans Herrmann e Herbert Linge.

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Porsche 907 Long Tail del 1967, fu la prima Porsche a raggiungere i 300km/h nonché la prima Porsche con guida a destra.

Porsche 908 Long Tail del 1968, pilotata da Ludovico Scarfiotti e Gerhard Mitter alla 1000 Km di Monza del 1968.

Porsche 917 del 1969, prima ad essere modificata in versione K per poi diventare un’auto riserva del team Gulf.

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Fonte: CS Auto e Moto d’Epoca

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