Grecia

Milos in ottobre: 6 giorni tra sterrati, scogliere bianche e mare cristallino

Milos, Cicladi, Grecia: abbiamo passato quasi una settimana nell’isola greca, sede di alcune delle più belle spiagge al mondo

Sarakiniko, Milos | Credits: Francesco Pistore
19 minuti

Sono passati ormai due mesi da quando vi ho lasciati con l’ultima parte della nostra avventura greca: quella sull’isola di Ios. Purtroppo il tempo è quello che è, la sessione d’esami porta via tempo, aggiungeteci altri mille impegni ed eccoci qua a giugno. Nonostante però sia passato quasi un anno da quel nostro viaggio in Grecia composto da ben tre isole, sono altamente convinto che molti di voi hanno voglia di leggere il proseguo e il finale della nostra (prima) avventura nelle Cicladi.

Innanzitutto una premessa. Se vi siete persi i primi due (anzi tre) articoli, ve li posto qui di seguito, ricordandovi anche che nella sezione Viaggi trovate tutti i nostri racconti di viaggio:
1) INTROAlla scoperta delle isole greche (Cicladi): Santorini, Ios e Milos in due settimane ad ottobre
2) 1^ ISOLASantorini ad ottobre: 4 giorni in quad
3) 2^ ISOLAIos, Cicladi, in ottobre: 5 giorni in un’isola tutta per noi

Per chi volesse, prima di leggere l’articolo, esplorare le spiagge, le mitiche strade sterrate di Milos e i tuffi dalle scogliere di Sarakiniko, ecco a voi i nostri video / vlog (ricordatevi di iscrivervi al canale!):

Nell’ultimo racconto ci eravamo lasciati dall’isola di Ios, nel momento clou della mattinata. Ci eravamo appena resi conto della tempesta che ci aveva colpiti quella notte solo una volta usciti dall’hotel e percorso qualche metro in macchina. In mezzo alle strade c’era di tutto, alcune macchine e altre cose erano state letteralmente spostate dall’acqua scesa dalle colline durante la notte. Per fortuna che la nostra Panda a noleggio era “riparata” dietro la piscina dell’hotel e che le strade erano, nonostante tutto, percorribili il giusto per arrivare al traghetto (in realtà i massi e il fango presenti lungo i tornanti di Chora non erano molto di ispirazione, però non potevamo lasciarci scappare l’unico mezzo di trasporto che raggiungeva Milos quella settimana!).

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Milos in ottobre ha un clima mite che in certe ore del giorno diventa addirittura caldo (le punte di 30 gradi non sono mancate!). Il mare ha anch’esso una temperatura ideale. Tuttavia non sono infrequenti le giornate nuvolose

Alle 8 di mattina eravamo già al porto pronti a consegnare l’auto e a prendere il traghetto in direzione Milos. La tratta Ios – Milos in traghetto non è delle più veloci. Calcolate circa 4 ore di tempo. Tuttavia il viaggio è stato molto più godibile di quello Santorini – Ios che abbiamo effettuato con un aliscafo. Il motivo è semplice: dall’aliscafo non si vede quasi nulla, il viaggio è confortevole e veloce ma non ci si gustano i panorami mozzafiato che solo la Grecia sa regalarci. Dal traghetto invece, tempo permettendo, potrete scorgere anche quelle piccole isole delle quali non sapevate neppure dell’esistenza.

Salutiamo Ios e ci dirigiamo verso Milos

Salutiamo Ios e ci dirigiamo verso Milos

Direzione Milos

Direzione Milos

Fermata nella piccola Sikinos

Fermata nella piccola Sikinos

Fermata a Folegandros

Fermata a Folegandros

Road (ehm, boat) to Milos

Road (ehm, boat) to Milos

Milos, in particolare il piccolo villaggio di pescatori di Klima

Milos, in particolare il piccolo villaggio di pescatori di Klima

Arrivo ad Adamas, Milos

Arrivo ad Adamas, Milos

A mezzogiorno circa siamo arrivati al porto di Adamas, che è anche il luogo dove troverete di tutto e di più (consideratelo il centro dell’isola, che come spesso accade in Grecia coincide con il porto). Qui ci attende il nostro Taxi, prenotato in mattinata vista la distanza del nostro hotel. Il tassista si dimostra molto gentile, sarà che non eravamo assolutamente nel pieno della stagione turistica, fatto sta che ci ha spiegato bene e con calma ogni zona in cui passavamo e i luoghi di interessi visitabili a piedi, con tanto di tempi di percorrenza.

