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Apple ammette di rallentare gli iPhone più “vecchi” | Obsolescenza programmata | Class Action

Apple alla fine ha ammesso di aver introdotto un sistema di throttling che va ad inficiare le prestazioni degli iPhone con batterie sotto una certa soglia

Aggiornamento 22 dicembre. Arrivano anche le prime class action da parte delle associazioni dei consumatori americane. La prima è quella presentata a Los Angeles da Stefan Bodganovich, con la quale si chiede ad Apple l’interruzione di questa pratica che “non è stata mai richiesta e concordata”. La seconda arriva invece da Chicago ed è stata attivata da parte di cinque utenti che definiscono “il comportamento di Apple contrario alle norme che tutelano i consumatori”. Queste sono ovviamente solo le prime conseguenze a seguito della decisione presa da Apple.

Articolo del 21 dicembre

Lo sviluppatore di Geekbeench, John Poole, ha pubblicato un dettagliato report dove viene evidenziata una tematica che ha fatto discutere molti in passato e continua a farlo anche nel presente. In poche parole, si tratta di quella cosa chiamata obsolescenza programmata, sulla quale si discute da anni anche in sedi ufficiale sia per quanto riguarda l’etica azienda sia per quanto riguarda il tema ambientale.

Poole ha analizzato le prestazioni di iPhone 6S e iPhone 7 nel corso del tempo, giungendo alla conclusione che Apple, con gli aggiornamenti di iOS 10.2.1 e 11.2.0, avrebbe introdotto un modo per ridurre la frequenza del processore (tramite un sistema di throttling).

La motivazione sembra essere piuttosto chiara. Molti di voi ricorderanno la problematica degli iPhone (specie 6S) che portava allo spegnimento improvviso del dispositivo anche con il 30% o più di batteria. Questo era causato da batterie non più performanti e ormai degradate dal tempo e dall’uso stress.

Badate bene però che ad essere interessati da questa “riduzione di potenza” del dispositivo non sono i soli 6S ma anche i modelli più nuovi e ancora oggi venduti da Apple come top gamma, come l’iPhone 7.

Vari utenti su Twitter e Reddit hanno dato la prova lampante di questo. Sostituendo la batteria degradata al proprio dispositivo infatti, questo tornava alle prestazione di quando era nuovo. Insomma, la classica prova del nove.


Apple non è stata in silenzio ed ha emesso un comunicato stampa ufficiale dove viene spiegato che è stato effettivamente introdotto un sistema che limita la frequenza del processore e quindi la richiesta energetica quando la batteria del dispositivo è sotto una certa soglia (ossia quando non ha più la piena capacità, anche se l’azienda non ha specificato questa soglia).

Il nostro obiettivo è offrire alla clientela la migliore esperienza, che comprende le prestazioni complessive e il prolungamento della vita dei loro device. Le batterie agli ioni di litio diventano meno in grado di fornire picchi di corrente in presenza di basse temperature, quando hanno una bassa carica o invecchiano nel tempo, e ciò può determinare l’arresto imprevisto del dispositivo al fine di proteggere i suoi componenti elettronici.

L’anno scorso abbiamo reso disponibile una funzione per iPhone 6, iPhone 6s e iPhone SE volta ad appianare i picchi istantanei solo quando ciò è necessario per impedire lo spegnimento imprevisto del dispositivo in queste condizioni. Abbiamo ora esteso questa funzione ad iPhone 7 con iOS 11.2 e prevediamo di aggiungere il supporto ad altri prodotti in futuro.

Apple

Insomma si tratta di Apple che vuol mettere una pezza a delle batterie non troppo affidabili e di qualità discutibile oppure di vera e propria obsolescenza programmata?

Questo fix porterà gli utenti a pensare: il mio telefono è lento, quindi dovrei sostituirlo, e non il mio telefono è lento e quindi dovrei sostituire la batteria.

John Poole, sviluppatore di Geekbeench

Quel che è certo è che se non fosse stato per queste persone avremo continuato a credere che il nostro dispositivo stesse diventando lento perché vecchio e sarebbe stata l’ora di cambiarlo. Insomma, senza voler pensarla troppo male, è chiaro che vien da chiedersi se queste mosse di Apple abbiano un fine ben preciso, ossia quello di farci cambiare smartphone più spesso.

D’altronde sarebbe bastato mandare una notifica agli utenti o mettere un avviso nelle impostazioni del telefono con indicato lo stato della batteria inferiore alla norma. Così come avviene da anni, per esempio, su Mac.

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