Apple scende in Borsa
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Apple scende in Borsa e perde un quarto del valore: che succede?

Apple scende in Borsa seguendo l’andamento generale delle Borse mondiali, anche se i motivi di questa discesa sono piuttosto chiari.

Apple scende in Borsa e lascia addirittura un quarto del suo valore in poche sedute. I non addetti potrebbero chiedersi il perché di questo calo importante di una delle aziende più in voga del momento.

Abbiamo quindi deciso di raggruppare in un solo articolo tutte le notizie più importanti ad oggi riguardanti questo calo in Borsa da parte di Apple.

Ebbene sì, Apple (AAPL al Nasdaq) ha perso oltre 220 miliardi di capitalizzazione (che ora si attesta intorno agli 850 miliardi). Si tratta del mese peggiore dal settembre 2008, quindi il periodo peggiore per l’era Tim Cook.

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Tim Cook vende parte delle sue azioni prima del crollo

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Come riportato da IlSole24Ore, il CEO di Apple, Tim Cook, ha venduto parte delle sue azioni in tre transazioni differenti.

La prima pari 56 mila azioni Apple (equivalenti a 12,2 milioni di dollari), la seconda pari a 191 mila azioni (41,5 milioni), la terza pari a 18mila azioni (3,9 milioni).

Il totale incassato da Tim Cook è pari a 57,6 milioni di dollari. I numeri possono sembrare incredibili, ma va tenuto conto che sono solo una goccia nel mare delle azioni Apple possedute da Cook (che è il secondo azionista Apple per numero di azioni, dopo Arthur Levinson, che al 24 agosto 2018 secondo la SEC erano pari a 878.425.

Inoltre le vendite di Cook risalgono a metà agosto 2018, dunque potremo dire che da oltre un milioni di azioni possedute sia sceso a possederne 878.425.

Certo, fa strano specie se si pensa che la vendita sia avvenuta proprio prima delle importanti perdite in Borsa. Tuttavia va detto, per chi potrebbe averlo pensato leggendo queste righe, che non si tratta di Insider Trading visto che è permesso proprio dal FORM 4 della SEC.

Nel frattempo Apple scende in Borsa giorno dopo giorno…

Vendite basse in Giappone, prezzi di iPhone XR diminuiti e ritorno di iPhone X in commercio?

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A dirlo è niente di meno che il Wall Street Journal in un report odierno dove vengono riportate notizie per nulla entusiasmanti per Apple.

Il Giappone è infatti un mercato importantissimo per l’azienda californiana, visto che la metà di smartphone venduti sono iPhone.

Tuttavia gli aumenti di prezzo sembrano mal visti dai nipponici che quest’anno sembrano non essere accorsi in massa ad acquistare i nuovi iPhone XS, XS Max e XR.

Se fosse vero, una riduzione del prezzo dopo un solo mese dal lancio sarebbe una cosa rarissima, specialmente per Apple.

Certo, non è la prima volta che avviene, ma per trovare l’ultima volta bisogna tornare al 2007 quando Steve Jobs si trovò costretto a tagliare il prezzo del primo iPhone per sopperire ai numeri bassi di vendita.

Ma non è tutto qui: sembra infatti che Apple potrebbe addirittura reintrodurre nel mercato iPhone X, che costa decisamente meno da produrre rispetto ai nuovi modelli visto i componenti più “vecchi”.

La motivazione sarebbe di tipo commerciale. Apple si sarebbe impegnata infatti ad acquistare da Samsung un certo numero di pannelli OLED, che non verrebbero coperti viste le vendite di iPhone XS e XS Max inferiori alle aspettative.

Apple scende in Borsa anche per questi sopra citati motivi, che non fanno sicuramente piacere agli azionisti.

Secondo Foxconn anche il 2019 sarà difficile

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Foxconn è il principale fornitore di Apple. In poche parole, è dove iPhone nasce (in Cina).

Foxconn ha previsto stime a ribasso per il prossimo anno, tagliando i costi per circa 3 miliardi. Considerate che la spesa complessiva di Foxconn nei 12 mesi passati è stata pari a 6,7 miliardi di dollari.

Secondo quanto riferito da Bloomberg la divisione che peserà maggiormente su questi tagli sarà proprio quella di iPhone, che da sola porterà ad un taglio dei costi pari a 865 milioni di dollari, oltre al licenziamento del 10 per cento dei dipendenti ausiliari.

Le cause sono semplici: quattro fornitori di componenti per iPhone hanno ridotto le previsioni di fatturato a causa della domanda più scarsa delle attese, facendo crollare le azioni di varie aziende collegate, inclusa la stessa Apple.

Secondo Bloomberg le notizie relative ai cali della domanda per iPhone quest’anno sono attendibili e non “fake news” come avveniva ciclicamente negli anni passati.

Ecco quindi aggiunti altri motivi che ci spiegano per quale motivo Apple scende in Borsa in questi giorni.

Le vendite calano, Apple aumenta i prezzi e non comunica più i numeri

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L’ultimo trimestre per Apple è stato da record, l’ennesimo record infranto da Tim Cook. Tuttavia questa situazione potrebbe non durare per sempre.

Voci di corridoio parlavano da settimane di vendite non soddisfacenti per iPhone XS e XS Max, e lo stesso sta avvenendo in questi giorni per iPhone XR.

Apple riesce comunque a infrangere i record di fatturato grazie all’aumento dei prezzi dei prodotti, tuttavia il fatto di non voler più comunicare i numeri di vendita di iPhone è un chiaro segnale che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.

Agli azionisti non piace camminare nel buio e il fatto di non sapere con esattezza quanti iPhone Apple sta vendendo non piace. I prezzi aumentano, certo, ma fino a quando si può tirare la cinghia prima che si spezzi?

Intanto, mentre aspettiamo una risposta, Apple scende in Borsa ancora.

Fonti: Investopedia – SEC

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