In poco tempo siamo alla nostra camera: Chaido Studios. L’accoglienza della proprietaria è stata davvero incredibile. Così come successo nelle altre ci è sembrato di scorgere quasi un eccesso di gentilezza da parte delle persone locali. In questo caso non abbiamo neanche fatto a tempo di arrivare che ci aveva già preparato dei buonissimi dolci locali (ancora caldi!) che ancora oggi mi vengono in mente da quanto buoni erano. La vista dalla camera è eccellente, la migliore in assoluto di questa vacanza. Sarà che in questa stagione è possibile richiedere e trovare libera una delle due stanze (su quattro) che hanno la vista sulle scogliere e sul mare, con tanto di terrazzino riparato per gustarsi un magnifico tramonto.

Chaido Studios

Chaido Studios

Il pomeriggio, nonostante la stanchezza si facesse sentire, abbiamo deciso di visitare Tripiti e Plaka. La prima era la cittadina dove risiedeva il nostro “hotel”, e a dire il vero non è che ci siano tutte queste cose da vedere. Certo, ci sono le catacombe vicino, c’è un’atmosfera che solo la Grecia antica poteva dare, ci sono quei locali che di turistico hanno poco niente e molti locali tra cui supermercati, bar e panifici. Plaka invece è molto più caratteristica e bella da vedere, anche se a dire il vero nonostante fosse ottobre il caldo si faceva sentire talmente tanto che camminare, anche all’ombra, non era così piacevole. Da Plaka pensavamo di poter continuare la nostra camminata ma, nonostante le varie richieste di informazioni, non siamo riusciti a farlo. Così, vista anche l’ora, abbiamo deciso di tornare nella stanza, solo dopo aver fatto un po’ di spesa, rilassarci un po’ e andare a cena fuori. La prima sera abbiamo optato per Glaronissia, un buon ristorante dove si mangia molto a basso prezzo. Non pretendete però un servizio di qualità e una preparazione di piatti a livello di ristorante, immaginate più che altro di mangiare “dalla nonna”.

Il chiosco di Zoulias era uno storico punto d’incontro di grande e piccini a Tripiti

Il minuscolo chiosco di Zoulias.

Il minuscolo chiosco di Zoulias. Nato nel 1926 a Milos da una povera famiglia, Konstantinos Ioannou Zoulias ha combattuto la Guerra Civile Greca (dal 1946 al 1949). A causa di una brutta ferita conseguita in guerra, gli fu garantita una licenza per un chiosco per la sua invalidità di guerra. Nel 1951 ha aperto il chiosco con il nome “L’INVALIDO – KONSTANTINOS I. ZOULIAS”. Per i seguenti 47 anni Zoulias ha continuato a lavorare nel chiosco, che nel frattempo era diventato un punto di incontro per bambini e adulti fino al 1998, quando fu costretto a chiuderlo a causa di seri problemi di salute. Zoulias morì nel 2004 all’età di 78 anni.

Tripiti, Milos

Tripiti, Milos

Tripiti, Milos

Tripiti, Milos

La mattina del secondo giorno ci svegliamo con la signora Chaido che si presenta davanti alla porta della camera con una mega colazione che, credeteci, ci è durata per tutta la settimana! C’erano toast, vari biscotti fatti in casa, alcuni simili ai nostri cantuccini, una torta di noci fatta in casa, yogurt con miele e pezzi di mela, anche lui preparato dalla signora, del succo di frutta, fette biscottate, marmellata, delle olive, la classica fêta che non manca mai e per finire del pane integrale. Sì, è tutto vero!

