Science

Nasce il primo utero artificiale perfettamente funzionante.

Un team di ricercatori dell’Università di Philadelphia ha messo appunto un grembo materno artificiale in grado di dare una svolta nella cura dei nati prematuri.

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Dei ricercatori hanno disegnato un dispositivo simile ad un grembo artificiale che sarà in grado di rivoluzionare il modo con cui operiamo su feti prematuri. È stato studiato per consentire lo sviluppo più vicino al naturale possibile per bambini venuti al mondo criticamente prima del termine.

Ogni anno circa 13 milioni di bambini, di cui 40’000 solo in italia, pari al 6,9% delle nascite che avvengono nel nostro paese, nascono prima del termine passando, a volte passando meno di 26 settimane nel grembo materno. Con le tecnologie moderne i bambini nati attorno alle 23 settimane hanno un 30-50% di possibilità di sopravvivenza, ma i sopravvissuti generalmente devono affrontare disabilità permanenti dovute al mancato sviluppo degli organi.

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Questo ha spinto i ricercatori dell’Ospedale Pediatrico di Philadelphia ad esplorare nuovi approcci per trattare i neonati prematuri. Lo sviluppo di questo dispositivo ha fatto compiere grandi passi avanti nel raggiungimento del loro obiettivo.

Dagli studi dell’Ospedale Pediatrico di Philadelphia

“Siamo noi stessi meravigliati di quanto bene stia lavorando il dispositivo” dice l’autore dello studio Alan Flake, chirurgo fetale e direttore del centro per la Ricerca Fetale dell’Ospedale.

Il dispositivo è stato disegnato per simulare l’ambiente dell’utero materno il più vicino possibile alla realtà. “Un ambiente fluido è fondamentale per lo sviluppo del feto, e noi abbiamo sviluppato un sistema chiuso dove è garantito il ricambio costante di liquido amniotico nello stesso modo in cui avviene all’interno dell’utero” ci dice Flake. Il cuore del neonato pomperà sangue attraverso il cordone ombelicale verso un dispositivo esterno che rimpiazzerà la placenta della madre, garantendo lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. I prematuri saranno rimossi dal dispositivo al compimento delle 28 settimane, punto in cui le loro possibilità di sopravvivenza mediante l’utilizzo della tradizionale cura dei prematuri saranno esponenzialmente aumentate.

Il dispositivo è stato testato con successo su degli agnelli, una pratica comune per la ricerca sugli embrioni umani. Superati i 28 giorni gli embrioni di agnello hanno continuato a svilupparsi come sarebbe avvenuto normalmente, sviluppando una respirazione, una funzionalità cerebrale e una maturazione degli organi nella norma. Uno degli agnelli dello studio è stato cresciuto ed ora ha un anno, così come gli altri embrioni utilizzati per gli studi a venire. “Li abbiamo allattati, li abbiamo cresciuti e possiamo dire che sono degli animali sani e normali sotto ogni aspetto che abbiamo potuto verificare. Non c’è un test per l’intelligenza sugli agnelli, ma pensiamo siano degli agnelli piuttosto intelligenti” dice Flake.

Gli autori dello studio pensano che un dispositivo simile possa essere testato sugli umani nei prossimi tre o cinque anni. Prima che questo possa accadere devono portare a compimento ulteriori sperimentazioni sugli animali e compiere alcune modifiche. Prima di tutto, il sistema deve essere ridisegnato per gli umani, quindi ridotto a circa un terzo di quelli usati per la sperimentazioni sugli agnelli.

Pur sembrando uscito da un film di fantascienza i ricercatori concordano nell’affermare che il loro dispositivo è disegnato per essere più vicino al naturale possibile rispetto alle correnti migliori opzioni per la cura dei prematuri. “Il dispositivo che svilupperemo per l’applicazione agli embrioni umani avrà degli interni scuri e un sistema di immagine che consentirà ai parenti di vedere il proprio bambino. Incorprorerà inoltre un sistema audio in grado di simulare i suoni che un feto normalmente ascolta nell’utero, come il battito della madre. Cercheremo di rendere il sistema il più possibile piacevole per i genitori, una soluzione meno stressante del vedere il proprio feto negli incubatori con macchinari per il supporto vitale sotto gli stimoli di luci artificiali” dice Flake.

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