Trekking

Passo Giau trekking: piana Mondeval, Rifugi Averau, Nuvolau, Scoiattoli e Cinque Torri

Una delle passeggiate più belle in uno dei posti più belli (e frequentati) delle Dolomiti: il passo Giau e la conca di Cortina

5 minuti

Questo articolo, che in realtà vuol essere una specie di guida o ancora meglio diario di viaggio, descrive due delle passeggiate che ritengo essere tra le più belle in assoluto. I paesaggi fanno ovviamente la parte grossa, con la Ra Gusela, la Marmolada in lontananza e le Cinque Torri.

Troverete anche in aggiunta un piccolo reportage di foto scattate da noi, giusto per rendervi l’idea.

Ovviamente se avete domande, richieste e quant’altro potete farlo attraverso il modulo “Contatti” (menù in alto) oppure tramite i commenti a fine articolo.

Infine vi anticipo che entrambi i percorsi hanno una difficoltà media (non serve essere alpinisti per percorrerli, l’importante è non essere alle prime armi tra i sentieri d’alta montagna).

Passo Giau – Forcella Giau – Altopiano del Mondeval

Difficoltà: Media – Durata: 3h ca. – Sentiero da seguire: 436

E’ una delle camminate che non potete assolutamente perdere se passate per il Passo Giau. Si prende proprio da “dietro” il passo, ossia davanti al rifugio Giau, proprio dove c’è la chiesetta (vicino al parcheggio principale). La camminata non è assolutamente difficoltosa, però la “gamba” ci vuole. Specie se, come noi, troverete un tempo tutt’altro che estivo. La giornata da noi scelta è stata il 16 di agosto, con le conseguenze del caso: temporale “estivo” con blizzard (bufera di neve), che in realtà era una sorta di grandinata. Dunque il sentiero, che a tratti è ricoperto di massi e pietre, era decisamente scivoloso. Per fortuna le grosse rocce permettono anche una sorta di rifugio nel caso vi troviate, come nel nostro caso, sotto un temporale. Nonostante il tempo, preparatevi, perché queste sono alcune delle zone più frequentate delle Dolomiti, dunque difficilmente riuscirete a trovarvi in piena stagione ad ammirare soli il paesaggio e il silenzio di alta montagna. Nonostante ciò abbiamo sentito (e visto) più di una marmotta.

Il sentiero da seguire è il 436, che fa parte dell’Alta Via delle Dolomiti n°1. Percorriamo uno stretto sentiero che ci porta verso la Forcella Zonia. In lontananza, proprio davanti a noi, possiamo vedere la Forcella Giau. Proseguiamo lungo la vallata e arriviamo alla salita che ci porta verso la forcella. A questo punto ci aspetta un bello strappo, anche se breve (circa 150 metri di dislivello).

Una volta raggiunta la forcella Giau dopo circa un’ora di cammino (dicono, noi e altri ce ne abbiamo messe quasi due), vi si presenterà un paesaggio da lasciarvi con la bocca aperta. La piana (o altopiano) del Mondeval è davvero unica ed è proprio davanti a voi; se vogliamo possiamo proseguire il cammino per la piana del Mondeval (altamente consigliato); in basso, recintato, troverete il luogo recintato dov’è stato ritrovato l’uomo di Mondeval. Inoltre per chi volesse segnaliamo un “giro” che prosegue per un po’ di chilometri sempre per il sentiero 436 verso la Forcella Ambrizola, il rifugio Palmieri, la malga Federa e il lago Pianozes.

Passo Giau – Forcella Nuvolau (Rif. Averau) – Rif. Nuvolau – Rif. Scoiattoli – Rif. Cinque Torri – Passo Giau

Difficoltà: Media – Durata: 4,30h ca. – Sentieri da seguire: 452, 464, 439, 443

A differenza del precedente percorso, questo è un vero e proprio anello, adatto a chi ha un buon allenamento (fiato e gambe). Si parte dal Passo Giau (dietro al rifugio) e si torna sempre al Passo. Ammiriamo innanzitutto il Monte Pore e la Marmolada mentre percorriamo il sentiero numero 452 che ci porta direttamente sotto la Ra Gusela.

ATTENZIONE: se si vuole raggiungere direttamente il Rif. Nuvolau senza passare per la forcella (e Rif. Averau) si può prendere il bivio subito dopo l’inzio del sentiero (vedrete le indicazioni). Si attraversa il prato e successivamente si sale fino ad arrivare alla ferrata che ci porta dritti al Nuvolau. Ovviamente il tempo si riduce notevolmente (a meno che non troviate traffico) però dovrete essere ben attrezzati nonostante la ferrata in questione non sia difficile.

Proseguendo per il sentiero in falsopiano troveremo una deviazione che ci consentirà di risparmiare un po’ di tempo (se non avete la “gamba” evitatela). Successivamente incrociamo il sentiero 464 (che porta al Rif Averau e arriva dal Rif. Fedare) che, dopo aver superato un dislivello piuttosto elevato (più di 100 metri sicuri) ci porta diretti alla Forcella Nuvolau (Rifugio Averau). E’ passata circa un’ora e mezza dalla partenza.

Dopo una meritata sosta al Rif. Averau possiamo proseguire il nostro cammino verso la “vetta”, dove sorge il Rif. Nuvolau. Prendiamo dunque il sentiero 439 ed iniziamo la salita “in cresta”. Ai più questo termine non farà impazzire, ma non preoccupatevi. Non è infatti la cresta che vi immaginato, è per lo più un’autostrada (per quanto è larga). La salita però si farà sentire, dunque verificate di essere in forma perché davanti a voi avete ancora qualche ora di cammino. Il dislivello è di circa 150 metri e, tra salita e discesa, calcolate non più di un’ora. La vista da lassù vi ripagherà dello sforzo fatto per arrivarci. Un panorama a 360° non è infatti cosa da tutti i giorni, a meno che non abitiate all’ultimo piano di un grattacielo. Senza contare che qui avete davanti a voi uno dei panorami più belli e ricercati al mondo.

Una volta scesi, non torniamo più verso il Rif. Averau, bensì proseguiamo per il 439 in direzione Rif. Scoiattoli. In circa venti minuti lo raggiungiamo. Anche da qui lo spettacolo è unico. Siamo sotto le Cinque Torri.

Dopo una breve sosta al rifugio, riprendiamo il nostro cammino in direzione Rif. Cinque Torri, che non raggiungiamo. Viriamo infatti, dopo essere passati abbastanza vicino alla Torre Grande, per il sentiero 443 che ci porta, dopo una bellissima camminata in mezzo ai prati, a “Crepe dei Ronde”. Qui state attenti a prendere il bivio giusto (c’è scritto Passo Giau). La discesa infatti è parecchio ripida e può ingannare. Per fortuna mentre si scende sul canalone saremo assistiti da dei tronchi di legno disposti a zig zag. Qui è tutto così, uno sali e scendi dal quale ogni tanto bisognerà riprendere fiato. A mio avviso è il pezzo più bello: primo perché meno trafficato e secondo perché è immerso nel verde. Con le soste calcolate circa due ore di cammino per arrivare a Passo Giau dal Rif. Scoiattoli.

Si ringrazia libro-salerno per averci guidato tra i sentieri

Ciao! Siamo alla ricerca di blogger per le sezioni “Inside”, “Tecnologia” e “Motori”.
Per saperne di più e contattarci clicca qui.
Basta un LIKE su Facebook per supportare Stintup.
Siamo anche su TelegramInstagram, Periscope e YouTube.
Commenti

I più letti del mese

To Top