Klima è una meta da non perdere per chiunque volesse visitare Milos

Dopo aver mangiato una minima parte di questa mega e buonissima colazione ci siamo incamminati verso Plaka per un’ulteriore veloce visita del centro prima di dirigerci verso il piccolo paese di pescatori “Klima“. Questo paesello è raggiungibile a piedi o in macchina. A piedi ci si mette poco però vi assicuro che il caldo, ancora una volta, si faceva sentire, nonostante fossimo ormai a metà ottobre. Ancora non mi spiego come facessero i nostri vicini di stanza francesi a partire all’alba con gli scarponi e tornare tardi la sera. Klima è il paese più bello dell’isola secondo il mio parere, almeno è quello che mi ha sorpreso di più. A dire la verità l’avevo adocchiato arrivando con il traghetto, però non avevo capito come si chiamasse e come ci si arrivasse. Con un pelo di orientamento avevo capito giusto: da Tripiti si scende verso Adamas e si gira a destra alla prima. Nella bella stagione ci sono alcuni locali aperti, in ottobre invece portatevi un bel po’ di acqua e qualcosa da mangiare, se non volete finire alla ricerca spasmodica di una goccia d’acqua naturale come noi.

Plaka, Milos

Plaka, Milos

Plaka, Milos

Plaka, Milos

Plaka, Milos

Plaka, Milos

Plaka, Milos

Plaka, Milos

Plaka è il regno dei gatti

Plaka è il regno dei gatti

...e dei gattini (1)

…e dei gattini (1)

...e dei gattini (2)

…e dei gattini (2)

Tripiti, strada verso Klima

Tripiti, strada verso Klima

Vecchio trattore a Tripiti, tutti mezzi che usano tutt'oggi

Vecchio trattore a Tripiti, tutti mezzi che usano tutt’oggi

Strada verso Klima

Strada verso Klima

Klima

Klima

Klima

Klima

Klima

Klima

Klima

Klima

Klima

Klima

Pescatore che cura il pesce a Klima

Pescatore che cura il pesce a Klima

Le oche di Klima (ce ne sono due)

Le oche di Klima (ce ne sono due)

Gattino a Klima

Gattino a Klima

Sarà il caldo dei giorni scorsi, sarà il sole cocente anche del terzo giorno, ma questa volta siamo andati dritti a noleggiare un’auto. Il noleggio l’abbiamo trovato a Tripiti, prima di scendere verso Adamas. Neanche farlo apposta mi hanno dato la stessa auto che guido “tutti i giorni” a casa. Qualche firma, foto dell’auto e delle sue condizioni, e via che si parte alla scoperta di Milos… questa volta in auto! Il noleggio anche qui a Milos è abbastanza economico in questa stagione: circa 20 euro al giorno. Sappiate però che in periodi di alta stagione i prezzi raddoppiano facilmente.

La Matiz si gusta l'arrivo a Sarakiniko

La Matiz si gusta l’arrivo a Sarakiniko

Una volta arrivati a Sarakinko è difficile rendersi conto se ci si trova ancora nella stessa isola o in un mondo parallelo

La mattina, subito dopo il ritiro della macchina, ci dirigiamo verso Sarakiniko, per il semplice motivo che era la spiaggia segnalataci come “da vedere assolutamente” più vicina. In pochi minuti di auto da Tripiti ci siamo. Una volta svoltati per la stradina che porta a Sarakiniko possiamo dire di essere gi arrivati. C’è un grande parcheggio che nasconde quella che è la spiaggia più bella dell’isola e una delle più belle che io abbia mai visto in tutta la mia vita (forse la più bella in assoluto). Si arriva a piedi, 5 minuti scarsi dal parcheggio. Il paesaggio sembra lunare, ci si dimentica di tutto quello che si è visto prima una volta arrivati sopra quella scogliere che ci portano dritti ad una piccola spiaggia dove il mare arriva come una stretta lingua. Con i raggi del sole l’acqua sembra brillare e le rocce bianche diventano quasi difficili da guardare. Sembra davvero di essere si un altro pianeta. Fortunatamente in questo periodo c’era davvero pochissima gente, anzi a dire il vero c’eravamo solo noi e due coppie di turisti canadesi. Con questi ultimi ci siamo divertiti a tuffarci dalle scogliere, facendo tuffi davvero spettacolari e rischiando di lasciarci la schiena! Scherzi a parte, il posto è davvero stupendo per fare tuffi mozzafiato, però ricordatevi sempre di fare prima un’escursione subacquea per verificare l’altezza effettiva del mare (anche perché è talmente trasparente da sembrare poco profondo).

Sarakiniko vista dall'alto

Sarakiniko vista dall’alto

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko

Sarakiniko, tuffi dalle scogliere

Verso il tardo pomeriggio decidiamo di cambiare spiaggia, anche a causa dell’arrivo del nuvolo. Visitiamo innanzitutto Mytakas, che è un piccolo villaggio di pescatori con le caratteristiche casette con garage per le barche annesso. Poi ci dirigiamo verso la spiaggia di Alogomantra dove troviamo le prime gocce d’acqua, e proseguiamo poi verso la spiaggia di Pachena, molto caratteristica con le rocce che escono dal mare come fossero dei piccoli iceberg.

Mytakas

Mytakas (villaggio)

Mytakas

Mytakas (spiaggia)

Alogomantra

Alogomantra

Pachena

Pachena

Visto il tempo non promettente decidiamo di fare un bel po’ di chilometri con la piccola Matiz. Vista poi la mia passione per le strade sterrate potete immaginare com’è finita… da Pachena ho proseguito verso Filakopi, per poi dirigermi vero la famosa Pollonia. Da qui ho notato una strada che porta ad una cava a Voudia (a Nord-Est dell’isola di Milos). Per raggiungere la cava si fa uno stupendo sterrato molto largo e molto divertente. Dovete solo stare attenti a non farvi prendere dal piedino pesante perché potreste incontrare dei grossi camion gialli in uscita dalla cava. Da Voudia si può poi proseguire lo sterrato per uscire poi all’aeroporto internazionale di Milos e tornare verso Adamas. Nonostante fosse tardi e cominciasse a fare buio decidiamo però di svoltare a sinistra verso la spiaggia di Kastanas. Lo sterrato in questo caso è molto lungo (non fatevi ingannare dalle cartine!) e soprattutto il terreno è molto impervio. La macchina toccava in più di un’occasione e ho dovuto fare molta attenzione. Purtroppo non siamo riusciti ad arrivare alla spiaggia, visto che il buio è arrivato ancora prima di arrivare e i fari, a causa della strada piena di buche, non illuminavano abbastanza la strada. Insomma la situazione non era delle migliori, il tempo era minaccioso e la macchina era abbastanza al limite. Così abbiamo deciso di tornare indietro.

Una delle cose che più mi mancano di Milos sono gli sterrati. Alcuni sono talmente ben fatti che potrebbero essere percorsi perfino da una Ferrari, altri invece sono difficili da percorrere anche con un’auto alta da terra

Sterrato verso Voudia

Sterrato verso Voudia

La cava di Voudia

La cava di Voudia

La quarta giornata si apre con un tempo burrascoso. Il vento è fortissimo, tanto che nel porto di Adamas il mare arrivava in strada. Abbiamo cercato, invano, un barca che ci portasse a visitare la parte ovest dell’isola, dove è vietato andarci con qualsiasi mezzo (almeno così ci è stato detto per quelli a noleggio). Purtroppo il vento era previsto anche per i prossimi giorni ed era talmente da forte, specie in mare aperto, che nessuna barca sarebbe partita per le gite. Proseguiamo così in macchina verso Sud e la spiaggia di Achivadolimni, dove passiamo ma non ci fermiamo, per dirigerci ancora una volta verso Sud dritti a Fyriplaka. Qui si parcheggia sopra le scogliere e poi si scende a piedi per una comoda strada (ci si mette pochissimo). Le onde però erano talmente alte che raggiungere la spiaggia era praticamente impossibile. Così proseguiamo di qualche chilometro per raggiungere la piccola ma incredibile spiaggia di Tsigrado. L’aggettivo incredibile non l’ho messo lì a caso. Per arrivare alla spiaggia di Tsigrado bisogna infatti parcheggiare sopra le scogliere e poi scorgere una corda che ci porta verso due scalette di legno che ci aiutano, insieme alla corda, ad arrivare alla spiaggia. Sembra quasi una piccola cordata! Visto il tempo non bellissimo e la nostra voglia di scoprire spiagge (dopo un po’ ci si rompe) ci dirigiamo verso quella di Kyiriaki, anch’essa completamente deserta e con delle onde enormi che la sommergevano. Proseguiamo il nostro mega tour di spiagge quotidiano verso quella di Paliochori (Paleochori), dove c’è più “vita”, con addirittura un ristorante sul mare niente male, al quale faremo visita più in là.

Tsigrado è quella spiaggia che non ti aspetti, soprattutto l’accesso!

Strada verso Fyriplaka

Strada verso Fyriplaka

Strada verso Fyriplaka

Strada verso Fyriplaka

Strada verso Fyriplaka

Strada verso Fyriplaka

Fyriplaka

Fyriplaka

Tsigrado

Tsigrado

Tsigrado

Tsigrado

Tsigrado

Tsigrado

Tsigrado

Tsigrado

Tsigrado

Tsigrado

Kyiriaki

Kyiriaki

Kyiriaki

Kyiriaki

Paliochori

Paliochori

Il pomeriggio decidiamo invece di tornare nella parte Nord dell’isola, verso due villaggi di pescatori che vi consiglio assolutamente di annotarvi come posti da vedere se decidete di visitare l’isola di Milos. Il primo è Mandrakia, nel quale abbiamo potuto toccare con mano la vita delle persone locali, basata ancora oggi nella pesca. Il secondo è Fyropotamos, vicino alla punta Nord dell’isola, dove si trova anche una spiaggia carina.

Mandrakia

Mandrakia

Fyropotamos

Fyropotamos

Fyropotamos

Spiaggia di Fyropotamos

Fyropotamos

Il “guardiano” di Fyropotamos

Non soddisfatti decidiamo di chiudere la giornata in bellezza, visto anche il ritorno del sole, facendo un bello sterrato (tra l’altro molto largo e veloce) in direzione Plathiena, sempre a Nord di Milos ma dalla parte opposta della punta rispetto a Fyropotamos. La spiaggia di Plathiena era assolutamente deserta in questa stagione, anche perché è abbastanza fuori mano. Tuttavia è a mio avviso un’ottima alternativa per quelle giornate estive dove tutte le altre mete sono affollatissime. La sera torniamo verso la stanza e neanche il tempo di rientrare che troviamo la signora Chaido con in mano un piatto con un dolce tipico del posto. Immaginate dei fagottini morbidi e caldi con sopra del miele greco. A dir poco squisiti, specie se appena sfornati. La sera per la cena decidiamo di affidarci a TripAdvisor. Visto che avevamo fatto pochi chilometri in macchina (abbiamo passato più tempo in auto che in spiaggia!) ci dirigiamo verso il quotatissimo Gialos a Pollonia, consigliatoci direttamente dalla proprietaria degli Studios (camere) dove soggiorniamo. Qui ordino il “polpo di donna Ionna” con cipolla, pomodoro ed aceto, il loro piatto più votato (mi dicono)… e devo dire che meritava molto!

Sterrato verso Plathiena

Sterrato verso Plathiena

Plathiena

Plathiena

A sinistra la cena da Gialos a Pollonia (polpo di donna Ionna); a destra merenda preparata dalla signora Chaido

A sinistra la cena da Gialos a Pollonia (polpo di donna Ionna); a destra merenda preparata dalla signora Chaido

Il quinto giorno ci concediamo un po’ di sano riposo dopo aver girato in lungo e in largo quasi tutta l’isola. Anche questa mattina la colazione è stata offerta dalla proprietaria degli studios (la signora Chaido) che ci ha portato in stanza una squisita torta di mele appena fatta da lei. Ci siamo poi concessi qualche ora di shopping, durante la quale abbiamo conosciuto il proprietario di un particolare bazar che vendeva di tutto (particolari i sandali in cuoio fatti da lui). Questo signore ci ha poi raccontato la sua passione per la città di Piacenza, della quale si è talmente informato che ne sapeva più lui che noi (probabilmente a causa della sua passione per i calzolai italiani).

Il resto del primo pomeriggio l’abbiamo passato in spiaggia a Paliochori dove abbiamo pranzato da Sirocco, un ristorante con vista mare che offre cucina “vulcanica” (Volcanic Food) nel quale ho assaggiato il Pork Fillet (filetto di maiale cotto in maniera “vulcanica”) che vi consiglio altamente. Il resto della giornata l’abbiamo poi passata a Sarakiniko, dove ci siamo goduti uno splendido tramonto in solitaria (c’eravamo solo noi) e delle nuotate uniche (il mare sembrava una piscina). L’ultima cena, per stare in tema con le altre due isole, dovevamo passarla in un ristorante che ci facesse pentire di andare via il giorno dopo. E così abbiamo fatto. Il locale si chiama Oh! Hamo (O ramos) ed offre dei piatti unici per il semplice fatto che la carne e i formaggi, così come le verdure, provengono tutte dai loro allevamenti e orti; infatti ci hanno detto tranquillamente che le pecore che vedevamo in giro per le strade lì vicino erano le loro. Vero o no, devo ammettere che il cibo era ottimo. Il locale si trova ad Adamas ma non è vicino al porto. Noi abbiamo parcheggiato subito dopo il porto e abbiamo proseguito a piedi ma dovete mettere un conto una bella passeggiata (che comunque è piacevole). Qui vi consiglio di assaggiare i formaggi, la fava (piatto tipico greco), il fritto di fegatini (se avete lo stomaco forte), il loro vino rosso e le alter specialità. Non vi sorprenderete quindi che alla fine vi offriranno il “digestivo della casa”.

Paliochori con il bel tempo

Paliochori con il bel tempo

Ristorante Sirocco, Paliochori

Ristorante Sirocco, Paliochori

"Cibo vulcanico", ristorante Sirocco, Paliochori

“Cibo vulcanico” (Pork Fillet), ristorante Sirocco, Paliochori

Sarakiniko al tramonto

Sarakiniko al tramonto

Sarakiniko al tramonto

Sarakiniko al tramonto

Il gatto di Sarakiniko (lui è sempre lì)

Il gatto di Sarakiniko (lui è sempre lì)

Uno dei tanti gatti della signora Chaido

Uno dei tanti gatti della signora Chaido

Tramonto dalle camere dei Chaido Studios

Tramonto dalle camere dei Chaido Studios

Tramonto dalle camere dei Chaido Studios

Tramonto dalle camere dei Chaido Studios

Meow

Meow

Ristorante Oh! Hamos

Ristorante Oh! Hamo

Purtroppo la nostra vacanza era finita, nonostante mancasse ancora l’intero sesto giorno. Infatti quest’ultima giornata andava interamente dedicata al viaggio. Partenza all’alba dagli Studios dove abbiamo fatto colazione insieme a due gattini che ci hanno tenuto compagnia per tutta la settimana (avevamo diverse cose in frigo da finire). Poi fortunatamente mi invento di andare a pagare prima per nono trovarmi all’ultimo… mai scelta fu più saggia. Il “Pos” non funzionava ed ha letto la nostra carta prepagata solo dopo vari tentativi (dovevamo pagare con quella per forza avendo fatto la prenotazione con la stessa carta). In fretta e furia prendo la macchina e mi dirigo verso il benzinaio dove faccio un pit stop da Formula 1 per poi riprendere verso l’aeroporto. Lì ci aspetta il responsabile per il ritiro dell’auto (che è stato puntuale per fortuna) e in men che non si dica siamo pronti per imbarcarci nel piccolo aereo ad elica della Aegean (tra l’altro ottimo servizio a bordo tenendo a mente il prezzo) che ci porterà fino all’aeroporto di Atene. Da qui con calma ci dirigiamo verso l’imbarco in direzione Milano Malpensa. Dopo qualche ora di volo a 12.000 metri di quota atterriamo a Milano, dove passiamo dai quasi 30 gradi di Atene ai 14 scarsi del capoluogo lombardo (con nebbia e pioggerellina annessa).

Qui, con una cena last-minute da RossoPomodoro in stazione centrale a Milano e seguente freccia in direzione Padova, si conclude questo nostro lungo e mitico viaggio, che personalmente ho apprezzato moltissimo, sia per il periodo tranquillo, sia per la miriade di posti visitati e sia per le centinaia di chilometri percorsi (oltre 400 solo in auto) tra sterrati e stradine panoramiche deserte. La Grecia ci mancherà molto, ma questo non è un addio, bensì un arrivederci… .

L'alba vista dai Chaido Studios

L’alba vista dai Chaido Studios

Colazione con i gattini della signora Chaido

Colazione con i gattini della signora Chaido

Il volo della Aegean diretto ad Atene

Il volo della Aegean diretto ad Atene

La nebbia milanese

La nebbia milanese (era difficile vedere la pista)

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